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    Predefinito L'Europa che va a Maometto

    dal quotidiano LIBERO di oggi, mercoledì 23 novembre 2005...

    " Tra 20 anni più musulmani che cattolici

    Pagina 3


    MILANO Tra meno di vent'anni in Europa il numero dei musulmani potrebbe aver superato quello dei cattolici. Tra meno di sette saranno la seconda confessione religiosa, e tra mezzo secolo gli islamici europei equivarranno quasi a quanti ve ne sono oggi nel mondo. Tutto ciò accadrà anche solo mantenendo invariati, su tassi odierni, il flusso di immigrati dall'esterno e l'indice di natalità della comunità islamica già residente. Complice il contemporaneo calo della popolazione europea autoctona, dovuto al calo delle nascite. Questi dati, che definire sorprendenti è poco, si desumono da un'elaborazione dei rapporti del centro continentale più prestigioso in materia di statistiche sull'Islam, l'Istituto centrale archivi islamici di Soest ( Germania). E delineano gli inquietanti contorni di un nuovo tipo di " bomba" islamica, quella demografica. Ancora una volta la Fallaci ci aveva visto giusto. Da anni l'Oriana nazionale paventa nei suoi best seller la progressiva trasformazione dell'Europa in " provincia dell'Islam". Arrivando persino a coniare per il vecchio continente l'efficace appellativo di " Eurabia": una civiltà al tramonto, che ha perso il suo slancio vitale e la fiducia nel futuro, e perciò stesso non si accorge d'esser preda di un'invasione dai moduli aggressivi e disgreganti. I suoi detrattori ne hanno sempre bollato l'analisi alla stregua di una visione fondamentalista, concepita da una novella Cassandra. Ma ora anche i freddi numeri le danno ragione, e la matematica non è né di destra né di sinistra. Partiamo dalla notizia. L'Istituto di Soest ha pubblicato l'ennesimo rapporto sugli islamici presenti nel territorio dell'Europa geografica, incluse dunque le regioni europee di Russia e Turchia. Ad oggi sono oltre 53 milioni di unità. 25 milioni in Russia, 5,9 in Turchia, 5,5 in Francia, 3,2 in Germania, 1,5 nel Regno Unito, 1 in Italia, 1 in Spagna ecc. E secondo la stima contenuta in un precedente rapporto, sul lungo periodo crescono fino a un ritmo massimo del 6,5% l'anno. Sommando agli ingressi legali ( 376mila) e a quelli clandestini ( forse 500mila), gli immigrati di seconda generazione partoriti annualmente in Europa da genitori musulmani, molto più prolifici degli analoghi occidentali. Solo i musulmani ' ufficiali', che frequentano le moschee, sono saliti di 800mila in un biennio, come spiega Salim Abdullah, il direttore dell'Istituto tedesco fondato nel lontano 1927. Attualmente la prima confessione religiosa europea per numero di fedeli è la cattolica con 269 milioni di persone, seguita dagli ortodossi con 171 milioni, i protestanti con 79 e gli anglicani con 28. A prima vista quindi non ci sarebbe gara. Senonchè la popolazione europea si assottiglia ogni anno, secondo dati Onu, dello 0,416%. Il risultato è che dai 720 milioni di abitanti del 2005, l'Europa scenderà a 600 nell'arco di 40 anni. A differenza degli islamici noi facciamo infatti meno figli. La media continentale è di 1,55 per donna, che scende a 1,35 in ambito Ue. Per mantenere intatta la popolazione sarebbero necessari 2,1 figli di media a famiglia. Mentre proprio l'Italia detiene il record mondiale di scarsa natalità, con un misero 1,25. Insomma, per effetto del calo delle nascite, ad esempio i cattolici tra 20 anni saranno in proporzione circa 247 milioni. Nel frattempo i musulmani europei, se manterranno i livelli di incremento mostrati in questi decenni, e se la stima di lungo termine ipotizzata qualche tempo fa dal Soest si rivelerà corretta, potrebbero invece esser diventati quasi 187 milioni. Ai quali andranno con ogni probabilità aggiunti oltre 60 milioni di altri cittadini turchi, quando l'intera Anatolia ( irrobustita da altri 20 anni di corposi incrementi demografici) avrà aderito con una formula più o meno sostanziale all'Ue. Sarà l'anno 2025, e la mezza luna verde potrà permettersi di svettare sopra la croce vaticana nella speciale classifica dei culti. Ancora prima nel 2014, o forse già 2012, i seguaci del corano avranno sopravanzato i protestanti. E a meno di 45 anni da oggi, l'obiettivo di un miliardo di musulmani sul suolo europeo non sarebbe più fantascienza. I conti non sono difficili, li potete rifare da voi. Già oggi la religione di Maometto è la seconda per numero di praticanti in Italia, Belgio, Francia, Spagna, Austria, e la prima in Turchia, Albania e Bosnia. Soltanto nell'Unione europea i musulmani ufficiali sono 14 milioni, 20 quelli reali. Tutto ciò a prescindere da due fenomeni finora non considerati: il probabile aumento delle quote d'ingresso annuali di immigrati regolari da parte dei vari Paesi europei, e la costante crescita del numero di atei nelle nostre società laiciste. Per mantenere costante la sua popolazione, e con essa i livelli di produttività e benessere, l'Europa dovrà importare 1,9 milioni di immigrati regolari l'anno, il 500% in più rispetto ad oggi. E 3,2 milioni ( il 700%) per mantenere costante il gruppo dei lavoratori attivi fra i 15 e i 65 anni. La quota di popolazione straniera sul continente, oggi ferma ufficialmente all' 8,9%, sarà giocoforza destinata a salire di parecchi punti. Gran parte dei nuovi arrivati saranno di credo musulmano, e solo il 20% di loro avrà un'età over 30, mentre gli europei over 65, già nel 2025 saranno il 22% del totale. Le premesse per una conquista del moderno Occidente cristiano ad opera di una civilizzazione culturalmente ferma al 14 ° secolo della sua storia, ci sono tutte. Qualcuno, come Oswald Spengler ( celebre autore de Il tramonto dell'Occidente), l'aveva previsto già nell' 800 che non sarebbe stata una rivincita cruenta, o perlomeno non solo. La crisi del primo mondo si sarebbe appalesata sotto forma di stordimento edonistico e conseguente globalizzazione meticcia. Un corpo sano si mantiene giovane, autonomo e attivo, spiegava il filosofo. Fuor di metafora: una nazione solida procrea, lavora e si difende dal contagio di elementi intrusi, o li colonizza a sua volta imponendo i propri valori. Precisamente ciò che l'Europa di oggi ha rinunciato a fare, porgendo il fianco a una contro colonizzazione lenta ma inesorabile. Anche la romanità si sciolse sotto la spinta delle invasioni demografiche e culturali dei barbari di allora. E per evitare di perdere i suoi connotati ebraici, Israele ha dovuto erigere un muro.
    "


    Shalom

  2. #2
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    " Razzismo antimusulmano?

    di Daniel Pipes

    New York Sun

    22 novembre 2005

    Pezzo in lingua originale inglese: Anti-Muslim Racism?



    Le conferenze da me tenute nei campus universitari talvolta sono causa di manifestazioni di protesta organizzate da elementi della sinistra e da islamisti che mi coprono di insulti. Uno dei loro epiteti preferiti è quello di "razzista". Quest'anno, ad esempio, un "Raduno organizzato per contrastare il razzismo" ha anticipato il mio intervento al Rochester Institute of Technology, sono stato accusato di razzismo nei confronti degli immigranti musulmani che frequentano il Dartmouth College e dei pamphlet diffusi all'Università di Toronto mi hanno tacciato di "razzismo antimusulmano".

    Razzismo antimusulmano? Questo ossimoro mi ha sconcertato. Essendo l'Islam una religione i cui credenti appartengono a ogni tipo di razza e dalle variegate pigmentazioni della pelle, cosa c'entra la razza in questo contesto? In base alle definizioni fornite dai dizionari, il termine razzismo riguarda la razza e non la religione. Secondo gli esempi tratti dalle seguenti voci lessicali:

    American Heritage: "il convincimento che la razza giustifichi le differenze a livello di carattere umano o di capacità e che una particolare razza sia superiore alle altre. Discriminazione o pregiudizio si fondano sulla razza".
    Merriam-Webster: "un convincimento che la razza sia la fondamentale discriminante delle fattezze umane e delle capacità e che le differenze razziali generino l'innata superiorità di una particolare razza. Pregiudizio razziale o discriminazione".
    Oxford: "il convincimento che vi siano caratteristiche, attitudini o qualità specifiche per ogni razza. Forma di discriminazione nei confronti di o antagonismo verso altre razze".
    Persino la famosa Conferenza delle Nazioni Unite contro il razzismo, svoltasi a Durban nel 2001, ha implicitamente utilizzato questa stessa definizione quando ha ricusato "ogni dottrina in merito alla superiorità razziale, come pure le teorie che tentano di sancire l'esistenza di razze umane diverse".

    Se inteso così, il termine razzista non può essere a me attribuito, dal momento che non ritengo né che la razza sancisca le capacità di una persona e nemmeno che certe razze dispongano di maggiori capacità rispetto ad altre. E inoltre, i miei scritti e i miei interventi non toccano affatto la questione della razza.

    Il che significa che il termine razzista serve agli elementi della sinistra e agli islamisti da peggiorativo multiuso, da incantevole insulto che denigra senza tener conto dell'accuratezza. No, non è così. L'evoluzione di questo vocabolo è molto più complessa di quel che si crede.

    Il razzismo è una parola che viene sempre più utilizzata per stare a indicare qualcosa che va ben oltre la definizione fornita dai dizionari. A. Sivanandan, direttore dell'autorevole Institute of Race Relations (IRR), con sede a Londra, ha azzardato il concetto di "un nuovo razzismo" che riguarda l'immigrazione e non la razza:

    Si tratta di un razzismo che non è meramente rivolto a coloro con la pelle più scura, provenienti dagli ex-territori coloniali, ma altresì a delle categorie più nuove: quelle dei profughi, dei diseredati e degli sradicati di ogni dove, che battono alle porte dell'Europa occidentale, di quell'Europa che li ha soppiantati nei loro paesi d'origine. È un razzismo che è e che non può essere codificato a colori, rivolto anche ai poveri bianchi e che viene spacciato per xenofobia, una paura "innata" verso gli stranieri.

    Un giornale ufficiale australiano va in una direzione differente, quella del "razzismo culturale":

    Nell'era moderna il fondamentale presupposto del "razzismo" consiste nel credere che le differenze di cultura, valori e/o consuetudini di alcuni gruppi etnici/religiosi siano "troppo differenti" e potrebbero arrivare a minacciare "i valori della comunità" e la coesione sociale.

    Una volta che il razzismo è stato disancorato dalle caratteristiche razziali, è stato compiuto un piccolo passo per rivolgerlo contro i musulmani. Anzi, Liz Fekete dell'IRR scopre un "razzismo antimusulmano" nella legislazione, nelle operazioni di polizia, e nelle misure di controterrorismo, che deriva dalla "guerra al terrorismo" (parafrasando le sue parole). Ad esempio, la Fekete considera altresì il veto di indossare l'hijab nelle scuole pubbliche francesi come un caso di "razzismo antimusulmano". Altri all'IRR asseriscono che "i musulmani e coloro che sembrano tali sono i principali obiettivi di un nuovo razzismo".

    Lo stesso Reverendo Calvin Butts II, della Chiesa battista abissina di New York, ha così opinato di recente nel corso della Conferenza indetta dalle Nazioni Unite sull'islamofobia: "Nell'America razzista, volenti o nolenti i musulmani vengono etichettati come gente di colore (…) loro non vi etichetteranno come negri ma come terroristi". Secondo Butts, controterrorismo equivale a razzismo.

    Quando Tom Tancredo, membro repubblicano del Congresso statunitense, lanciò l'idea di bombardare i luoghi sacri dell'Islam, come forma di deterrenza, Gerald Muhammad, il leader della Nazione dell'Islam di Denver giudicò razzisti i suoi commenti.

    Da notare l'evoluzione: dal momento che il concetto di razzismo basato sulle differenze razziali e sulla superiorità razziale perde forza in seno a una società civile, qualcuno estende l'accezione di razzismo alla condanna di decisioni politiche come il preoccuparsi troppo dell'immigrazione (perfino dei poveri bianchi), il privilegiare la cultura autoctona, avere paura dell'Islam radicale e il porre in atto delle efficaci misure di controterrorismo.

    Questo tentativo di delegittimare le differenze politiche va respinto. Il razzismo riguarda esclusivamente le questioni razziali e non i punti di vista in merito all'immigrazione, alla cultura, alla religione, all'ideologia, all'applicazione della legge o alla strategia militare.
    "


    Saluti liberali

  3. #3
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    " L'Europa e Gerusalemme
    Da un editoriale del Jerusalem Post

    È come se qualcuno volesse deliberatamente sabotare il ruolo dell’Unione Europea nella soluzione del conflitto arabo-israeliano. Come spiegare altrimenti la fuga di notizie relativa a una bozza di rapporto confidenziale preparata da diplomatici britannici del consolato inglese a Gerusalemme est in vista di un vertice dei ministri UE? La Gran Bretagna detiene la presidenza di turno dell’Unione Europea e l’ufficio di Tony Blair si affrettato a sostenere che quel testo così anti-israeliano deve essere considerato come “espressione non tanto del punto vista britannico, quanto di una visione collettiva dei capi delle missioni diplomatiche a Gerusalemme”.
    A quanto pare, l’Unione Europea vuole una cosa e il suo contrario: essere considerata un leale meditatore e allo stesso tempo sostenere totalmente la posizione di una delle parti, quella palestinese.
    Tutto questo non poteva capitare in un momento più sbagliato. Questa settimana ricorre il decimo anniversario del “Processo di Barcellona”, città dove in questo momento si tiene un vertice per la partnership euro-mediterranea con lo scopo di promuovere “pace, stabilità e sviluppo” nella regione che l’Europa condivide con i paesi del Mediterraneo. L’Unione Europea ha appena iniziato a fornire osservatori “neutrali” al valico di Rafah fra la striscia di Gaza palestinese e il Sinai egiziano per garantire il rispetto da parte palestinese delle esigenze di sicurezza israeliane. Su incoraggiamento di Stati Uniti e Unione Europea, sono in agenda per il prossimo 15 dicembre altre concessioni israeliane, fra cui quella di permettere il transito di convogli di autobus fra striscia di Gaza e Cisgiordania meridionale.
    Il tempismo di questo rapporto su Gerusalemme est, così ostile a Israele, è negativo anche dal punto di vista interno israeliano. Il primo ministro Ariel Sharon sta cercando di raccogliere i frutti politici del disimpegno da Gaza sostenendo che il ritiro gli ha aperto spazi di manovra su questioni che stanno a cuore alla quasi totalità degli israeliani. Ed ecco che arriva il rapporto UE a ricordarci che persino quartieri che fanno parte integrante di Gerusalemme come East Talpiot, Gilo, Pisgat Ze'ev, Ramot e French Hill vengono considerati “insediamenti illegali”.
    Oltre al tempismo sbagliato, il rapporto è sbagliato nella sostanza. Dov’è un rapporto UE che esiga dai palestinesi di riconoscere l’antico legame fra popolo ebraico e Gerusalemme? Come mai questo rapporto ignora completamente, non solo gli ultimi cinque anni di violentissima intransigenza palestinese, ma anche il rifiuto da parte palestinese delle concessioni offerte da Ehud Barak su Gerusalemme nel 2000? Qualunque analisi minimamente imparziale avrebbe riconosciuto che ciò che “riduce la possibilità di arrivare a un accordo finale su Gerusalemme” non è affatto la politica di Israele, bensì soprattutto l’intransigenza palestinese.
    Ad esempio, la parte del rapporto su Ma'aleh Adumin sostiene che collegare questa cittadina alla capitale attraverso il progetto edilizio della zona E1 renderebbe totalmente impossibile il passaggio di palestinesi da Betlemme a Ramallah. Pura assurdità. Non mancano affatto soluzioni tecniche a disposizione di diplomatici e progettisti armati di buona volontà per permettere ai palestinesi di transitare in direzione nord-sud pur collegando Ma'aleh Adumin a Gerusalemme.
    Ma l’errore più grosso per chiunque sia alle prese con lo status finale di Gerusalemme è forse quello di carattere semantico. Dopo la riunificazione della città nel 1967, una quantità di quartieri ebraici – come Ramat Eshkol a nord e East Talpiot e Gilo a sud – si sono sviluppati sulle colline un tempo brulle e disabitate a nord, a est e a sud della città. Pertanto accade spesso che oggi la cosiddetta “Gerusalemme est” si trovi dappertutto meno che a est. In effetti i quartieri arabi di Gerusalemme – come Beit Zafafa, Beit Hanina e Issawiya – si trovano rispettivamente sui lati sud, nord ed est della Gerusalemme ebraica pre-67. Ridividere Gerusalemme è totalmente fuori discussione.
    Se l’Unione Europea vuole svolgere un ruolo positivo, dovrebbe in primo luogo sollecitare i palestinesi a prendere atto della realtà. Nessun governo israeliano accetterà un ritorno esattamente alle linee armistiziali del 1949, nessun primo ministro israeliano cederà il controllo sul Muro Occidentale (del pianto) nè permetterà che l’ospedale Hadassah e l’Università Ebraica sul Monte Scopus tornino ad essere “terra di nessuno”.
    D’altra parte, sono tanti gli israeliani ragionevoli pronti a capire che sono necessarie soluzioni creative per colmare il gap tra le aspirazioni ebraiche e quelle palestinesi.
    Dunque, se i ministri europei che si incontrano a Barcellona vogliono davvero rendersi utili, dovrebbero innanzitutto tenere a freno quelli tra loro che pensano che assecondare tutte le posizioni palestinesi sia un modo per fare passi avanti.

    (Da: Jerusalem Post, 28.11.05)
    "


    Shalom

  4. #4
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    dal quotidiano LIBERO di oggi, 01 dicembre 2005........

    " L'ULTIMA INVETTIVA DELLA FALLACI: LA SINISTRA È LA NUOVA DITTATURA

    di RENATO FARINA

    C' è un sacco di speranza nel grande gesto pubblico di Oriana Fallaci a New York. Gli altri scorgeranno l'odio. Vero: lei ne rovescia a secchi contro i nemici della nostra vita e della nostra libertà. Ma c'è qualcosa di più potente. Ed è la possibilità di una rinascita. E che dopo il secolo del materialismo venga quello del senso religioso. Lo ha detto a tutta voce, rammentando la visita a «Ratzinger. Cioè, voglio dire, Papa Benedetto XVI». Non rivela nulla di quel segreto colloquio d'agosto, non avrebbe nemmeno voluto che ne fosse trapelata notizia. Ma si intuisce qualcosa di magnifico in questo incontro di grandi anime e di corpi minuti: «senza cerimonie, senza formalità», «tutti soli nel suo studio di Castelgandolfo». Lei è rimasta atea, lo marca puntigliosamente anche stavolta. Ma comunica di aver accettato quel giorno la proposta fattale da «quel brillante gentiluomo » (a lei e a tutti gli atei leali con se stessi). Alla proposta fattale dal Pontefice in latino («Veluti si Deus daretur»), risponde con un sì americano: «Okay, voglio vivere come se Dio esistesse». Una bomba atomica. Secondo voi, è odio? Vedrete, la sinistra troverà il modo di impiccarli tutt'e due a questa amicizia impensabile. Non vi sembri strana questa carica positiva che esplode più lucente dell'ira nelle parole della nostra scrittrice. Non rinnega nulla sulla pericolosità del nemico islamico, non addolcisce la pillola. Ne mostra anzi, con più forza di sempre, l'amalgamarsi tragico con il suo complice di casa nostra: la sinistra. Ne dice di tutti i colori, della sinistra. Alessandro Gnocchi cita ben tradotte le formule precise adoperate da Oriana. A senso viene da rintracciare un parallelismo interessante: l'Islam è nazifascismo allo stato puro, la sinistra a sua volta è dittatoriale, dispotica, insomma - lei usa questa parola in nome della lotta del padre contro le camicie nere e quelle brune -, la sinistra è fascista. Infiacchisce la resistenza dei popoli. E censura, opprime, perseguita, non fa esistere moralmente chi prova a risvegliare dal torpore la coscienza delle genti. Versa letame addosso a chi tenta di comunicare l'esperienza dell'onore offeso e la connessa necessità di preservare libertà e identità. Invece che fa, questo Occidente in mano alla nuova sinistra? Manda a processo per blasfemia chi non è sulla lunghezza d'onda della resa all'invasione musulmana. Stavolta però, guardando in faccia il male e i suoi alleati, Oriana vede qualcosa oltre alla desolazione nostra e alla determinazione dei sopraffattori. Capisce di non essere sola. Che la sua profezia Troia-brucia, Troia-brucia ha finalmente interlocutori i quali non piegheranno la schiena. Li ha trovati a New York. Purtroppo più a New York che tra noi. Qui in Italia c'è la gente di Libero, ma tra gli intellettuali poca roba. Appena possono, la scalciano. C'è bella gente, in quella sala di New York. Le hanno dato l'"Annie Taylor Award" celebrando il suo "eroismo". C'erano Daniel Pipes, David Horowitz, Robert Spencer. Il finale del suo discorso dovrebbe essere triste. Perché annuncia che è «malata senza speranza»: i medici hanno sentenziato che è alla «fine della strada», morirà presto. Però. Però vedere quei volti «la aiuta moltissimo». Qualcosa si può fare. Il risveglio è possibile. Magari se legge queste righe la Fallaci si arrabbia, ma - lo giuro - si capisce che è contenta. Un po' anche per se stessa - è bello sapersi amati quando fuori c'è chi ti vorrebbe far la pelle -, ma soprattutto per il nostro futuro. Qualcuno sta raccogliendo il suo testimone nella lotta per difendere la libertà. Proprio quando rivendica il suo diritto- dovere di odiare Osama Bin Laden, Al Zarqawi, Mussolini e Hitler, e chi regge loro la coda (ci mette anche Michael Moore, l'autore del documentario premiato a Cannes sull'attentato alle Torri Gemelle), Oriana riconosce di aver trovato «un alleato inaspettato». Non una roba piccola, ma la Chiesa cattolica. In particolare - come scrivevamo sopra - il Papa. Questo è insopportabile. Moltiplica la carica persecutoria contro di lei, e attira fulmini anche sul Pontefice. Non è una nostra ossessione. Tant'è vero che Giancarlo Bosetti, autore del libro «Cattiva Maestra Oriana», rimprovera a chi scrive di aver «condotto con successo una campagna » per consentire l'incontro tra il Papa bavarese e la scrittrice fiorentina. Come se fosse impossibile che nella vita delle persone accada qualcosa di buono. C'è invece molta speranza in quell'incontro. Nel grido davvero disperato di Oriana, nell'allarme dove pareva che la nostra unica possibilità fosse il modo della morte (combattendo o arrendendosi), adesso c'è un baluginio. Scrive Oriana di ritenersi atea, come no, e che Ratzinger ne era perfettamente informato. Resta il fatto che per lei qualcosa può accadere all'Europa di bello, forse già sta accadendo. Se il Novecento è stato afferrato alla gola da ideologie materialiste, questo nuovo secolo sarà segnato da «una inevitabile nostalgia e da un irresistibile bisogno» del senso religioso. Non lo dice Ratzinger. L'ha sostenuto a New York l'atea cristiana. Non metto tra virgolette l'intera frase per non forzare con una traduzione approssimativa il pensiero della Fallaci, ma il concetto è quello lì. Che il nemico del nuovo fascismo islamico e di sinistra siano questa Chiesa e la sua tradizione, è dimostrato secondo Oriana da un fatto emblematico. L'assalto no-global a Torino contro la chiesa rinascimentale del Carmine. La scritta tracciata sulla facciata: «Nazi-Ratzinger ». L'urinarci addosso come supremo sfregio, così come fu fatto dagli islamici a Firenze. Lei odia questi tipi, e detesta la sinistra che assolve queste azioni come libertà di espressione. Adesso però non è sola. Una speranza c'è. "


    Shalom

  5. #5
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    dal quotidiano LIBERO di oggi.....


    " Così l'Islam comanda in Europa

    Pagina 7

    Di Oriana Fallaci ce n'è una. Di atti giudiziari, fatti di cronaca, segnali che dicono di una strana asimmetria nell'approccio culturale quando c'è di mezzo l'Islam, ce ne sono tanti, in Europa e nel mondo. Episodi al confine tra la prepotenza fondamentalista di frange del mondo musulmano e la " debolezza dell'Occidente", dove non si capisce bene quale sia la causa e quale l'effetto. Molti hanno visto un emblema di questa debolezza nella decisione di Armando Grasso, il giudice di Bergamo che ha rinviato a giudizio per vilipendio alla religione islamica Oriana Fallaci. L'altra faccia sono minacce, prese di posizione, rimbrotti degli estremisti. La " sentenza" che ha portato all'esecuzione di Theo Van Gogh, il regista di " Submission" massacrato da Mohamed Bouyeri nelle strade di Amsterdam resta un caso estremo. Ma gravi minacce hanno colpito collaboratori e amici di Van Gogh. Sorte non dissimile era stata promessa con una fatwa a Salman Rushdie, l'autore dei " Versetti satanici" sgraditi all'ayatollah Khomeini. In Indonesia la Gramedia, importante catena di librerie, ha ritirato titoli considerati " pericolosi" da estremisti musulmani. Hans- Peter Raddatz, esperto di Islam, è stato minacciato di morte in Germania. In Danimarca, un autore di vignette satiriche sul mondo islamico non ha trovato editori, spaventati da possibili ritorsioni da parte di estremisti. Il quotidiano Jylland Posten ha " sfidato" 40 editori a pubblicare le vignette: hanno risposto in 12. Tremila musulmani hanno protestato pretendendo che il giornale rimuovesse le vignette. Dopo il rifiuto della testata, 11 ambasciatori islamici hanno preteso che il primo ministro Rasmussen prendesse provvedimenti contro il giornale. Senza effetti. La tennista indiana Sania Mirza è stata colpita da minacce perché il suo vestito in campo era considerato eccessivamente succinto. Poi si sconfina nell'autocensura: il Museo della cultura mondiale di Göteborg ha rimosso dalla sua esposizione nel gennaio 2004 il quadro " Scène d'amour" di Louzla Darabi, espressamente concepito come critica alla concezione della sessualità nell'Islam. Stessa sorte per " God is great" di John Latham, asportato dalla Tate Gallery perché incorporava, insieme, la Bibbia e il Corano. In settembre, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha confermato la decisione di un tribunale turco di fermare la pubblicazione di Abdullah Riza Ergüven, giudicata « un insulto al Profeta » . Ancora in Olanda, il produttore van de Westelaken ha cancellato una proiezioni di Submission all'interno di una rassegna dedicata ai film censurati. Al suo posto, sono entrati, come ha scritto Bruce Bawer sulla rivista " Reason", due pellicole « che strizzano l'occhio ai kamikaze » . Recentemente, un regista ha proposto a Londra una versione edulcorata del Tamerlano di Marlowe, tagliando la scena in cui un Corano viene dato alle fiamme. Capita poi che, alle volte, le censure e le correttezze politiche che l'Occidente cristiano si autoimpone per non turbare le coscienze levantine sconfinino quasi nel farsesco. Così per la proposta di quel gruppo di sacerdoti spagnoli che volevano confinare in cantina le statue di Santiago Matamoros, santo tra i più venerati dai fedeli iberici, perché lo stesso è uso ad essere rappresentato nell'atto di menare fendenti contro l'invasore musulmano i cui pronipoti potrebbero offendersi. Idem per la petizione di un manipolo di preti di sinistra friulani, che invocarono la sparizione della croce dalle mani di una statua, rea di trovarsi nella sala in cui sarebbe stato organizzato un convegno cui avrebbero preso parte alcuni islamici. Idee analogamente balzane sono venute ai dirigenti di una scuola modenese che hanno cancellato il Natale dal calendario delle festività ( alcuni colleghi campani l'hanno ribattezzato " Festa dell'inverno"), ad un artigiano del Napoletano che convocò la stampa per annunciare la presenza di un Re Magio vestito da Arafat e ad un insegnante comasca che ha ribattezzato Gesù in " Virtù". Il tutto per tacere dell'eminente professor Enrico Peyretti, che sull'Espresso suggerì di riscrivere la Bibbia eliminando gli episodi violenti, « perché non sono parola di Dio » . « Pensando di aprire le braccia al mondo moderno » , ha scritto Nicolas Gomez Davila, « certa chiesa ha finito per aprirgli le gambe » .

    Martino Cervo Marco Gorra
    "


    Shalom

  6. #6
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    [QUOTE=Pieffebi]dal quotidiano LIBERO di oggi.....


    " Così l'Islam comanda in Europa

    Pagina 7

    [I]Di Oriana Fallaci ce n'è una. Di atti giudiziari, fatti di cronaca, segnali che dicono di una strana asimmetria nell'approccio culturale quando c'è di mezzo l'Islam, ce ne sono tanti, in Europa e nel mondo. Episodi al confine tra la prepotenza fondamentalista di frange del mondo musulmano e la " debolezza dell'Occidente", dove non si capisce bene quale sia la causa e quale l'effetto. Molti hanno visto un emblema di questa debolezza nella decisione di Armando Grasso, il giudice di Bergamo che ha rinviato a giudizio per vilipendio alla religione islamica Oriana Fallaci.etc----

    PFB,
    non comprendo perchè lo stato laico,la nostra repubblica deve entrare nel merito di faccende che riguarda la metafisica di religioni su cui il cittadino può avere ed esprimere delle idee diverse da chi le propugna.
    Penso che quel magistrato,se fosse prudente e intelligente dovrebbe dichiarare che la giustizia terrena non ha giurisdizione sulla metafisica.
    Avrebbe anche il vantaggio ,quando il momento verrà,di morire lietamente e in pace nel suo letto.

  7. #7
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    dal quotidiano LIBERO di oggi, 4 dicembre 2005..........

    "Islam, lo sapevate che... I venti privilegi strappati

    Pagina 15


    di ANGELO PEZZANA

    Le statistiche, da qualunque parte le si voglia rigirare, sono in fondo dei numeri freddi, non appassionano, men che mai quando sono rivolte al futuro. Che l'Europa non oltre il 2050 possa avere una maggioranza islamica è una previsione o poco più, non ci appassiona, non riusciamo ad immaginarcela, o più verosimilmente non vogliamo pensarci. L'Eurabia, come profeticamente l'ha chiamata Oriana Fallaci, non è il nostro prossimo futuro, preferiamo occuparci dell'isola dei famosi. Constatare che il nostro ministro dell'interno abbia chiamato i musulmani dell'Ucoii a far parte della consulta islamica ha sollevato solo la protesta di quelli, come Magdi Allam, che hanno profonda conoscenza della realtà del terrorismo fondamentalista nel nostro paese. Che l'Ucoii rappresenti i Fratelli Musulmani non desta timore, pur essendo quella setta egiziana una delle centrali più efficienti e ramificate del terrore. Si chiamano pure fratelli, e chessarà mai, ragiona il nostro pacifista sinistro- catto- noglobal. Invece c'è da preoccuparsi, eccome. Il 2050 è dietro l'angolo, e se l'Italia non è ancora nelle condizioni nelle quali si trovano altri paesi europei ( Francia, Olanda, Belgio ecc.), non tarderà ad arrivarci. Circola si internet un documento, che potremmo intitolare « Sapevate che in Francia... » , che vogliamo proporre ai nostri lettori. Forse non ci siamo ancora, certo ci siamo vicini. Sapevate che in Francia... . alcuni studenti musulmani prendendo come scusa la legge sulla laicità dello Stato reclamano e ottengono di togliere gli alberi di Natale in diverse scuole, comprese quelle materne? ( Le Parisien) . giovani musulmani esigono di essere esentati dai corsi di sport e biologia, e questo non influirà sulla loro valutazione? ( Nouvel Observateur) . delle musulmane esigono e ottengono orari che sono riservati solo a loro per frequentare piscine municipali? ( Revue politique) . studentesse musulmane esigono e ottengono di presentarsi agli esami con il marito e pretendono di essere esaminate da una donna? ( Nouvel Observateur) . un'associazione musulmana " Unir" all'università di Paris XIII, respinge il diritto di un professore di cultura occidentale di giudicare il lavoro di uno studente musulmano? ( L'Express) . i musulmani reclamano una revisione dei libri di testo per inserire la storia dei loro Paesi d'origine e della loro religione? venduto in Francia da dieci anni spiega come un buon musulmano può picchiare la moglie « con la mano, senza frusta, né pezzi di legno ed evitando di colpire il vi- ( Nouvel Observateur) . delle musulmane velate e studentesse in medicina esigono di curare solo donne? ( Le Monde, Le Figaro) . uno dei libri più antisemiti che ci siano, i " Protocolli dei Savi di Sion" ( Hitler se n'era servito per giustificare i suoi crimini), proibito in Francia, circola liberamente nei sobborghi e nelle librerie islamiche? . in diverse università francesi delle associazioni di estrema sinistra possono organizzare conferenze dove si paragona Israele a uno Stato nazista che pratica l'Apartheid? ( L'Express) . durante le manifestazioni contro la guerra in Iraq alcuni " pacifisti" musulmani esponevano ritratti di Bin Laden e di Saddam? ( Les 4 verités) . un certo Djamel, che aveva bruciato viva una ragazza, Sohana, è stato acclamato nella sua cittadina di Val della Marne, quando è avvenuta la ricostruzione dei fatti? ( JT France 3) . giovani, neri e musulmani, che hanno bruciato vivo un vigile bianco in un supermercato a Nantes ( nel 2002) non provano nessun rimorso, anzi ne sono fieri ? ( testimoniaza dell'avvocato) . un manuale di buona condotta " Il lecito e l'illecito nell'Islam", so » ? ( L'Express) . le milizie islamiche pattugliano le strade di Anversa e altrove per sorvegliare i " cattivi agenti bianchi razzisti" e applicare così la propria legge? ( Liberation) . le nuove leggi obbligheranno la polizia, l'esercito e l'amministrazione pubblica in generale ad assumere prima d'altri giovani immigrati, e che 35 imprese tra le quali France Television, Peugeot e i supermercati " Casino" hanno firmato un contratto dando la preferenza a stranieri per l'assunzione del personale? ( governo e sindacati) . nei licei delle musulmane indossano il cappotto in classe prima di dirigersi alla lavagna per non indurre in tentazione? ( Le Monde) . nelle scuole elementari dei padri musulmani rifiutano che le loro bambine siano lasciate in classe con un maestro che sostituisce temporaneamente la maestra? ( Le Monde) . una scuola ha dovuto organizzare una stanza senza finestra per riconoscere le madri coperte dalla testa ai piedi dal burqa per consegnare loro i figli? ( Le Monde) . in alcune scuole primarie, nelle toilettes c'è l'uso di rubinetti separati, uno per i " musulmani" e l'altri per i " francesi"? Un responsabile del culto musulmano ha chiesto di istituire spogliatoi separati, dato che secondo lui un circonciso non può spogliarsi vicino a uno impuro. ( Le Monde) . altre comunità religiose ( induiste, buddiste ecc.) non esigono rivendicazioni di questo genere ? Succede in Francia, qualcuno penserà, qui da noi è diverso. Invece la drammatica realtà è che la Francia è solo qualche anno avanti a noi, ma ci troveremo davanti agli stessi problemi se non verranno prese delle misure per impedire che la vecchia e decadente Europa si trasformi in una Eurabia nuova di zecca. Oriana Fallaci sostiene che il destino è segnato a meno di un miracolo. Che il multiculturalismo sia ampiamente fallito è sotto gli occhi di tutti, eppure per affrontare il problema il ministro Pisanu, contro le analisi di chi conosce il fondamentalismo dall'interno e ne ha quindi cognizioni di causa, imbarca l'Ucoii , come dire i Fratelli Musulmani, la fazione più estrema legata apertamente al terrorismo. E' facile immaginare quale consulta islamica ne verrà fuori. Oggi in Francia, domani in Italia. Non c'è da stare allegri. "


    Saluti liberali

  8. #8
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    Gli islamici praticanti (quelli che frequentano le moschee) in Italia sono solo il 10%...

  9. #9
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    Per essere un islamico praticante non serve affatto andare in moschea.
    I cattolici vanno in chiesa di Domenica per celebrare un rito, il Sacramento dell'Eucaristia.
    I musulmani si recano in moschea a pregare, ma potrebbero benissimo starsene a casa e pregare in famiglia per conto proprio, senza violare nessun precetto.

    La funzione della moschea è assai diversa da quella della chiesa cristiana. Mentre quest'ultima è un luogo di culto (grossomodo), quella è un luogo di riunione. Anche politica.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi
    dal quotidiano LIBERO di oggi, mercoledì 23 novembre 2005...

    " Tra 20 anni più musulmani che cattolici

    ....


    Shalom
    Almeno da questo governo ci si aspettava una politica a favore delle famiglie, dunque anche e soprattutto quelle italiane (visto che sono la maggioranza). Invece nulla, o quasi. Dunque, rispetto alla questione segnalata nell'articolo si sono persi 5 anni.
    Ho come l'impressione che il Csx, se governerà, sarà più attento alle famiglie con prole, rispetto alla CdL. Ok, fare più di zero (o quasi) è facile.

 

 
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