dal quotidiano LIBERO di oggi, mercoledì 23 novembre 2005...
" Tra 20 anni più musulmani che cattolici
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MILANO Tra meno di vent'anni in Europa il numero dei musulmani potrebbe aver superato quello dei cattolici. Tra meno di sette saranno la seconda confessione religiosa, e tra mezzo secolo gli islamici europei equivarranno quasi a quanti ve ne sono oggi nel mondo. Tutto ciò accadrà anche solo mantenendo invariati, su tassi odierni, il flusso di immigrati dall'esterno e l'indice di natalità della comunità islamica già residente. Complice il contemporaneo calo della popolazione europea autoctona, dovuto al calo delle nascite. Questi dati, che definire sorprendenti è poco, si desumono da un'elaborazione dei rapporti del centro continentale più prestigioso in materia di statistiche sull'Islam, l'Istituto centrale archivi islamici di Soest ( Germania). E delineano gli inquietanti contorni di un nuovo tipo di " bomba" islamica, quella demografica. Ancora una volta la Fallaci ci aveva visto giusto. Da anni l'Oriana nazionale paventa nei suoi best seller la progressiva trasformazione dell'Europa in " provincia dell'Islam". Arrivando persino a coniare per il vecchio continente l'efficace appellativo di " Eurabia": una civiltà al tramonto, che ha perso il suo slancio vitale e la fiducia nel futuro, e perciò stesso non si accorge d'esser preda di un'invasione dai moduli aggressivi e disgreganti. I suoi detrattori ne hanno sempre bollato l'analisi alla stregua di una visione fondamentalista, concepita da una novella Cassandra. Ma ora anche i freddi numeri le danno ragione, e la matematica non è né di destra né di sinistra. Partiamo dalla notizia. L'Istituto di Soest ha pubblicato l'ennesimo rapporto sugli islamici presenti nel territorio dell'Europa geografica, incluse dunque le regioni europee di Russia e Turchia. Ad oggi sono oltre 53 milioni di unità. 25 milioni in Russia, 5,9 in Turchia, 5,5 in Francia, 3,2 in Germania, 1,5 nel Regno Unito, 1 in Italia, 1 in Spagna ecc. E secondo la stima contenuta in un precedente rapporto, sul lungo periodo crescono fino a un ritmo massimo del 6,5% l'anno. Sommando agli ingressi legali ( 376mila) e a quelli clandestini ( forse 500mila), gli immigrati di seconda generazione partoriti annualmente in Europa da genitori musulmani, molto più prolifici degli analoghi occidentali. Solo i musulmani ' ufficiali', che frequentano le moschee, sono saliti di 800mila in un biennio, come spiega Salim Abdullah, il direttore dell'Istituto tedesco fondato nel lontano 1927. Attualmente la prima confessione religiosa europea per numero di fedeli è la cattolica con 269 milioni di persone, seguita dagli ortodossi con 171 milioni, i protestanti con 79 e gli anglicani con 28. A prima vista quindi non ci sarebbe gara. Senonchè la popolazione europea si assottiglia ogni anno, secondo dati Onu, dello 0,416%. Il risultato è che dai 720 milioni di abitanti del 2005, l'Europa scenderà a 600 nell'arco di 40 anni. A differenza degli islamici noi facciamo infatti meno figli. La media continentale è di 1,55 per donna, che scende a 1,35 in ambito Ue. Per mantenere intatta la popolazione sarebbero necessari 2,1 figli di media a famiglia. Mentre proprio l'Italia detiene il record mondiale di scarsa natalità, con un misero 1,25. Insomma, per effetto del calo delle nascite, ad esempio i cattolici tra 20 anni saranno in proporzione circa 247 milioni. Nel frattempo i musulmani europei, se manterranno i livelli di incremento mostrati in questi decenni, e se la stima di lungo termine ipotizzata qualche tempo fa dal Soest si rivelerà corretta, potrebbero invece esser diventati quasi 187 milioni. Ai quali andranno con ogni probabilità aggiunti oltre 60 milioni di altri cittadini turchi, quando l'intera Anatolia ( irrobustita da altri 20 anni di corposi incrementi demografici) avrà aderito con una formula più o meno sostanziale all'Ue. Sarà l'anno 2025, e la mezza luna verde potrà permettersi di svettare sopra la croce vaticana nella speciale classifica dei culti. Ancora prima nel 2014, o forse già 2012, i seguaci del corano avranno sopravanzato i protestanti. E a meno di 45 anni da oggi, l'obiettivo di un miliardo di musulmani sul suolo europeo non sarebbe più fantascienza. I conti non sono difficili, li potete rifare da voi. Già oggi la religione di Maometto è la seconda per numero di praticanti in Italia, Belgio, Francia, Spagna, Austria, e la prima in Turchia, Albania e Bosnia. Soltanto nell'Unione europea i musulmani ufficiali sono 14 milioni, 20 quelli reali. Tutto ciò a prescindere da due fenomeni finora non considerati: il probabile aumento delle quote d'ingresso annuali di immigrati regolari da parte dei vari Paesi europei, e la costante crescita del numero di atei nelle nostre società laiciste. Per mantenere costante la sua popolazione, e con essa i livelli di produttività e benessere, l'Europa dovrà importare 1,9 milioni di immigrati regolari l'anno, il 500% in più rispetto ad oggi. E 3,2 milioni ( il 700%) per mantenere costante il gruppo dei lavoratori attivi fra i 15 e i 65 anni. La quota di popolazione straniera sul continente, oggi ferma ufficialmente all' 8,9%, sarà giocoforza destinata a salire di parecchi punti. Gran parte dei nuovi arrivati saranno di credo musulmano, e solo il 20% di loro avrà un'età over 30, mentre gli europei over 65, già nel 2025 saranno il 22% del totale. Le premesse per una conquista del moderno Occidente cristiano ad opera di una civilizzazione culturalmente ferma al 14 ° secolo della sua storia, ci sono tutte. Qualcuno, come Oswald Spengler ( celebre autore de Il tramonto dell'Occidente), l'aveva previsto già nell' 800 che non sarebbe stata una rivincita cruenta, o perlomeno non solo. La crisi del primo mondo si sarebbe appalesata sotto forma di stordimento edonistico e conseguente globalizzazione meticcia. Un corpo sano si mantiene giovane, autonomo e attivo, spiegava il filosofo. Fuor di metafora: una nazione solida procrea, lavora e si difende dal contagio di elementi intrusi, o li colonizza a sua volta imponendo i propri valori. Precisamente ciò che l'Europa di oggi ha rinunciato a fare, porgendo il fianco a una contro colonizzazione lenta ma inesorabile. Anche la romanità si sciolse sotto la spinta delle invasioni demografiche e culturali dei barbari di allora. E per evitare di perdere i suoi connotati ebraici, Israele ha dovuto erigere un muro. "
Shalom




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