...Stiamo probabilmente per commettere una grossa leggerezza. Questa moschea in piena Parigi
non mi dice niente di buono.
Forse non sarà il risveglio dell'Islam, nel qual caso ciò che dico non conta nulla .
Ma, se c'è un risveglio dell'Islam, e io credo che non se ne possa dubitare, un trofeo della fede coranica su questa collina Sainte-Geneviève dove i più grandi dottori della cristianità insegnarono contro l'Islam
rappresenta più che un'offesa al nostro passato: una minaccia per il nostro avvenire.
Si potevano accordare all'Islam, a casa propria, tutte le garanzie e tutti i rispetti.
Bonaparte poteva togliersi le scarpe nella moschea , e il maresciallo Lyautey usare le figure più eloquenti per affermare la fraternità di tutti i credenti: erano cose lontane, affari d'Africa o d'Asia
Ma in Francia, presso i Protettori e presso i Vincitori, dal semplice punto di vista politico, la costruzione ufficiale della moschea e soprattutto la sua inaugurazione in grande pompa repubblicana, esprime qualcosa che rassomiglia a
una penetrazione del nostro paese da parte dei nostri assoggettati o nostri protetti. Quelli lo prenderanno immancabilmente come una oscura confessione di debolezza.
Qualcuno ieri mi diceva:
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Chi colonizza ormai? Chi è colonizzato? Loro o noi?