







Il sistema dei campi di concentramento puntitivi appartiene infatti alla storia sovietica sin dagli esordi, dai tempi di Lenin (già nel '20, presso le isole Solovki, situate nel Mar Bianco, a circa duecento chilometri dal circolo polare artico, era stato creato un "lager di lavori forzati per i prigionieri della guerra civile", dove vennero imprigionati tutti coloro che si opponevano al nuovo regime, non solo
zaristi quindi, ma anche anarchici, socialisti rivoluzionari, menscevichi).
Non furono anni di consenso assoluto da parte del popolo: particolarmente significativa fu la ribellione dei marinai di Kronstadt del marzo 1921, con la quale gli stessi uomini che, sollevandosi, avevano dato inizio alla rivoluzione dell'ottobre '17, tentarono di rovesciare il potere comunista. Stavolta vennero "massacrati come anatre nello stagno" dall'armata rossa di Trotsky.
Il maggior sviluppo dei gulag avvenne però negli anni del consolidamento del potere di Stalin, e durante il suo lungo "regno", che va dagli anni trenta fino alla metà degli anni cinquanta. Morto Lenin nel '24, Stalin e gli altri proseguirono sulla strada da lui indicata: mandarono a scuola tutti i contadini, e immisero nelle campagne migliaia di trattori. Ma non per questo i contadini mostravano l'intenzione di trasferire la loro terra ai colcozi. Allora, dal 1929 al '32, Stalin e i comunisti 'repressero' con fredda determinazione i kulaki e i subkulaki, deportandoli a morire con le mogli e i figli - quindici milioni di esseri umani - nelle tundre gelate della Russia europea e nelle zone disabitate della Siberia. A questa deportazione, e alla mancata messa a coltura di molti campi, fece seguito una terribile carestia (1932-33) che comportò altri sei milioni di morti.


statistiche per sentito dire,... in un paese dove ancora non esistevano neppure i registri dello stato civile,.. e le persone veniano contate come "anime" vincolate al feudo... dal quale non potevano neppure scappare perchè sarebbero state impiccate o imprigionate..
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su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)




- isola dei famosi: vincono i comunisti … -
a cura di Paolo de Gregorio, 25 novembre 2008 -
Storica tappa nella via italiana al socialismo, che ha visto i militanti di Rifondazione impegnati nella campagna elettorale volta a far vincere la loro compagna Luxuria nella competizione sado-masochista denominata “isola dei famosi”.
Fa veramente pena l’esultanza di una parte di Rifondazione che considera positiva qualche frase che la “transgender” ha pronunciato in questa trasmissione, dimenticando che il contesto e la specificità culturale del programma vogliono dimostrare che, quando ci sono di mezzo soldi e notorietà, tutti sono contro tutti, tutte le astuzie e le denigrazioni sono valide, la competizione è feroce.
Queste tesi passano nella convinzione delle persone con la potenza dei fatti e delle immagini, spettacolo concepito da menti raffinate che sanno cosa serve per creare e mantenere il pensiero unico, la divisione tra le persone, il miraggio del successo e dei soldi, lo scetticismo sulla possibilità che gli uomini collaborino tra loro.
Ormai i comunisti italiani si contentano di poco. Sono fuori dal Parlamento, hanno tra i piedi ancora gente come Bertinotti che racconta in giro la vecchia barzelletta che il comunismo si conquista con la buona educazione presentandosi ben vestiti. Invece di buttare fuori tutta la vecchia classe dirigente responsabile della loro scomparsa e marginalità, sono lì a dividersi sul fatto se la partecipazione di Luxuria all’isola dei famosi sia o non sia un fattore positivo, incapaci di cogliere la cultura di fondo che trasmissioni del genere vanno ad alimentare.
Come segno di ulteriore decadenza, ho assistito alla celebrazione del funerale del rifondarolo Curzi, ricordato come una persona che aveva un grande rispetto per gli avversari, un innamorato del servizio pubblico RAI.
Quando qualcuno muore è tradizione ricordare le cose buone compiute, ma in politica, se si vuole andare avanti, bisogna essere spietati nella autocritica, e andava ricordato che Curzi fu uno dei protagonisti della spartizione fra i partiti dei 3 canali televisivi, scelta che ha fatto della RAI il maggior centro di potere partitico e ha fatto tramontare per sempre il ruolo di “servizio pubblico”. Essa doveva rappresentare la tutela degli interessi dei cittadini, fare da contraltare al potere dei privati e respingere la lottizzazione partitica.
Le scelte di Curzi, i madornali errori di Rifondazione e la sua mancanza di strategia per l’editoria, non hanno nulla che può essere celebrato. Ci hanno consegnato una Italia dominata dalla destra confindustriale, dal potere mediatico privato, non si vede la nascita di un movimento di sinistra antagonista che butti al cesso vecchi dirigenti, vecchi linguaggi, e per quanto riguarda la RAI, il problema non è l’elezione di un funzionario di controllo, ma occorre farla fallire, non pagare più il canone, perché essa è contro i cittadini. Va sostituita da una “public company” dove gli azionisti siano i cittadini che possano eleggere democraticamente un presidente con tutti i poteri.
Altro che la visibilità alle parole di Luxuria, l’unico contropotere che si può opporre alla dittatura mediatica privata è una struttura con i mezzi della RAI, che però venga guidata da un presidente eletto da chi paga il canone.
Paolo De Gregorio


Qua l'unica barzelletta è quella dei comunisti mangiabambini.Evidentemente questa storiella ha fatto presa nelle menti più "svantaggiate".
I Kulaki erano dei latifondisti che vivevano del lavoro dei loro sottoposti (roba molto simile alla mezzadria delle nostre parti),mi sembra normale che volessero mantenere lo status-quo.
Comunque hai detto bene,i comunisti mandavano nelle scuole i contadini,altri li tenevano nella miseria e con la schiena spezzata...
Tu mi parli di gulag,repressione e dissenzo interno,ma è un fatto che tutte le rivoluzioni siano diventate regimi in risposta alle violente pressioni esterne messe in atto da Paesi timorosi del "contagio".
In Russia sono state inviate truppe da mezza Europa finanziate dali Stati Uniti,ad unirsi con le armate bianche capeggiate da generali zaristi.
Quando una rivoluzione si vede minacciata,quello è il momento in cui si trsforma in regime autoritario e repressivo.




Ottima puntualizzazione storica. Anche se riduttiva perché furono fatte ben altre manovre criminali per imporre e consolidare l'avvento del comunismo.
Va notato per altro che con il comunismo l'agricoltura, mai fiorente in Russia, raggiunse e rimase a livelli ancor più bassi rispetto a cio' che produceva all'epoca degli tsar. Questo elemente in se fu causa di ulteriori morti, malattie, sofferenze ed a volte anche microfaide per....il cibo.
Risale a quell'epoca la frase i "comunisti magiano i bambini". La sinistra odierna cerca di metterla sulla battuta irreale ma cio' avvenne veramente. Ad oggi la Russia non si è ancora rimessa dal comunismo. Eccezion fatta per i ricchi proventi derivanti dalle materie prime ed energetiche assieme alla vendita di armi a tutte le dittature del pianeta, la russia di oggi è un deserto industriale ed agricolo. Il popolo continua a vivere negli stenti.
Esiste un solo forumista che possa dire : ho una moto russa, una aspiratore, una radio, un vestito prodotto in quel paese. Diciamo anche un accendino o un rotolo di carta igienica.
La follia del comunismo è tale che la dove esso si impone lascia ferite che richiedono generazioni intere prima di poter essere rimarginate. Ma tranquilli ragazzi, abbiamo lussuria, asso splendente della politica con la P maiuscola. Egli saprà radrizzare il comunismo ed imporlo a livello planetario avendo la rai decretato che il nuovo messia non viene dal cielo ma dall'isola dei famosi.