Demenziale. Non esistono altri termini per definire l'azione di governo di fronte alla crisi economica.
Da una parte Testasflatata che ciancia contro la stessa popolazione, sostenendo che è colpa delle persone, i consumatori, se l'economia non riprende. E quindi quale soluzione propone Testasfaltata? Semplice: spendere, spendere, spendere, anche a costo di a partire mutui. Berlusconi, così avulso nella sua villa di Arcore (o della Sardegna) dalla vita materiale reale della popolazione, non si è insomma accorto (o non arriva a capire, dalla bassezza... del suo quoziente intellettivo) che la gente non è che non spenda perché sia taccagna, ma perché non ha una lira in tasca. La soluzione, secondo Berlusconi medesimo? Semplice... spendere comunque a costo di indebitarsi, pur avendo ben visto in cosa consistano i mutui.
Altri provvedimenti? La social card, ossia, in piena linea con la becera incultura del "conservatorismo compassionevole", l'elemosina di 1,33 euro al giorno in più... come se fossero 1,33 euro in più al giorno a risollevare le sorti di chi non arriva a fine mese (e se poi andassimo a vedere a quali parametri bisogni corrispondere per rientrare all'interno di questa elemosina...). Anche in questo caso gli idioti al governo dimostrano di essere completamente avulsi dalla realtà sociale, non accorgendosi che gli 1,33 euro al giorno in più di quella che pèotrebbe essere definita la coffee card (perché ci puoi risparmiare i soldi per un caffè e una caramella) non servono a un cazzo.
I soldi non ci sono? No, non ci sono, come non ci sono 13 milioni per le strutture pericolanti (e fa ribrezzo sentire uno squallido personaggio quale Guido Bertolaso, che partì dalla Protezione Civile, ricoprendone poi la guida a proprio vantaggio personale, venendo assunto quale maggiordomo alla corte dall'infame governo Prodi, e infine giunto al rango di sottosegretario del Governo Berlusconi, arrivare ad affermare che tale quantità di euro sono quelli che "servirebbero" - condizionale! - a risanare le strutture).
I soldi ci sono invece per finanziare ben altri soggetti: dalle banche alla grande impresa (sotto las menzogna che in questo modo si farebbero gli interessi dell'intera popolazione, mentre gli stessi dati dell'OCSE dimostrano che negli ultimi 10 anni della ricchezza prodotta l'87 % rimane nelle mani degli imprenditori e degli altri ceti dominanti, mentre solo il 13%, le briciole, è redistribuito al resto della popolazione).
I soldi ci sono invece anche per le "infrastrutture" (intendendo non le pericolanti scuole, ma la sfilata di vanità dell'Expo 2015 di Milano, l'alta velocità utilissima a far andare a 250 km/h le mozzarelle ed a prolungare i tempi di percorrenza dei treni normali a tutto discapito dei pendolari e simili amenità ed idiozie). Già tempo fa ebbi a confrontarmi con un pupillo di un qualche docente di economia, il quale da studentello che aveva studiato la lezione ripeteva come le infrastrutture fungano da "volano per l'economia".
Ma se la mia osservazione per cui se è vero che nel breve-medio periodo le infrastrutture possano rilanciare l'economia, è vero anche che sul medio-lungo periodo l'iniziale spinta propulsiva tenda ad affievolirsi fino a scomparire, nessuno di questi "brillanti pupilli" di qualche docente di economia mi sa dare una risposta (non è colpa loro, forse non era nel libro loro consigliato) ad una mia domanda: se ogni volta che una passata spinta propulsiva si affievolisce e scompare, si costruisce una nuova strada... come continueremo a mandare avanti l'economia ed il PIL una volta che l'intera Italia sarà cementificata?




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