In questo preciso momento storico solo un gregge di pecore guidate da un cattivo pastore..
Dio in terra
Una parte di Dio
Una massa di schiavi da sfruttare
Una congrega di ignoranti da lasciare a sè stessa
Un branco di animali da educare alla civiltà
Un insieme di essere viventi da rispettare
Un insieme di gente diversa unita sotto le stesse leggi
Il Sangue, la Razza, gli Dei
Mustafà, kebbabbaro iperuranico
la preda quando tu hai un Winchester (carico)


In questo preciso momento storico solo un gregge di pecore guidate da un cattivo pastore..


il popolo dovrebbe esser vicino alla seguente constatazione
"l'adesione collettiva al mos maiorum avviene Infatti davanti al Popolo, convocato e ordinato (rite et auspicato) secondo la tradizione, nel Comizio, era "mos majorum" che il console ordinasse ai littori di abbassare i fasci, significando con ciò che la sua autorità è certamente potente ma non sovrana poiché l'’imperium gli proviene dal popolo ed esso è, dopo luppiter, l’unico sovrano ".
Gian domenico Casalino
le radici spirituali dell'europa
saluti.


D'accordo, e aggiungo, secondo me: il Popolo per sua natura ha bisogno del mos majorum tanto quanto di un singolo o una elitè che mostri la via. Attenzione: non parlo di supermercato dell'elevazione spirituale, ma di capacità di una Elitè di dare un orizzonte.


Ma esiste, al momento, o in un futuro prossimo, un'èlite capace di fare ciò?




Mustafà, kebbabbaro iperuranico.






Il popolo (cioè völk, razza/nazione) è la comunità etnica intesa dal punto di vista biologico, cioè l'insieme di esseri viventi che abitano un dato luogo. Così come il singolo uomo è un essere che ha in sé, sopito, in potenza e da risvegliare, il Divino, da realizzarsi come si dirozza e poi raffina una gemma, al pari il popolo è un essere vivente collettivo (da intendersi in senso lato e non comportante la visione di esso come tribù subpersonale e totemica) che ha in potenza qualcosa di superiore, cioè l'ordine e la forma che esso si può dare, la Norma secondo la quale può vivere, quella giustizia organica nella quale il concetto di giusto equivale a dare a ciascuno il suo così che ognuno possa svolgere il ruolo cui maggiormente si confà la sua natura propria. A questo scopo un insieme di uomini, di viri, organizza nella forma di un Ordine, di una "società di uomini", un organismo votato all'ordinare le cose il cui senso va oltre quello della semplice vita individuale e anche quello della semplice vita collettiva della comunità/völk, giacché una sintesi superiore è sempre qualcosa di più della semplice somma delle unità che la compongono.
L'Ordine, una volta instaurato, si chiama Stato, e compie il suo ruolo attivo, maschile, plasmante e anagogico (=traente in alto) nei confronti della Nazione, rivestente quello passivo, femminile, di materia prima che lo Stato utilizza come sostanza per ricavare l'essenza, come quantità per ricavare la qualità, facendo di un popolo una comunità vivente che solo così, conformata la sua natura ad una Giustizia superiore, acquista il valore e la piena la legittimità di esistere.

