L'ultimo messaggio video e' stato registrato prima degli attentati di Mumbai
Al Zawahiri: sciopero contro l'embargo
Appello del leader qaedista: per liberare Gaza basta smettere di andare al lavoro per una settimana
WASHINGTON (Stati Uniti) – Ayman Al Zawahiri si rilancia in versione «pacifista» e non violenta. Ma tace sul dramma di Mumbai. In un nuovo video, lungo circa un’ora e mezza, l’ideologo egiziano invita i suoi connazionali allo sciopero. Una protesta che nelle sue intenzioni dovrebbe continuare fino al termine del blocco di Gaza imposto dagli israeliani.
PARALISI ANTI-EMBARGO - «Siamo forse incapaci di fare scioperi di questo genere del tutto pacifici e passivi? Basta solo che i lavoratori, gli impiegati e gli studenti non vadano nei luoghi di lavoro e di studio per una settimana, due o tre fino a quando non finisce l'embargo su Gaza» afferma l’estremista.Al Zawahiri attacca poi i responsabili della celebre università di Al Azhar e di nuovo torna sulla crisi in Afghanistan sostenendo che la coalizione sta perdendo il conflitto.
MESSAGGIO IN DIFFERITA - Il video, diffuso dal marchio «As Sahab», porta la data di ottobre e dunque prima degli ultimi tragici eventi. Alcune annotazioni.
1) E’ evidente che la catena propagandistica continua ad aver bisogno di molto tempo per lanciare i messaggi: in passato li aveva accorciati.
2) I contenuti sono «originali» e sarà interessante vedere se ve ne saranno altri di questo tipo. Forse è un tentativo di bilanciare le critiche di stragismo indiscriminato.
3) Colpisce che abbiano voluto diffonderlo comunque anche in presenza di eventi che meritavano un commento.
4) Nel video c’è una sorta di logo-titolo in inglese, «The Lino’s Den». In realtà volevano scrivere «The lion’s Den», la gabbia del leone. Un banale refuso che tuttavia contrasta con la cura che di solito «As Sahab» dedica alla realizzazione dei filmati.
ASPETTANDO OSAMA - Sulla rete, intanto, sono comparse segnalazioni su un nuovo possibile messaggio di Osama proprio sul massacro di Mumbai. Difficile accertare l’attendibilità dell’annuncio. Non è escluso che Al Qaeda voglia attribuirsi il “merito” anche se per ora la pista principale porta ai separatisti indiani e a formazioni islamiste locali. Fazioni che agiscono in base ad un’agenda propria ma che condividono metodi di lotta e scelte dei qaedisti.
Guido Olimpio
28 novembre 2008
http://www.corriere.it/esteri/08_nov...4f02aabc.shtml




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