PER MICHELE SANTORO E MARCO TRAVAGLIO
Caro Santoro, caro Travaglio,
ho seguito ieri sera la trasmissione con molta attenzione e interesse. Efficace nella dimostrazione di ciò che sta avvenendo nel Paese, assolutamente inefficace nella disamina storico politico economica e di conseguenze inconcludente, come sempre e come tutte, nella indicazione di possibili shoccanti soluzioni da adottare. Potrete farne altre 125 di trasmissioni, ma se non avrete il coraggio e l’abilità di affrontare il vero nocciolo del problema, tutto è vano ed inutile. Il vero problema italiano si chiama Debito Pubblico. Nell’attuale situazione, bisogna distinguere due aspetti piu’ che fondamentali:
1°) – Il disagio, la povertà, la gente in fila per il pane, la perdita del potere di acquisto, le lettere che preannunciano la cassa integrazione, da voi ben argomentate e dimostrate, non c’entrano un tubo con la crisi che verrà, sottolineo che verrà. Questi, unitamente ai soffitti che crollano, piu’ del 50% delle scuole non a norma di sicurezza (dichiarazioni di Bertolasi), ai Tribunali che affastellano i raccoglitori delle cause lungo i corridoi e nei gabinetti (trasmissioni RAI), alla Polizia sotto organico e senza benzina per uscire dalle caserme (devo continuare? Meglio di no, perché se no rischio di apparire non ottimista come tutti voi), sono semplicemente l’effetto della nostra crisi e della nostra debolezza, tutta e sola italiana, collegata con il Debito Pubblico che ci soffoca da circa 30 anni. Quindi è assolutamente pre-esistente alla crisi proveniente dagli USA e dai mercati finanziari.
2°) – Gli effetti di quest’ultima, allorquando si produrranno concretamente, in un impianto come quello italiano, saranno di sicuro piu’ devastanti delle distruzioni di un Tsunami. Un solo esempio, che però è estensibile a tutte le altre aziende, in tutti i settori, in ogni angolo di territorio : i dipendenti della IVECO, fino ad oggi, come voi avete opportunamente dimostrato, avevano ancora in una mano una busta paga (insufficiente finchè si vuole) e nell’altra la comunicazione della cassa integrazione che ridurrà ulteriormente i salari a 775 €uro. Quando ciò avverrà, su scala diffusa, allora si vedranno i veri effetti della crisi.
Perché un fatto è certo e inconfutabile : le misure che saranno adottate oggi (?) dal Governo saranno una autentica elemosina, il resto saranno parole fumose per infondere ottimismo e tentare di far fare agli altri ciò che esso non può fare. Ed è su questo che purtroppo siamo d’accordo. Perché anche se al Governo non ci fossero i dilettanti allo sbaraglio che ci sono, ma ci fossero Prodi e Padoa Schioppa, assieme a Visco e a Bersani, sarebbe la stessa cosa, almeno dal punto di vista sostanziale. Il ridicolo, poi, è un altro aspetto.
E allora bisogna tornare al nocciolo: Debito Pubblico.
Fino a quando non avviene prima di tutto la demistificazione di ciò che vi è stato creato intorno e non si assume coscienza che esso è la causa di tutti i nostri mali e che quindi bisognerebbe adottare misure straordinarie ed eccezionali, nulla si potrà mai smuovere.
Attualmente si pagano 70 mld di €uro (140 mila mld di vecchie lire) che il popolo sborsa e che vanno ad aggiungersi ai 3 milioni e mezzo di miliardi circa già intascati (il montante del Debito) nonché tutte le risorse raccolte in sedici anni di finanziarie di lacrime e sangue e girate ai detentori dei titoli di Stato.
La creazione e la crescita abnorme del Debito Pubblico viene ancora oggi addebitata agli sprechi (che ci sono, numerosi e pesanti, nell’ambito politico) e alla spesa sociale. Per quest’ultima niente di piu’ falso, se è vero come è vero, e lo avete dimostrato in trasmissione, che mancano misure elementari e di base per l’assistenza sociale in favore di chi ne ha estremo bisogno. La verità, detta in pillole sintetiche in questa sede, è la seguente:
Rapporto Avanzo-Deficit/Debito : da un avanzo primario del quinquennio 1960-64 del 2,8% si passa a un deficit del 6,3% nel quinquennio 1980-84.
Debito cumulato : 1975: 83.732 mld di £it; fine ’81 : 282.190 mld di £it; 1985: 677.000 di £it..
Questa rapido e vorticoso peggioramento è stato originato dalla prima crisi petrolifera del 1973 e dall’innesco del galoppante conseguente processo inflazionistico. Da qui nascono i tutti i nostri guai e drammi. I Governi di allora assolutamente incapaci di affrontare la crisi e predisporre misure adeguate. Si innesca così quel mostruoso processo della capitalizzazione degli interessi che in pochi anni, come però veniva puntualmente denunciato dalle Cassandre dell’epoca, arriva ai 2 milioni di miliardi e solo nel ’92 il Governo Amato vara la prima grande manovra della finanziaria per scaricare 90 mila miliardi sulle spalle degli italiani. Da allora ad oggi circa 16 manovre finanziarie hanno rallentato il ritmo di crescita ma non hanno impedito che il Debito arrivasse ai livelli che non consentono di fare le cose piu’ elementari e necessarie. Quest’anno, Tremonti per pareggiare i conti, anziché scaricare sui contribuenti ormai moribondi, ha preferito tagliare all’impazzata anche nella Scuola che, come abbiamo visto, di incentivazione di risorse avrebbe tanto bisogno.
Per completare il quadro va detto solo che i 3,5 milioni di miliardi, oltre a quelli rastrellati con le finanziarie dal ’92 ad oggi, sono stati intascati da Banche, Assicurazioni, Finanzieri, Intermediari vari, grossi possidenti come l’attuale Premier, furbetti del quartierino, etc,
Altro che intervenire per dare ancora alle Banche. Da queste va preso almeno una buona parte degli interessi intascati sul debito che gli italiani sono chiamati a pagare, mentre loro sono cresciute a dismisura da Bancarelle locali a Banche internazionali. S.Paolo, Cariplo, Banca Roma, Credito Emiliano, Credito Romagnolo, Lodi, etc. etc. insegnano!|
Quindi, caro Santoro fino a quando non verrà fatta chiarezza su tutto ciò, è inutile parlare!
A voi il compito!
28/11/2008
Francesco Calvano