







FalceMartello pecca come sempre di dogmatismo.noi in italia abbiamo una grande anomalia chiamata pd che ha tagliato i ponti definitivamente col socialismo e si candida ad essere forza liberale di massa come non ce n'è mai stata una prima
L'analisi delle forze socialdemocratiche europee dovrebbe tenere conto di diversi fattori (essenzialmente nazionali) e di diverse specificità storiche.
I "legami con il socialismo" dei DS (e del PDS) li vedeva solo Falcemartello ( se per socialismo non si intende ovviamente la famiglia politica europea ma un progetto politico complessivo , alla quale parte del pd è ancora legato...). Il gruppo dirigente ed i quadri intermedi di quel partito hanno iniziato a rompere i legami con il socialismo come orizzonte strategico quando erano ancora formalmente comunisti (PCI). Il processo è più complesso. I rapporti base - vertice non sono meccanici e non rispondono alle leggi della fisica (spostamenti a destra e a sinistra non sono condizioni naturali conseguenti ai movimenti della sensibilità della base).
Il PD è composto in larga misura dal corpo militante dei DS e dai qui quadri.
Secondo Falcemartello quale legge divina ha determinato la cancellazione della "natura operaia" di quel partito che - secondo FM - erano i DS ? Questa natura è mutata con un congresso che ha sciolto i DS nel PD. Evidentemente no.
parliamo di mutamenti più profondi che , come è evidente ai più, nascono oltre 20 anni fa.
falceMartello fonda la sua azione politica - come molti gruppi trotzkisti - su speranze che definirei millenaristiche di "spostamenti a sinistra" di questo e di quello. Una posizione che spesso è servita per giustificare (ma non i nquesto caso..credo nell'onestà dei ocmpagni) un "entrismo per l'eternità".
Sarebbe meglio, restando nell'alveo del movimento comunista internazionale (che mai ha indagato così schematicamente la storia e la natura sociale dei partiti, sforzandosi invece di analizzare tutte le storie specifiche dei diversi contesti nazionali, senza cadere in facili schematismi tesi a fossilizzare i rapporti social ie di classe - ed il rapporto tra le basi ed i vertici dei partiti - in una visione di questi fondata su dogmi preconfezionati e non su di una più approfondita disamina delle dinamiche particolari interne ad ogni partito ed a ogni Paese), tentare di guardare alle forze socialdemocratiche evitando approcci semplicistici e , riguardo al PD, sforzandosi di comprendere gli elementi di continuità tra i processi di "mutazione genetica e di classe" già presenti nel pci - pds ed il modo in cui questo processo ha coinvolto in larga misura anche la base di quel partito (un po' di lezione gramscian orispetto a questo problema non guasterebbe)


se è per questo io rompo anche quando il dottore me lo vieta
cmq, a quanto ne so, a modena ci sarà come altrove una verifica, secondo la linea del congresso, che pare i vendoliani diserteranno ergo la maggioranza dei compagni potrebbe (è tutto da vedere) decidere per la rottura e la maggioranza (quando ce l'abbiamo noi) è sovrana. Le motivazioni verranno come sempre accuratamente documentate. Cmq per quello che sta diventando il PD (lo era già prima ma ormai è palese), meglio non avere una lira in cassa e spremere fino al midollo compagni e compagnesse che avere assessori piazzati in giunte bianche.


E spero che non si rompa ti dico... dove si governa bene, dove si danno servizi ai cittadini (certo poi ci sono le finte cooperative, i sindacalisti piddini che non fanno il loro mestiere, qualche securitario etc.) etc.
Non è tanto solo questione di quote (che pure non è che ci sputi se ci sono, io al circolo mio non ne ho mai viste, mai un eletto purtroppo...), ma di quello che fai di concreto per quei cittadini.
In Emilia c'è un qualcosa che si è rotto è evidente (a Modena le farmacie comunali sono privatizzate al 49% e se non sbaglio si è ceduta una quota azionaria della azienda trasporti, poi si vuole aumentare la capacità dell'inceneritore etc. etc.), ma realisticamente dove si può bisogna provare a cambiare le cose (se c'è il lavoratore pubblico, non c'è la "cooperativa" magari degli amici degli amici etc.) occorre farlo. Ad averceli nelle zone nostre certi amministratori però...
Spero autenticamente nella verifica territorio per territorio, senza che si rompa dove non si deve per equilibri congressuali e senza che si resti anche quando la giunta fa schifo e la vita della gente non cambia di uno zero virgola.


accetto con piacere le critiche e l'invito alla riflessione da un compagno che stimo come te, ma se fosse come dici tu, se cioè pensassismo che il PD abbia nonostante tutto legami con la socialdemocrazia e sia suscettibile di spostamenti a sinistra da parte della sua base, allora probabilmente saremmo ancora nel Pd, seguendo il percorso che hanno fatto in molti pci,pds,ds,pd. ma c'è un fatto, non secondario, che hai tralasciato: la fusione con l'ex margherita e quindi l'adesione, non più sottotraccia, ma palese, disinibita, materiale, al conservatorismo liberale. questa secondo me è una posizione che ormai fossilizza il pd ad essere forza di riferimento della borghesia liberale, di cui rivendica le istanze e difende gli interessi (basti vedere le entusiastiche adesioni dell'establishment della grande finanza e del grande capitale), a prescindere dai pii desideri della sua bassa manovalanza: dimostrazione indiretta ne è la scissione dei mussiani, ultimi patetici eredi del socialismo europeo in salsa italiana.
il fatto che ci sia nel pd una presunta corrente socialdemocratica, in verità più siimle alle correnti della vecchia DC, non inficia la natura di classe di questo partito. con l'aggravante che come tutti gli ex, gli ex-comunisti di scuola berlingueriana sono i più feroci assetori nel nuovismo.
insomma è possibile governare comuni, province, regioni con gente che ha legami diretti col padronato locale e che giocoforza trascina il nostro partito ad ogni piè sospinto in un vortice di tagli alla spesa, speculazioni edilizie, cacce alle streghe e sputtanamenti pubblici?


sono questi schematismi che di Fm proprio non concepisco..la fusione con l'ex margherita e quindi l'adesione, non più sottotraccia, ma palese, disinibita, materiale, al conservatorismo liberale. questa secondo me è una posizione che ormai fossilizza il pd ad essere forza di riferimento della borghesia liberale
ma cos'è la "borghesia liberale" in Italia ?
dove ?
Non esiste una borghesia veramente liberale in italia..
vogliamo fare una carrellata attenta della storia delle classi dirigenti italiane..
anche qui..c'è del sovversivismo nella borghesia italiana..
borghesia liberale in Italia ...? Mah..
l'unione con la margherita ha portato altre istanze in quel partito certamente..
queste istanze altre sono più complesse..
forse nel rapporto con la chiesa è mutato un equilibrio..
ma siamo su questioni molto - come dire - poco definite
andiamo più in profondità...
stiamo più attenti, più approfondimento storico, più approfondimento di Gramsci..compagni. Bisgona rifuggire dal semplicismo !
comunque grazie per la considerazione