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Discussione: Napoleone come Hitler?

  1. #1
    Frangar,non flectar!
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    Predefinito Napoleone come Hitler?

    Navigando su internet ho casualmente trovato un articoletto dal Corriere che non fa' altro che suffragare quanto io affermo da una vita!Napoleone non andava tanto per il sottile quando guerreggiavaioè quasi sempre!Solo che a costui la Storia ha riservato un posto d'onore,a quell'altro(Adolf Hitler)un posto di infamia!


    «Napoleone come Hitler: anticipò i genocidi»
    La rivolta nelle Antille repressa con lo sterminio di massa


    PARIGI - Stendhal diceva che la storia di Napoleone andrebbe riscritta tutti gli anni. Jean Tulard, biografo di fama mondiale, nota che dalla morte dell' imperatore esce almeno un libro al giorno. «Andiamoci piano» penseranno milioni di francesi di fronte al paragone più dissacrante mai emerso dalla monumentale letteratura sul personaggio che riassume vizi e virtù del carattere nazionale: «Napoleone come Hitler». Anzi, ispiratore del genocidio, teorico di tecniche di sterminio come l' uso del gas e dei campi di concentramento, cultore della superiorità della razza bianca e restauratore della schiavitù. Le crime de Napoléon (Editions Privé), da oggi in libreria, è scritto da Claude Ribbe, studioso della Guadalupa, territorio francese d' Oltremare. Racconta i crimini del corpo di spedizione al comando del generale Leclerc, inviato da Napoleone a domare la rivolta nelle isole caraibiche. Il crimine contro l' umanità per la gloria di un impero non è una specialità solo francese, ma in questo caso vanno in fumo, oltre al mito di Napoleone, i princìpi della Rivoluzione e la reputazione di un' epopea in cui la Francia ritrova sempre le ragioni della propria identità. Termini come «genocidio», «pulizia etnica» e «deportazione di massa» ricorrono nella ricostruzione della campagna militare, conclusa con l' annientamento dei capi della rivolta e le disposizioni razziali che rinnegavano il principio rivoluzionario: «Gli uomini, di qualunque colore, godono di tutti i diritti di cittadini». Claude Ribbe sostiene che decine di migliaia di prigionieri vennero fatti morire nelle stive delle navi con un sistema che preconizza le camere a gas: l' inalazione a forti dosi del disinfettante utilizzato per uccidere i topi. I sopravvissuti e «tutti gli uomini di colore che si sono comportati male - secondo l' ordinanza del 31 ottobre 1801 - dovevano essere deportati nel Mediterraneo». Lo studioso si lancia nei paragoni storici a posteriori: «Certamente Hitler farà molto di più in termini assoluti, ma i princìpi e i metodi sono gli stessi» scrive, affermando che il Führer (la copertina del libro ripropone la sua fotografia in visita alla tomba di Napoleone agli Invalides) si sarebbe direttamente ispirato «al primo dittatore razzista della storia», nel quale era già presente una vena di antisemitismo: «Il male che fanno gli ebrei non deriva dal singolo individuo, ma dalla stessa costituzione di questo popolo». Non mancheranno reazioni indignate e contestazioni al lavoro di Ribbe, ma di fatto il capitolo di Napoleone nei Caraibi è una pagina semplicemente dimenticata nella miriade di biografie e ricostruzioni. Lo studioso della Guadalupa fa parte di un comitato delle Antille francesi, della Guyana e della Réunion, che da tempo si batte per ristabilire la verità storica (non solo del periodo napoleonico) sul controverso rapporto fra la Francia, le ex colonie e i territori d' Oltremare. Christiane Taubira, deputata della Guadalupa, si è fatta promotrice di una legge che definisca la schiavitù un crimine contro l' umanità. Per quanto inondate di sussidi e turisti, le popolazioni di queste regioni non sono mai guarite dal risentimento nei confronti della madrepatria. Loro, nella Francia moderna, sono la periferia delle periferie. Ribbe è stato recentemente incaricato di far parte della Commissione nazionale per i diritti dell' uomo dal primo ministro, Dominique de Villepin, del quale è però nota la fervente ammirazione per Napoleone. Il suo ultimo libro, I cento giorni (Edizioni dell' Altana, pp. 674, euro 28), è un diluvio di suggestioni sull' ultima battaglia per la continuità di un sogno impossibile. Ma proprio de Villepin, come tutto l' establishment francese, ha deciso di ricordare in tono minore il bicentenario di Austerlitz, la madre di tutte le battaglie, la più carica di significati e di gloria patriottica. L' uscita del libro di Ribbe e l' anniversario di Austerlitz sono pura coincidenza editoriale, ma la sordina sulle celebrazioni offre spunti di riflessione sullo stato d' animo del Paese. Il contrasto con le celebrazioni dell' anno scorso in ricordo dell' incoronazione dell' imperatore e con la cultura dominante, che ha la grandeur imperiale nei cromosomi, è evidente. L' esplosione di violenza nelle periferie - che ha messo il dito nella piaga sul fallimento del modello d' integrazione per milioni di cittadini francesi - potrebbe aver consigliato un approccio più modesto alle glorie nazionali, peraltro non condivise da generazioni di esclusi. Non sarà un libro dalla Guadalupa a distruggere il mito dei miti, ma il fatto che se ne discuta è forse il segnale di un Paese che comincia a guardarsi dentro. Con più franchezza e meno prosopopea. La storia nazionale è anche al centro di una polemica politica sui testi scolastici che riconoscono «il ruolo positivo della presenza francese nei territori d' Oltremare, in particolare nell' Africa del Nord», come recita una legge che la sinistra vorrebbe abrogare e che organizzazioni della società civile hanno condannato come riabilitazione del colonialismo. Basterebbe immaginare lo stato d' animo degli allievi delle periferie, in larga maggioranza figli dell' immigrazione dall' Algeria. La proposta di abrogazione è stata respinta dalla maggioranza gollista. Dunque, andiamoci piano con il revisionismo. Altrimenti che cosa resta?

    Nava Massimo
    http://archiviostorico.corriere.it/2...51201106.shtml

  2. #2
    Doge
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    Bè adesso non esagerare. Erano molto diversi in quasi tutto. Napoleone era un genio della tattica militare mentre Hitler non ci capiva molto, Napoleone seguiva i suoi soldati e si assicurava che andassero alla guerra nel miglior modo possibile mentre a Hitler poco importava, Napoleone era italiano e Hitler tedesco, Napoleone non era un folle e prendeva decisioni sempre con astuzia mentre Hitler se aveva un idea la portava avanti ad ogni costo con testardaggine. Però in alcune cose certamente erano simili : erano tutti e due delle grandi personalità e sapevano influenzare le masse, presero il potere dal nulla, gli piaceva la guerra di conquista e credevano che il loro popolo fosse il migliore di tutti, erano dei megalomani narcisisti e non provavano molte emozioni. Comunque dire che Napoleone era uguale a Hitler oppure il Fuhrer era come l'Imperatore mi se sembra esagerata come affermazione. E chiudo con l'affermare che sono stati due grandi personaggi storici che la storia concede solamente in media una volta ogni 100 anni.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Greuze Visualizza Messaggio
    Bè adesso non esagerare. Erano molto diversi in quasi tutto. Napoleone era un genio della tattica militare mentre Hitler non ci capiva molto, Napoleone seguiva i suoi soldati e si assicurava che andassero alla guerra nel miglior modo possibile mentre a Hitler poco importava, Napoleone era italiano e Hitler tedesco, Napoleone non era un folle e prendeva decisioni sempre con astuzia mentre Hitler se aveva un idea la portava avanti ad ogni costo con testardaggine. Però in alcune cose certamente erano simili : erano tutti e due delle grandi personalità e sapevano influenzare le masse, presero il potere dal nulla, gli piaceva la guerra di conquista e credevano che il loro popolo fosse il migliore di tutti, erano dei megalomani narcisisti e non provavano molte emozioni. Comunque dire che Napoleone era uguale a Hitler oppure il Fuhrer era come l'Imperatore mi se sembra esagerata come affermazione. E chiudo con l'affermare che sono stati due grandi personaggi storici che la storia concede solamente in media una volta ogni 100 anni.

    Hitler non era certo un Ufficiale in carriera.....
    e quando il giovane Adolf fù al fronte per la prima grande guerra civile europea ( voluta dalla massoneria internazionale ) ...si distinse in alcune operazioni ..da vero eroe....
    ho letto da qualche parte ( mi pare su un libro intitolato "Putsch" ) che una volta fece prigionieri 12 inglesi ..da solo.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Daltanius Visualizza Messaggio
    ho letto da qualche parte ( mi pare su un libro intitolato "Putsch" ) che una volta fece prigionieri 12 inglesi ..da solo.
    Probabilmente stordendoli con le sue notorie e micidiali flatulenze

  5. #5
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    Napoleone e Hitler, i massimi esponenti delle due anime dell'Europa, quella latina e quella germanica.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Freyr Visualizza Messaggio
    Napoleone e Hitler, i massimi esponenti delle due anime dell'Europa, quella latina e quella germanica.
    Chissà perchè sono sempre gli altri i migliori. Addirittura tra i latini...si cita un corso. robe da matti.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da epiros Visualizza Messaggio
    Chissà perchè sono sempre gli altri i migliori. Addirittura tra i latini...si cita un corso. robe da matti.
    I corsi sono un'etnia italica quindi appartenenti anch'essi all'area latina.

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    Citazione Originariamente Scritto da Freyr Visualizza Messaggio
    I corsi sono un'etnia italica quindi appartenenti anch'essi all'area latina.
    A Napoleone non interessava nulla nè dei latini nè dell'Italia nè di quel che al tempo costituiva l'Italia.
    A lui interessava costruire il suo impero, senza tante storielle sull'europeismo e sui valori delle mie braghe.
    Tra parentesi, la mia beneamata Serenissima muore nel 1797, a causa del suddetto. E la Gioconda sta ancora a Parigi.

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    Citazione Originariamente Scritto da Greuze Visualizza Messaggio
    Bè adesso non esagerare. Erano molto diversi in quasi tutto. Napoleone era un genio della tattica militare mentre Hitler non ci capiva molto, Napoleone seguiva i suoi soldati e si assicurava che andassero alla guerra nel miglior modo possibile mentre a Hitler poco importava, Napoleone era italiano e Hitler tedesco, Napoleone non era un folle e prendeva decisioni sempre con astuzia mentre Hitler se aveva un idea la portava avanti ad ogni costo con testardaggine. Però in alcune cose certamente erano simili : erano tutti e due delle grandi personalità e sapevano influenzare le masse, presero il potere dal nulla, gli piaceva la guerra di conquista e credevano che il loro popolo fosse il migliore di tutti, erano dei megalomani narcisisti e non provavano molte emozioni. Comunque dire che Napoleone era uguale a Hitler oppure il Fuhrer era come l'Imperatore mi se sembra esagerata come affermazione. E chiudo con l'affermare che sono stati due grandi personaggi storici che la storia concede solamente in media una volta ogni 100 anni.
    Mi permetto di dissentire. Al di làdella constatazione, peraltro inevitabile in buona fede, dell'eccelsa grandezza del Corso e dell'Ostmarker , direi che furono estremamente diversi l'uno dall'altro.

    E non ha senso ipotizzare che apperterrebbero entrambi ad una tipologia (il tratto comune, a parte l'accostamento al grado di caporale , è solo geografico , entrambi, logorati da un estenuante schermaglia con i perfidi inglesi, videro finire la loro avventura in Russia, Nazione talmente troppo grande per l'Europa che si tende a dimenticare quanto sia parte integrante del Continente). ,

    Ne' è giusto dire che questa tipologia comune faccia la sua comparsa nella Storia ogni cento anni (posto che , nei quindici secoli decorsi dalla prima caduta dell'Impero, non saprei rintracciarne alcuno. Ottone I ? Federico II ? Ma erano entrambi regnanti di sangue.).
    Direi che tanto la tipologia di Napolene, che quella di Adolfo, si manifesta in non più di un campione ogni mille anni.

    Bonaparte, eccelso stratega ma - politicamente - nano ancor più che fisicamente ( impegnato in una lotta senza quartiere contro il principio di legittimità dinastica, non trovò di meglio che fondare una dinastia a propria volta) lo accosterei ad Alessandro Magno di Macedonia, o forse ad Annibale Barca , cui l'amico fedelissimo Maarbale disse : " gli Dei non elargiscono tutti i loro doni ad uno solo. Tu sei impareggiabile a procacciarti e vittorie, ma incapace di trarne profitto".

    Hitler (eccelso stratega , ma anche tattico encomiabile , al di là della mancanza di formazione specifica - testimonianza di Erich Von Manstein, scusa se è poco) , non può essere considerato solo un genio militare.

    L'unico grande Uomo del passato che saprei accostargli, fu il maggiore di tutti - Caio Giulio Cesare. Entrambi, della loro rivoluzione, furono l'ideologo, il capo politico, il capo militare , lo scrittore. Entrambi, furono fedeli alla loro intuizione sino al sacrificio della vita.

    Le uniche altre figure che potrei in qualche misura accostare ad Hitler ( ma solo come guide spirituali, non quali comandanti d'uomini) , Siddharta Gautama e Gesù di Nazareth (della cui precisa esistenza comunque abbiamo indizi contastanti e certamente interpolati di inesattezze ).

  10. #10
    Senatus PopulusQue Europaeus
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    Citazione Originariamente Scritto da epiros Visualizza Messaggio
    A Napoleone non interessava nulla nè dei latini nè dell'Italia nè di quel che al tempo costituiva l'Italia.
    A lui interessava costruire il suo impero, senza tante storielle sull'europeismo e sui valori delle mie braghe.
    Tra parentesi, la mia beneamata Serenissima muore nel 1797, a causa del suddetto. E la Gioconda sta ancora a Parigi.
    Se è per quello nello stesso anno cadde anche la Superba, che divenne lo stato fantoccio della Repubblica Ligure per poi essere usurpata dai Savoia nel 1815.

    Comunque prima di esprimere giudizi affrettati sul primo grande personaggio dell'età contemporanea, ti invito a documentarti in modo più profondo, per esempio puoi iniziare leggendo attentamente il Memoriale di Sant'Elena.

 

 
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