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Per comunismo si intende in primo luogo una realtà sociale che presuppone la comunanza dei mezzi di produzione a cui si accompagna l'assenza dello stato.
Per estensione, è chiamato comunismo il movimento dai molteplici aspetti che ha difeso o, al contrario, travisato, le sue premesse storiche.
Molti pensatori occidentali hanno concepito idee di comunismo (Platone) , alcune molto simili a quelle poi divenute note con questo termine nel XIX secolo.
Il principio della comunione dei beni era un carattere proprio del cristianesimo delle origini. Nel secondo capitolo degli Atti degli Apostoli, ai versetti 44-48, si descrive il funzionamento della prima comunità cristiana mettendo in risalto l'aspetto della comunione dei beni.
Sant'Ambrogio sosteneva che la proprietà privata era un prestito fatto ai singoli dalla collettività, la quale aveva il diritto di riappropriarsene per il bene comune.
Gli stessi ideali troveranno spazio negli ordini monastici, a partire dai benedettini, la cui regola, scritta direttamente dal Santo, era prettamente comunistica; oppure, soprattutto nel medioevo, in alcuni movimenti ereticali (come quello dei dolciniani). Anche le civiltà precolombiane in America sono di tipo comunistico.
Ideali di tipo comunistico e un progetto di abolire la proprietà privata tornano in auge all'epoca della Riforma protestante, con la guerra dei contadini, che sconvolge l'Europa ed è soffocata nel sangue.
Attualmente un piccolo numero di persone, provenienti soprattutto dalle regioni industrializzate, hanno scelto di uscire dalla società moderna e di vivere in comunità, piccole società alternative: il fenomeno vide il suo apice durante il boom della contro-cultura negli anni 1960, ma in misura ridotta dura tuttora. Queste persone sono spesso designate come nuovi bohemién o hippies.
Karl Marx e Friedrich Engels studiano anche altre forme di comunismo. Partendo dalle ricerche di Lewis Morgan e di altri antropologi loro contemporanei, affermano che i primi ominidi vivevano in una sorta di società comunista, chiamata comunismo primitivo: il poco che possedevano veniva condiviso fra tutti, come anche i prodotti dell'attività dei singoli (in massima parte cibo). Alcuni gruppi isolati di persone vivevano fino a pochi anni fa in questo modo. In tutte le società moderne tuttavia la proprietà privata gioca un ruolo fondamentale, facendo sorgere il concetto di società classista.
Noi comunisti VERI ci battiamo in questa società per la proprietà pubblica (scuola e sanità in primo luogo).
Noi comunisti VERI ci battiamo in questa società per il diritto al lavoro e alla casa come diritti INALIENABILI.
Noi comunisti VERI ci battiamo contro ogni guerra, frutti di meccaniche capitalistiche.
Noi comunisti VERI siamo per un atto politico che si riappropri del capitale e che abbatta il potere borghese per l'edificazione di una società di diversi ma "eguali" nei diritti , nei doveri e nelle facoltà in una società umana internazionale e partecipata dal basso
Noi comunisti VERI siamo per la socializzazione dei mezzi di produzione strategici per la sopravvivenza della nostra specie in armonia con l'ecosistema (e la conseguente abolizione di produzioni superflue alla nostra libera esistenza) , per il progresso tecnologico e umano tramite le tecniche,la cultura, l'arte e lo sport.
Noi comunisti VERI siamo ATEI ma non neghiamo il diritto alle credenze religiose che non si costituiscono in potere terreno.
Noi comunisti VERI siamo INTERNAZIONALISTI e ripudiamo qualsiasi forma di razzismo basata sul sesso,l'etnia o la religione.
per noi il comunismo è quella società dove:
"il libero sviluppo di ciascuno è condizione del libero sviluppo di tutti"
e in cui :
ciascuno secondo le proprie capacità, ciascuno secondo i propri bisogni.








