Dopo la scoperta di un’associazione a delinquere interna al Casilino 900
ALEMANNO DOVREBBE CHIEDERE SCUSA AI ROMANI E DIMETTERSI!
Giusto una decina di giorni fa, il sindaco Alemanno era andato al Casilino 900 per partecipare alla festa “Quando i muri cadono” che doveva sancire la pacificazione fra gli abitanti di Roma (che ovviamente hanno disertato la festa) e i nomadi del campo più grande d’Italia. In quell’occasione era stato addirittura firmato un protocollo d’intesa sul futuro del campo, «Su questo campo l’amministrazione comunale si gioca la faccia.» aveva detto il sindaco. Bene la faccia l’ha persa! Il Casilino 900 come tutti gli altri campi rom di Roma non è altro che un covo di delinquenza e criminalità e non colo micro, visto l’esito delle indagini della Procura antimafia che oggi ha portato alla luce un giro d’affari milionario gestito dall’interno del campo.
Questa è la gente con la quale intavolare nuovi discorsi? Questa è la gente per la quale spendere milioni di euro di soldi pubblici in nuovi campi fuori del GRA?
Alemanno dovrebbe chiedere scusa ai romani e togliere il disturbo, la sua gestione dell’emergenza rom sta assumendo toni grotteschi! E se crede di risolvere tutto mandando tutti i rom fuori del raccordo anulare si sbaglia di grosso, perché la periferia di Roma e la Provincia non accetteranno mai di diventare una sorta di pattumiera dove eliminare i problemi della città.
Roma, 03/12/2008
Casilino, sequestrato un milione di euro ai rom
di Redazione
Roma - Vivevano nel campo rom, ma disponevano di appartamenti, auto di grossa cilindrata e 26 conti bancari. Beni mobili e immobili per un valore di oltre un milione di euro sono stati sequestrati ad un gruppo di nomadi provenienti dalla ex Jugoslavia, nel corso di una operazione cominciata all’alba dei carabinieri del Ros nel più grande campo nomadi d’Italia, il Casilino 900. All’operazione partecipano anche reparti territoriali dell’arma e sono in corso perquisizioni con oltre 150 carabinieri. I carabinieri del Ros hanno accertato che il gruppo di nomadi oggetto di indagine, pur vivendo in una baracca, disponeva di appartamenti, auto di grossa cilindrata e 26 conti correnti bancari.
Sequestri I militari hanno eseguito il decreto di sequestro di beni emesso da tribunale ordinario di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Le persone indagate, hanno accertato i carabinieri, pur non esercitando attività lavorativa e non dichiarando redditi, disponevano di un patrimonio di ingenti proporzioni e movimentavano somme di denaro di cui non potevano giustificare la provenienza.
Alemanno: "Sposteremo il campo" Durissimo il sindaco di Roma: "Rivolgo complimenti vivissimi all’arma dei carabinieri per la brillante operazione portata a termine nel campo Casilino 900. Ma questo intervento getta una luce inquietante sulla situazione che si vive all’interno dei campi nomadi. Scoprire che persone che vivono in una baracca hanno conti in banca e appartamenti di proprietà sparsi per la città, dimostra come su questi temi non si può agire solo sul versante della solidarietà e dell’integrazione". Lo afferma in una nota Gianni Alemanno. "Esiste un problema di legalità che è irresponsabile negare o minimizzare - prosegue -. Ecco perché con ancor maggiore forza ci impegneremo per lo spostamento del Casilino 900 offrendo una soluzione di vivibilità per tutti coloro che si vogliono integrare e contemporaneamente espellendo tutti coloro che non si dimostrano disponibili a rispettare la legalità".
Buffone!!!
Una settimana fa eri li con loro tra sorrisi e strette di mano. Incapace!
Dopo i judei,Rom,Rumeni, a chi deve pagare il dazio il Camerata GerusAlemanno???? Pensasse anche alla popolo Romano
ps scusate ma dimenticavo il Vigliacco non e Romano.
Roma ti odia!




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