I numeri dicono CRISI. L'economia italiana è al buio
(Teleborsa) - Roma, 1 nov - Fa bene la Marcegaglia a bacchettare l'immobilismo e l'assenza di un'azione di governo incisiva, perchè i risultati sul fronte economico tardano a venire e a manifestarsi.
Tanto rumore per nulla nelle sedi parlamentari perchè i numeri dicono che l'economia italiana, nell'ultimo decennio, è vero che cresce, ma scappa da ridere quando si nota che siamo i penultimi al mondo, davanti solo al povero e sfortunato stato di Haiti, ancora alle prese con gli effetti del terremoto dello scorso anno. Un decennio è un tempo "giusto" per apprezzare gli esiti di un'azione di governo tesa ad aumentare il benessere economico della collettività. Ecco i numeri: nell'ultimo decennio la ricchezza del nostro paese è aumentata solo del 2,4%. Il prodotto interno lordo (il PIL) pro capite, è rimasto ai livelli del '98. Ovviamente le ultime due recessioni, quella del 2000 e quella del 2008, hanno rappresentato un conto piuttosto pesante per tutte l'economia mondiale, pur se tra grandi differenze tra le varie aree. La "disgraziata" Grecia è cresciuta di oltre il 28% dal 1998, la Spagna di oltre il 22%, gli Stati Uniti si attestano al 17,5% a stretto contatto con la Gran Bretagna, il cui PIL è salito di quasi il 16%. Davanti all'Italia anche il Portogallo, Giappone e Germania, cresciuti nel decennio rispettivamente del 6,47%, del 7,30% e dell'8,68%.
Aldilà delle chiacchiere da Bar sulla fiducia da infondere a piene mani, ci sono i numeri, messi a disposizione dal Fondo Monetario Internazionale e su 180 economie monitorate l'Italia si Piazza al 179° posto e i numeri, si sa, si fa fatica a manipolarli. Complimenti a tutti. Siamo al buio e si fa fatica a pensare, guardando il nostro cortile, che qualcuno possa accendere le luce.
Draghi, persona accorta ed equilibrata, lancia un allarme sulla stabilità della ripresa economica e su una ripresa della disoccupazione verso l'11% della forza lavoro globale, se non ci sarà una maggiore coesione e concertazione tra le politiche economiche dei paesi più industrializzati con pesanti coseguenze sui consumi che oggi ristagnano perchè i redditi reali delle famiglie non progrediscono e vi è una diffusa incertezza sul futuro, per questo ha detto il Governato della Banca d'Italia "la condizione del mercato del lavoro è il tema centrale, da analizzare guardando a tutti gli indicatori e a tutte le buone fonti informative disponibili".
Finanza Repubblica.it




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