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PARTI PLURIMI NEI REPARTI DI MATERNITA’……O SIAMO A VILLA NUCCIA???(Clinica psichiatrica Catanzarese)
Da quando dalla sfida di Veltroni, con la creazione del PD, il nostro Silvio Berlusconi, raccogliendo il guanto, ha creato il PDL non c’è settimana senza che nasca un nuovo partito.
Il neonato è “Alleanza di Centro, del Senatore Francesco Pionati, ex portavoce di Casini. Il primo vagito scandito è stato: Silvio Berlusconi.
Le motivazioni per la creazione del nuovo embrione (tale è ancora): l’Udc dialoga molto con la sinistra.
In un nosocomio diverso, sempre comunque reparto di neonatologia, alcuni giorni fa vi era in sala parto la Santanchè, fino a ieri culo e camicia con Storace.
In quella scarpa, “La Destra”, ci stava stretta e dunque, dopo breve e poco travagliata gestazione, partorisce un contenitore più comodo il “Movimento per l’Italia”.
Questo trend di crescita “demopartitica” (in controtendenza alla crescita demografica del nostro Paese Italia) lo si comincia ad avvertire da meno di due anni. In Luglio 2007, Giancarlo Travagin (Gemello extrauterino del Gabibbo), ex responsabile del Dipartimento elettorale della Democrazia Cristiana, fonda Alleanza Democratica con il simbolo raffigurante due mani (una bianca ed una di colore) che s’intrecciano, avuto in prestito (?) da un’agenzia di viaggi della Costa Azzurra.
A seguire, Sante Pisani (già coordinatore nazionale del partito di Travagin) e la quasi totalità della parte scheletrica di Alleanza Democratica, fonda il Partito dell’Alleanza. Stranamente (non si sa per quale logica) in entrambi i neonati v’è, con ruoli diversi, l’illustre On. Biagio Susinni. Certo il neonato non vanta padri putativi come l’On. Attilio Santoro, la Senatrice Anita Marchiotto, etc. ma, di contro raggruppa, in un cartello politico, parecchie anime politiche appartenenti all’area di centro e di destra.
Quasi contemporaneamente forte della sua (così ci ha dichiarato in una sosta in autogrill al ritorno dal I° congresso de “La Rosa Bianca, dove ci eravamo fermati per un panino) grande rappresentatività in Abbruzzo ed in Piemonte, Antonio Piarullo partorisce il partito “Pensiero e Azione”. Un aborto vissuto poco meno di 100 giorni.
Nascono nella stessa stagione, vogliosi della competizione elettorale per il rinnovo delle due Camere del Parlamento Italiano: il “No Euro”, “Il Grillo Parlante”, “I Pensionati e invalidi”, e poi ancora:
- No monnezza in Campania - Partito animalisti ambientalista, per risolvere l’emergenza rifiuti a Napoli;
- Partito Impotenti Esistenziali del dottor Cirillo (per un momento avevamo pensato ad un altro tipo di impotenza…);
- Zarlenga Omnia, il cui simbolo è su sfondo blu con numerosi palloni da calcio sparsi un po’ ovunque. Il motto è “più calcio per tutti”?
- Casinò Centro Italia, con sfondo verde che ricorda il tappeto dove si lanciano i dadi;
- Casta Contro, di Mario Nicoletti;
- L.I.R.A., libertà, indipendenza, rispetto, amore, con logo con tricolore e bilancia annessi;
- Veltro nuova alba (il nuovo che avanza?);
- Movimento per la Rinascita della Montagna;
- Partito Demucratec Padan Lista Beppe Grillo;
- Sipu Pensionati Uniti;
- Partito Pensionati;
- La Destra di Francesco Storace;
- Democratici di Sinistra;
- I socialisti;
- Lega per l’Autonomia Alleanza Lombarda;
- Sos Italia Popolo della Libertà;
- Nel Nome della Donna, lista Stefania Ariosto Partito Democratico Donna;
- Partito Democratico Meridionale;
- Lega Padana Lombardia;
- Movimento Nazionale Delfino;
-Sacro Romano Impero Liberale Giuristi del Sacro Romano Impero Cattolico. Movimento Europeo Liberale;
- Disoccupati uniti amici di Beppe Grillo;
- Forza Grillo.
Poco tempo prima, Quintino Magarò aveva dato vita ad altra creatura: il “Polo Civico di Centro con la benedizione dell’On. Paolo Caccia, oggi assieme a molti altri: desaparecidos lasciando figlio orfano il piccolo PCDC.
Sapere con certezza quanti siano i partiti in vita oggi è impresa ardua ma pare che il nuovo nato, figlio naturale del Sen. Pionati, sia il settantesimo.
La tendenza sembra sia verso il bipolarismo, sinonimo di bipartitismo con indirizzi molto confusi: o con il centrodestra o con il centrosinistra. Solo che poi si propende per il Popolo delle libertà, grande contenitore dei moderati, e dentro ci si trovano i piccoli, quelli con le percentuali da zero virgola o poco più, quelli che nella propria situazione anagrafica di famiglia annoverano, o ereditano, uno o due deputati, o senatori, condicio sine qua non per aprire dialoghi con i padri dell’anomalo bipolarismo (Berlusconi e Veltroni), tutto il resto è noia. Neanche ti ca…..!
C’è la Democrazia Cristiana per le autonomie di Gianfranco Rotondi, i Popolari liberali di Carlo Giovanardi, Azione sociale della Mussolini, il nuovo Psi di Caldoro, gli Italiani nel Mondo di De Gregorio, i riformatori liberali di Della Vedova, i Repubblicani di Francesco Nucara, i Liberal democratici di Melchiorre, il Movimento per l’Autonomia di Lombardo.
Tutti piccoli operai che fanno confluire le loro risorse nella grande casa del PDL.
Al centro la situazione non cambia: l’Udc non è mica solo l’Udc. Anche qui c’è la grande selva vegetale o meglio la Rosa, quella che si chiamava Rosa Bianca ma poi, subito dopo Rosa per l’Italia, quella cioè di Tabacci e Pezzotta; ovvero quella che ha da poco perso per strada Baccini. E sempre a proposito di mondo vegetale, la Rosa nel pugno, partorita con l’ambizione di tenere nella stessa culla radicali, socialisti, e democratici italiani, è definitivamente disidratata nel 2007 quando si trattava di entrare nel Pd per fare il compromesso storico. A Boselli è mal riuscito il progetto.
V’è inoltre il partito socialista che già era stato ricoverato nel reparto dei malati terminali dal quale è resuscitato per raggruppare i cugini di campagna De Michelis, Bobo Craxi, Angius, Spini, Formica, Turci, Intini.
Coalizioni, separazioni in casa, scissioni, agglomerati, correnti nuove, l’importante è esserci per poi dividersi i milioni dei rimborsi elettorali, prescindendo dai consensi registrati.
Anche a sinistra le cose non cambiano. Ci trovi il Partito democratico, già smembrato dalle beghe interne. Veltroni trascina con se i Radicali della Bonino e i Moderati Piemontesi di Portas che in diverse circoscrizioni si sono presentati nella lista dei Grilli parlanti. Poi, per non defungere, il PartitoRifondazione comunista di Ferrero, il Partito dei Comunisti italiani di Diliberto, la Federazione dei Verdi di Francescato e la Sinistra democratica di Fava, avevano partorito l’Arcobaleno (anima della sinistra radicale). Risultato: nessun deputato, nessun senatore. Rimangono loro i giochi politici di Strasburgo unitamente ai compagnetti di altri partiti come quello della Destra di Storace, Socialisti di Nencini e dei Pensionati di Fatuzzo.
Effigiati dalla storica bandiera con tanto di falce e martello ci stanno altri tredici partiti: I tosti, gli irriducibili: Ferrando (Partito comunista dei lavoratori), Turigliatto (Sinistra critica),
Ricci (Partito comunista internazionalista), Scuderi (Partito marxista leninista), Cianci (i Radicali di sinistra).
Dall’altra parte del campo di gioco ci sono schierati i neri, anch’essi tosti: Fronte sociale nazionale di Tilgher, il nuovo Msi di Gaetano Saya, il Movimento Fascismo e libertà di Gariglio, il Movimento idea sociale di Rauti. E poi: i Democratici Cristiani di Mongiello, l’Udeur di Clemente Mastella, la Nuova Democrazia Cristiana di Pino Pizza, i Popolari di Antonio Potenza, che si sono contesi il simbolo dello Scudo Crociato; diatriba e lotta vinta da Pizza il quale avendo in mano lo strumento per fare inficiare le liste presentate al Viminale, ha rinunciato per la certezza della sua candidatura blindata (?).