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  1. #1
    Forumista junior
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    Predefinito L'Elogio del Bipartitismo

    “Fatti PD e PDL, ora bisogna fare il Bi-partismo”. D’Azeglio o no, alle porte del voto europeo, va verificato se l’influenza che ha portato l’anno scorso in parlamento solo cinque partiti -anziché i 23 della precedente legislatura- sia un malessere stagionale o se l’elettorato italiano ha sviluppato gli anticorpi alla frammentazione partitica. Il voto di giugno sarà un test in tal senso. A queste europee può essere attribuito anche questo valore, visto che queste elezioni a tutto sembrano rispondere, tranne al desiderio di portare una pattuglia di parlamentari a Bruxelles competenti sull’UE.

    Il voto dell’anno scorso portò gli osservatori a sentenziare che in Italia era avvenuta una svolta epocale, non quantificabile al solo restringimento dei gruppi parlamentari o alla defenestrazione della sinistra massimalista. Due dati importanti, ma non analizzabili singolarmente. Il popolo italiano ha scelto la governabilità e la concretezza: un salto nel post-ideologico. Una svolta enorme e gravida di conseguenze che ha preteso i suoi martiri. Uno su tutti: Walter Veltroni, l’autore del “Discorso del Lingotto” – manifesto implicito della nuova stagione. L’ex sindaco di Roma auspicava la fine degli anatemi reciproci tra i poli, la fine delle ostilità e dei sospetti: il raggiungimento di un assetto “normale”, dove le forze in campo si riconoscono reciprocamente. Auspicava un PD elettoralmente autosufficiente e ben saldo nel Riformismo europeo. Un nuovo partito in cui le spinte sociali e culturali di stampo progressista potessero approdare legittimamente. Non più un partito per operai o ex partigiani, ma anche questo.

    Come è andata lo sappiamo. Veltroni non è stato profeta in patria. Da Arcore il Cavaliere ha intuito la novità. Dal predellino ha fatto sponda. Come Veltroni, Berlusconi ha rotto con le frange turbolente delle sue precedenti alleanze, per consolidare il sodalizio con AN in un nuovo soggetto. Con il Pdl non si è voluto dare il via a un partito, ma addirittura a un Popolo. Che peraltro –nella testa del Cav- già esisteva e lui ne era il leader maximo.

    Il PdL ha già consumato il suo primo congresso tra i fasti trionfali. Mentre il PD -dopo la sbornia delle primarie- è in agonia: frane elettorali, sgambetti tra big, fughe in avanti non metabolizzate. Se il Prodi-tris non fosse imploso la situazione sarebbe diversa. Ma la situazione oggi è opaca. Se alle europee il PD resisterà agli assalti di Di Pietro e dei nostalgici, con un risultato dignitoso, l’onda dello scorso aprile avrà continuità. Altrimenti, viste le condizioni attuali d’egemonia, s’instaurerà l’era berlusconista: il bipartitismo difettoso non è contemplato in democrazia. Non è la solita boutade antisilvio. Anzi: non lo è affatto. Berlusconi non è un pericolo. Il pericolo però sarebbe l’assenza di un’ alternanza. Le democrazie per rimanere vitali necessitano di dialettica e di ricambio. Senza competitività anche l’opposizione diviene nervosa e soggetta a derive pericolose (terrorismo, giustizialismo, ecc..). Dal Bipartitismo non si retrocede. I due Blocchi partitici hanno una responsabilità enorme. La certezza della legalità e della governabilità sono conquiste alle quali non si può rinunciare. La Prima Repubblica e la sua partitocrazia hanno fallito. L’Italia intera ha pagato in termini di credibilità. Quella stagione non deve tornare: la terza repubblica ha da venire, in uno sforzo comune che unisca maggioranza e opposizione. Nuova legge elettorale studiata a tavolino, senza la scure del referendum, snellimento delle istituzionali: questi sono i passi da compiere.

    Le nuove forme partito. PD e PDL devono fare quadrato e si devono presentare agli italiani come veicoli accessibili alla partecipazione. I vecchi partiti-reggimento non servono a nulla. Gli apparati devono essere snelliti, senza perdere però la territorialità, e aperti al contributo di tutti. La dicitura “popolo” del Pdl è calzante, ma non può restare cartacea. La gente oggi si organizza nelle associazioni di categoria, su Facebook, nei circoli sportivi, attraverso i blog. E non solo: comitati di quartiere, spazi liberi, centri occupati, cittadinanza attiva, associazioni studentesche, freepress. Capitale umano, laboratori di virtù. I Partiti non possono rimanere indifferente. Sarebbe antipolitico – proprio nell’accezione aristotelica del termine. Apparati e “popolo” devono entrare in sinergia. Ciò ancora è virtualità, ma è l’unica via umanamente dignitosa per la Politica e per la gente.

    Grandi Paure. Il Bipartitismo non vuol dire pensiero-unico declinato in chiave duale. Non può essere appiattimento o eterodirezione. Scandalizzano le saette tra Fini e Berlusconi, tra una destra laica e una popolare, mentre è un bene che accada. Ciò è sintomo di una mancata metabolizzazione dei nuovi assetti. Ci vuole una metanoia in tal senso. Tranne sui valori base (!!), il magistero partitico non può più esistere, non c’è spazio. Bisogna immaginare che nei grandi blocchi possano convivere anche idealità antitetiche: questa è una ricchezza che deve spingere alla partecipazione, alla sintesi, al prendere parola. Prendiamo un caso esplicativo. Tra i Repubblicani, alla fine dei ‘90, i neocon erano una minoranza, ma convinta.

    Attraverso le primarie ottennero la candidatura alle presidenziali e, di fatto, l’agenda politica internazionale negli otto anni a seguire. I partiti italiani devono imparare da questa esperienza, con primarie che non siano farse, ma strumenti di partecipazione e trasparenza. Da utilizzare dalle elezioni a sindaco alla scelta del candidato premier. Questo è uno spunto, a cui ne devono seguire altri in tal direzione, e da accogliere assolutamente da PD e PDL. Se la Democrazia è partecipazione, gente e partiti devono imparare a declinare funzionalmente questo principio. Tornare indietro, dunque, è affossare quanto di buono la democrazia ha finora professato. Proseguire è il modo per rendere dignitoso il tempo attuale.

    FMA- titolo originale: Bipartitismo, la sinergia tra democrazia e libertà
    tratto da Etnapress
    Robert Neville posò lo sguardo sui nuovi abitanti della Terra. Sapeva di non essere uno di loro; sapeva di essere un anatema, un orrore nero da distruggere, come i vampiri. E quell'idea lo colpì come un fulmine.

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: L'Elogio del Bipartitismo

    Elogio del bipartitismo dei miei stivali un corno!
    Qui si cerca assurdamente di trasformare l'Italia nell'America unico paese in cui il cittadino o non vota (e non a caso la metà dei cittadini non vota) o altrimenti puo'' scegliere solo tra l'insulsa pappa repubblicana o l'altrettanto insulsa pappa democratica in cui naturalmente si punta a far in modo che le due pappe si distinguano solo per le sfumature.
    Il PD è semplicemente assurda dei contrari con lacattolicissima Binetti a fianco di chi esalta le unioni gay dove le contraddizioni interne sono per assurdo piu violente di quando i catto-comunisti e i diessini conviveano in due diversi partiti invece che in un'unico corpaccione. IL PDL poi è tutto e il contrario di tutto con un patetico Fini che sembra un'incrocio tra un Pannella e uno Zapatero de' noantri che convive a fianco di politici che vorrebbero esattamente l'opposto. insieme a craxiani doc affaristi e democristiani riciclati o dichiaratamente nostalgici della DC (parlo di Rotondi) ma che incredibilmente conciliano la nostalgia per la DC con il piu stretto e rigido berlusconismo.
    E gli italiani dovrebbero limitarsi a votare solo questi due pateracchi immangiabili senza poter scegliere altro? ma se non era tanto per fare un'esempio per la Lega (cioè per un feroce nemico del bipartitismo) molte delle politiche del PDL sarebbero state identiche a quelle del pd.

  3. #3
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito Riferimento: L'Elogio del Bipartitismo

    Citazione Originariamente Scritto da C@scista Visualizza Messaggio
    Elogio del bipartitismo dei miei stivali un corno!
    Qui si cerca assurdamente di trasformare l'Italia nell'America unico paese in cui il cittadino o non vota (e non a caso la metà dei cittadini non vota) o altrimenti puo'' scegliere solo tra l'insulsa pappa repubblicana o l'altrettanto insulsa pappa democratica in cui naturalmente si punta a far in modo che le due pappe si distinguano solo per le sfumature.
    Il PD è semplicemente assurda dei contrari con lacattolicissima Binetti a fianco di chi esalta le unioni gay dove le contraddizioni interne sono per assurdo piu violente di quando i catto-comunisti e i diessini conviveano in due diversi partiti invece che in un'unico corpaccione. IL PDL poi è tutto e il contrario di tutto con un patetico Fini che sembra un'incrocio tra un Pannella e uno Zapatero de' noantri che convive a fianco di politici che vorrebbero esattamente l'opposto. insieme a craxiani doc affaristi e democristiani riciclati o dichiaratamente nostalgici della DC (parlo di Rotondi) ma che incredibilmente conciliano la nostalgia per la DC con il piu stretto e rigido berlusconismo.
    E gli italiani dovrebbero limitarsi a votare solo questi due pateracchi immangiabili senza poter scegliere altro? ma se non era tanto per fare un'esempio per la Lega (cioè per un feroce nemico del bipartitismo) molte delle politiche del PDL sarebbero state identiche a quelle del pd.
    :giagia:
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: L'Elogio del Bipartitismo

    Citazione Originariamente Scritto da C@scista Visualizza Messaggio
    Elogio del bipartitismo dei miei stivali un corno!
    Qui si cerca assurdamente di trasformare l'Italia nell'America unico paese in cui il cittadino o non vota (e non a caso la metà dei cittadini non vota) o altrimenti puo'' scegliere solo tra l'insulsa pappa repubblicana o l'altrettanto insulsa pappa democratica in cui naturalmente si punta a far in modo che le due pappe si distinguano solo per le sfumature.
    Preciso che a differenza di PD e PDL il partito repubblicano e democratico non possono tirare più di tanto la corda.Una volta il partito repubblicano ci ha provato ed è arrivato terzo,superato persino dal partito di Roosevelt.

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: L'Elogio del Bipartitismo

    Citazione Originariamente Scritto da C@scista Visualizza Messaggio
    Elogio del bipartitismo dei miei stivali un corno!
    Qui si cerca assurdamente di trasformare l'Italia nell'America

    Sorprendente,
    almeno l'America esiste, ma l'italia?
    Area D.*

    onesta repulsione verso la casta

    *Area Desciusciaizzata

    Notice:
    Sciuscià keep off

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: L'Elogio del Bipartitismo

    Diversamente da quanto si pensa usualmente, i due partiti americani sono molto aperti aì contributi esterni, al popolo. il caso Obama è un altro esmpio: egli ha estromesso dalla presidenza la stirpe Clinton, emblema dei quadri storici democrat. è anche vero che l'Italia non è l'america. non si può parlare ti contributo della gente se i partiti non sono fisicamente presenti sul territorio. le sezioni di partito e i circoli in america non ci sono. in Italia PCI, DC e MSI ha sempre parlato un'altra lingua. sarebbe brutto dispertere questa eredità.
    Robert Neville posò lo sguardo sui nuovi abitanti della Terra. Sapeva di non essere uno di loro; sapeva di essere un anatema, un orrore nero da distruggere, come i vampiri. E quell'idea lo colpì come un fulmine.

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: L'Elogio del Bipartitismo

    sono da sempre un proporzionalista convinto e senza sbarramento,se democrazia dev'essere lo sia fino in fondo.

    Ho sempre avversato il sistema bipartitico di stampo anglosassone o americano perchè ritenuto incompatibile con la storia di questo popolo,anche se ad oggi in regime di monopartitismo sarebbe addirittura un successo.

    Comunque stasera in Tribuna Politica Rai (credo) c'era un tal Ferrando (PCL) che sosteneva che il voto non è mai buttato o inutile,in quanto esprime una volontà politica.
    Condivido,non Ferrando,il concetto.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da peter from milan Visualizza Messaggio
    sono da sempre un proporzionalista convinto e senza sbarramento,se democrazia dev'essere lo sia fino in fondo.

    Ho sempre avversato il sistema bipartitico di stampo anglosassone o americano perchè ritenuto incompatibile con la storia di questo popolo,anche se ad oggi in regime di monopartitismo sarebbe addirittura un successo.

    Comunque stasera in Tribuna Politica Rai (credo) c'era un tal Ferrando (PCL) che sosteneva che il voto non è mai buttato o inutile,in quanto esprime una volontà politica.
    Condivido,non Ferrando,il concetto.
    Anch'io ho sempre ritenuto che il criterio proporzionale sia il più adeguato a un contesto democratico, perché riflette al meglio la volontà del corpo elettorale. Altri sistemi ne offrono, invece, un ritratto falsato.

    Anzi contribuì a farmi avvicinare al MSI la campagna per il no al referendum Segni. Basata su ragioni validissime, poi come sempre rinnegate da Fini che disse in tv: "Abbiamo sbagliato!"...

    Solo che, se è vero che intrinsecamente nessun voto è buttato, in rapporto al metodo attuale rischia di esserlo, in pratica, se rivolto a partiti minori che non hanno alcuna realistica possibilità di superare gli sbarramenti. E una logica che non condivido, perché spinge verso il compromesso e il voto del "male minore"; ma è, appunto, una logica.
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  9. #9
    Nobiltà Spirituale
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    Predefinito Riferimento: L'Elogio del Bipartitismo

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Anch'io ho sempre ritenuto che il criterio proporzionale sia il più adeguato a un contesto democratico, perché riflette al meglio la volontà del corpo elettorale. Altri sistemi ne offrono, invece, un ritratto falsato.

    Anzi contribuì a farmi avvicinare al MSI la campagna per il no al referendum Segni. Basata su ragioni validissime, poi come sempre rinnegate da Fini che disse in tv: "Abbiamo sbagliato!"...

    Solo che, se è vero che intrinsecamente nessun voto è buttato, in rapporto al metodo attuale rischia di esserlo, in pratica, se rivolto a partiti minori che non hanno alcuna realistica possibilità di superare gli sbarramenti. E una logica che non condivido, perché spinge verso il compromesso e il voto del "male minore"; ma è, appunto, una logica.
    Sei riuscito a fare meglio dell' "amico" Janfranco .......
    ma poi ognuno ha i suoi perchè...io credo di ricordare che fù una grande scritta ostile su un muro.
    Torno a ripetermi,il voto esprime una volontà politica,da cui ne derivano successivi rapporti di forza,anche in un possibile dialogo tra alleati.
    Esiste un'opportunità che comunque non lascia spazio ad interpretazioni che è l'Astensione,il voto utile è funzionale alla logica perversa di "mangiafuoco".

 

 

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