10-03-10
FONDI SOVRANI: TRA LE OPZIONI DELLA CINA ENEL GREEN POWER E LOGISTICA
(ASCA) - Roma, 10 mar - In Italia, il Fondo sovrano cinese Cic (China Investment Corp) puntera' Enel Green Power e logistica? Due delle ipotesi piu' accreditate emerse dalla giornata di studi organizzata dall'Istituto di Affari Internazionali e dal Centro di Alti Studi sulla Cina Contemporanea. Un'occasione per presentare il libro Il Fondo sovrano cinese di Alessandro Arduino. Il Cic, il principale fondo sovrano di Pechino, potrebbe dunque guardare anche all'Italia come terreno per i propri investimenti. Il cash-flow continua ad arrivare dall'enorme surplus commerciale del paese del Dragone che ha accumulato circa 2.400 miliardi di dollari in riserve valutarie.
Il Cic gestisce circa 300 miliardi di dollari, destinati a salire a quota 500. Sono pero' visibili solo gli investimenti in societa' quotate dove vige l'obbligo di dichiarazione al superamento di una certa quota di capitale. Negli Usa questo giardinetto di investimenti e' soprattutto concentrato nelle banche. Costante la tenuta degli investimenti in Africa. Qui si costruiscono infrastrutture in cambio dell'accesso alle materie prime, petrolio, metalli non ferrosi e merci agricole. Poi l'Indocina, dove Pechino vanta una forte presenza di investimenti, in particolare in Laos e Cambogia.
Ma il Cic opera anche sul mercato domestico, '''dove e' azionista del 57% delle banche cinesi'', ha spiegato Arduino.
Il fondo sovrano cinese differisce dai suoi cugini norvegesi, del Golfo persico o della Libia. Le vecchie glorie del settore ''sovrano'' riciclano il surplus della bilancia petrolifera puntando su investimenti soprattutto di natura finanziaria. Diversa la filosofia del Cic, qui l'azionista Stato pesa le scelte su logiche di lungo periodo, come appunto l'accesso alle materie prime. Gli investimenti non hanno solo una valenza economica ma soprattutto geo-politica.
Italia paese senza commodities potrebbe comunque suscitare l'interesse di Pechino dal lato delle tecnologie e delle infrastrutture. Per le tecnologie, il Cic potrebbe pensare all'ingresso in Enel Green Power, il braccio verde di Enel che sara' collocato in Borsa con una Ipo pari ad almeno il 30% del capitale. Nel settore delle energie rinnovabili servono investimenti a lungo termine e il comparto e' oltremodo funzionale alle necessita' di Pechino di produrre energia pulita per tagliare gli elevati costi dell'inquinamento.
Poi le infrastrutture, niente strade, ferrovie o ponti, un bouquet che si addice ai paesi in via di sviluppo, piu' probabile la logistica. Cioe' sviluppo di porti, interporti e aeroporti come piattaforma logistica per l'Africa.
FONDI SOVRANI TRA LE OPZIONI DELLA CINA ENEL GREEN POWER E LOGISTICA - Agenzia di stampa Asca
Molto bene. Spero si comprino anche ARDO, così salvano la mia città![]()




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