Bernard Lewis, l’arabista del Council on Foreign Relations, scrisse nel 1992 su Foreign Affairs un articolo fondamentale, «Rethinking the Middle East», che è la base della politica israeliana attuale. «La maggior parte degli Stati del Medio Oriente», scriveva, «sono costruzioni recenti e artificiali: se il potere centrale viene sufficientemente indebolito, non c’è una vera società civile per tenere insieme il Paese, nessun senso di identità nazionale comune o di lealtà indiscussa verso lo Stato-nazione. Lo Stato dunque si disintegrerà, come è accaduto in Libano, in un caos di sette, tribù, regioni e partiti l’un contro l’altro armati».


Questa mappa, con il Medio Oriente e l’Asia Centrale «prima» e «dopo» la cura dello smembramento, è apparsa nel 2006 sulla rivista ufficiale dell’esercito USA, The Armed Force Journal, a firma del colonnello Ralph Peters. L’articolo dichiarava che il Pakistan essendo «uno Stato innaturale», doveva essere smembrato in modo che le zone tribali del Nord fossero «riunite ai loro fratelli di sangue afghani», mentre la sua zona meridionale sarebbe diventata un «Free Baluchistan» con il porto di Gwadar come sbocco. La mappa fu presentata forse per errore (forse no) ad una riunione di alti gradi della NATO: i turchi lasciarono la seduta, perchè la mappa preconizzava un «Free Kurdistan» ricavato a spese di Turchia, Siria, Irak e Iran. La mappa di Peters coincide con quella stilata da Bernard Lewis