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  1. #1
    GiOcO dI sQuAdRa
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    Predefinito 12 Dicembre 2008 Sciopero Generale



    Non pagheremo noi la vostra crisi



    12 dicembre sciopero generale per l'intera giornata indetto da Cub, Cobas e SdL intercategoriale



    Dopo il grande successo dello sciopero generale e l'enorme numero di manifestanti (500 mila secondo quasi tutti i mezzi d'informazione) in piazza il 17 ottobre scorso, Cub, Cobas e SdL intercategoriale, le tre organizzazioni del sindacalismo di base e alternativo che hanno stipulato il Patto di Consultazione permanente, ritengono indispensabile che si giunga ad una seconda giornata di sciopero generale che esprima la più ampia protesta dei lavoratori dipendenti pubblici e privati contro la Finanziaria e l'intera politica economica e sociale del governo Berlusconi.



    Cub, Cobas e Sdl intercategoriale intendono anche rispondere positivamente alla corale richiesta proveniente dall'intero popolo della scuola pubblica (studenti, docenti, Ata, ricercatori, genitori e cittadini in difesa della scuola) per uno sciopero generale che sappia raccogliere la spinta del possente movimento in difesa della scuola e dell'Università pubbliche che oramai da settimane è incessantemente mobilitato.



    Perciò, Cub, Cobas e SdL intercategoriale convocano congiuntamente per la giornata del 12 dicembre lo sciopero generale di tutte le categorie per l'intera giornata contro la Finanziaria, i tagli e la privatizzazione di scuola e Università, per la cancellazione della legge 133 e della 169 (ex-decreto Gelmini), per usare il denaro pubblico per forti aumenti salariali e pensionistici, per scuola, sanità e servizi sociali e non per salvare banche fraudolente e speculatori, contro la precarietà e per l'abolizione delle leggi Treu e 30, per la sicurezza nei posti di lavoro, per la difesa del diritto di sciopero e il recupero dei diritti sindacali sequestrati dai sindacati concertativi.



    Nella giornata del 12 dicembre le tre organizzazioni manifesteranno a livello regionale e provinciale, cercando la massima unità con le mobilitazioni degli studenti e del popolo della scuola pubblica che sarà in piazza in tutta Italia.



    Roma, 17 novembre 2008

  2. #2
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    Tutti in piazza per contrastare le politiche neoliberiste del padronato!

  3. #3
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    Secondo me è tendenzialmente un boomerang per i sindacati di base promuovere uno sciopero generale il 12 dicembre in concomitanza con quello della CGIL. Può sembrare tatticamente vantaggioso appoggiarsi alla capacità mobilitativa di un mastodonte come la CGIL ma a livello mediatico e percettivo popolare quello del 12 sarà lo sciopero della CGIL e basta e i militanti di Cobas, Cub e SdL andranno a far cassa per Epifani.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Secondo me è tendenzialmente un boomerang per i sindacati di base promuovere uno sciopero generale il 12 dicembre in concomitanza con quello della CGIL. Può sembrare tatticamente vantaggioso appoggiarsi alla capacità mobilitativa di un mastodonte come la CGIL ma a livello mediatico e percettivo popolare quello del 12 sarà lo sciopero della CGIL e basta e i militanti di Cobas, Cub e SdL andranno a far cassa per Epifani.

    Secondo me è inutile fare gli scioperi ora.
    da un lato il sindacato che meglio che la smetta di fare il gioco del PD

    dall'altro il sindacalismo di base sa al massimo fare buoni cortei ma non ha intervento reale nei posti di lavoro (si è visto l'anno scorso quando ad un buon corteo non è corrisposto uno sciopero reale ).
    Quindi pare solo una mossa propagandistica fine a se stessa, con la solita speranza che questa ennesima manifestazione smuova un minimo le coscenze dellle persone.

    Ma il gioco si è rivelato perdente più di una volta.

    Penso che farò gli straordinari!

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    Secondo me è inutile fare gli scioperi ora.
    da un lato il sindacato che meglio che la smetta di fare il gioco del PD

    dall'altro il sindacalismo di base sa al massimo fare buoni cortei ma non ha intervento reale nei posti di lavoro (si è visto l'anno scorso quando ad un buon corteo non è corrisposto uno sciopero reale ).
    Quindi pare solo una mossa propagandistica fine a se stessa, con la solita speranza che questa ennesima manifestazione smuova un minimo le coscenze dellle persone.

    Ma il gioco si è rivelato perdente più di una volta.

    Penso che farò gli straordinari!

    Ma infatti ripeto la mia impressione. Mi sembra che stavolta l'operazione segua una politica di visibilità per luce riflessa.

  6. #6
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    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Per l’alternativa Anticapitalista


    di Antonello Tiddia *

    L’economia mondiale al di là di alterne vicende,continua a risentire dell’onda lunga di ristagno da cui le classi dominanti si sforzano di uscire,sinora senza successo,accrescendo il tasso di sfruttamento dei lavoratori,espellendo dai processi produttivi strati crescenti della popolazione,accrescendo l’impoverimento e la miseria.Nel contempo continuano i processi di concentrazione e di centralizzazione e si rafforzano le maggiori multinazionali.In questo contesto noi non possiamo che rilanciare la propria ispirazione comunista,anticapitalista e antimperialista.Secondo me dobbiamo per difendere le conquiste sociali (che i vari governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni,hanno smantellato o stanno cercando di farlo)cercare di avere la capacità di incidere sulla distribuzione del reddito.I profitti delle grandi imprese italiane sono cresciuti e i salari viceversa hanno sempre di più un minore potere d’acquisto.Quindi vi è stato l’aumento della povertà e la crescita dei lavoratori che vivono sotto la soglia della povertà.Attualmente i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa.Per questo credo sia molto interessante la raccolta di firme promossa da Sinistra Critica per il salario minimo intercategoriale (SMIC).Inoltre per il programma di una Sinistra Anticapitalista sia indispensabile la tassazione delle rendite e abolire i privilegi alle imprese.Noi la crisi non la paghiamo questo è lo slogan che viene giustamente usato in tutte la manifestazioni che si stanno susseguendo in tutta Italia in questi mesi.Reputo importante lo sciopero generale del 12 dicembre,indetto sia dalla C.G.I.L.,sia dai sindacati extra-confederali.Importante perché in base al consenso e all’andamento questo sciopero può fare la differenza in prospettiva futura di lotte.Il futuro non è roseo la disoccupazione e i poveri aumentano.Per non parlare dell’aumento della precarietà e della flessibilità dei lavoratori.Cresce la disaffezione di larghe masse popolari dalla politica.Inoltre la crisi del riformismo ha aperto le porte non solo all’ondata neoliberista,ma anche alla deriva culturale e sociale che si manifesta con la crescita di politiche reazionarie nonché fasciste e xenofobe.Credo quindi che in un tale contesto l’obiettivo di fondo debba essere,la ricostruzione di un blocco sociale alternativo al PD,che sappia legare fra loro i diversi settori sfruttati ed oppressi della società ed esprimere i loro bisogni, sviluppando e coordinando le strutture di lotta e di autorganizzazione.Unire in un unico binario le lotte dei lavoratori e degli studenti.La costruzione del blocco sociale non può prescindere dalle esigenze di protagonismo e di autonomia delle donne.Nel processo do ricostruzione del blocco sociale anticapitalistico è necessaria la riattivazione della classe operaia che ancora conserva un ruolo centrale e notevole capacità di organizzazione e resistenza.Un’attenzione particolare deve essere rivolta alle giovani generazioni che oggi vivono una condizione complessiva di profonda incertezza rispetto al proprio futuro.L’attacco alla scuola e alla formazione pubblica,la disoccupazione di massa,l’estrema precarietà,gravano sulle condizioni materiali dei giovani.Per ricostruire una Sinistra anticapitalista e comunista,dopo l’ultima disfatta elettorale,la nostra attenzione politica deve rivolgersi alla complessità delle manifestazioni sociali dell’antagonismo,quali l’ambientalismo,il pacifismo,i movimenti delle donne,degli studenti,dei collettivi giovanili,dei movimenti che sorgono per vertenze locali,dei movimenti di solidarietà con le lotte dei popoli contro l’imperialismo.Non dobbiamo più commettere errori tipo,l’istituzionalismo miope a tutti i costi,l’elettoralismo,ma soprattutto incapacità di fare battaglie controcorrente.Occorre un nuovo soggetto politico unitario e plurale della sinistra comunista italiana,anticapitalista,radicato socialmente e interno ai movimenti.Un polo anticapitalista in grado di rappresentare gli interessi dei lavoratori e dei settori più avanzati del movimento.Recuperando il rapporto coi movimenti e con le tante compagne e i tanti compagni di strada persi negli anni.Sarà un progetto lungo e faticoso e deve essere incentrato su un programma preciso,definito e senza ambiguità.Insomma costruiamo una sinistra finalmente coerente.


    * RSU CARBOSULCIS


    ARDITI NON GENDARMI

  7. #7
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    Previste decine di manifestazioni locali per lo sciopero generale di venerdi 12 dicembre




    “Contro la crisi più lavoro, più salario, più pensioni e più diritti”. Con questo slogan la Cgil si presenta alla mobilitazione del 12 dicembre. Al sindacato di Epifani non piace il pacchetto anticrisi del governo, giudicato non adatto a fronteggiare la portata della recessione, e anche perché non dà sostegno concreto al lavoro dipendente. Non ci saranno Cisl e Uil, ma ci saranno i sindacati di base (tranne una parte rilevante della CUB), Sono previste cento manifestazioni e cortei in tutte le regioni italiane. A livello nazionale l’astensione dal lavoro dichiarata dalla Cgil sarà di quattro ore, anche se alcune categorie e territori hanno deciso di allungarla fino a otto (“ovviamente nel rispetto dei servizi minimi indispensabili”, fa sapere la segreteria di Corso Italia in una nota). Si fermeranno scuola, metalmeccanici e i dipendenti del trasporto aereo. Tra le categorie che hanno scelto la fermata di otto ore, autonomie locali, pubblico impiego, Regioni, sanità pubblica e privata. Stessa modalità per i dipendenti di Poste, Ferrovie e trasporto pubblico locale.


    ARDITI NON GENDARMI

  8. #8
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    Per l’alternativa Anticapitalista


    di Antonello Tiddia *


    L’economia mondiale al di là di alterne vicende,continua a risentire dell’onda lunga di ristagno da cui le classi dominanti si sforzano di uscire,sinora senza successo,accrescendo il tasso di sfruttamento dei lavoratori,espellendo dai processi produttivi strati crescenti della popolazione,accrescendo l’impoverimento e la miseria.Nel contempo continuano i processi di concentrazione e di centralizzazione e si rafforzano le maggiori multinazionali.In questo contesto noi non possiamo che rilanciare la propria ispirazione comunista,anticapitalista e antimperialista.Secondo me dobbiamo per difendere le conquiste sociali (che i vari governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni,hanno smantellato o stanno cercando di farlo)cercare di avere la capacità di incidere sulla distribuzione del reddito.I profitti delle grandi imprese italiane sono cresciuti e i salari viceversa hanno sempre di più un minore potere d’acquisto.Quindi vi è stato l’aumento della povertà e la crescita dei lavoratori che vivono sotto la soglia della povertà.Attualmente i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa.Per questo credo sia molto interessante la raccolta di firme promossa da Sinistra Critica per il salario minimo intercategoriale (SMIC).Inoltre per il programma di una Sinistra Anticapitalista sia indispensabile la tassazione delle rendite e abolire i privilegi alle imprese.Noi la crisi non la paghiamo questo è lo slogan che viene giustamente usato in tutte la manifestazioni che si stanno susseguendo in tutta Italia in questi mesi.Reputo importante lo sciopero generale del 12 dicembre,indetto sia dalla C.G.I.L.,sia dai sindacati extra-confederali.Importante perché in base al consenso e all’andamento questo sciopero può fare la differenza in prospettiva futura di lotte.Il futuro non è roseo la disoccupazione e i poveri aumentano.Per non parlare dell’aumento della precarietà e della flessibilità dei lavoratori.Cresce la disaffezione di larghe masse popolari dalla politica.Inoltre la crisi del riformismo ha aperto le porte non solo all’ondata neoliberista,ma anche alla deriva culturale e sociale che si manifesta con la crescita di politiche reazionarie nonché fasciste e xenofobe.Credo quindi che in un tale contesto l’obiettivo di fondo debba essere,la ricostruzione di un blocco sociale alternativo al PD,che sappia legare fra loro i diversi settori sfruttati ed oppressi della società ed esprimere i loro bisogni, sviluppando e coordinando le strutture di lotta e di autorganizzazione.Unire in un unico binario le lotte dei lavoratori e degli studenti.La costruzione del blocco sociale non può prescindere dalle esigenze di protagonismo e di autonomia delle donne.Nel processo do ricostruzione del blocco sociale anticapitalistico è necessaria la riattivazione della classe operaia che ancora conserva un ruolo centrale e notevole capacità di organizzazione e resistenza.Un’attenzione particolare deve essere rivolta alle giovani generazioni che oggi vivono una condizione complessiva di profonda incertezza rispetto al proprio futuro.L’attacco alla scuola e alla formazione pubblica,la disoccupazione di massa,l’estrema precarietà,gravano sulle condizioni materiali dei giovani.Per ricostruire una Sinistra anticapitalista e comunista,dopo l’ultima disfatta elettorale,la nostra attenzione politica deve rivolgersi alla complessità delle manifestazioni sociali dell’antagonismo,quali l’ambientalismo,il pacifismo,i movimenti delle donne,degli studenti,dei collettivi giovanili,dei movimenti che sorgono per vertenze locali,dei movimenti di solidarietà con le lotte dei popoli contro l’imperialismo.Non dobbiamo più commettere errori tipo,l’istituzionalismo miope a tutti i costi,l’elettoralismo,ma soprattutto incapacità di fare battaglie controcorrente.Occorre un nuovo soggetto politico unitario e plurale della sinistra comunista italiana,anticapitalista,radicato socialmente e interno ai movimenti.Un polo anticapitalista in grado di rappresentare gli interessi dei lavoratori e dei settori più avanzati del movimento.Recuperando il rapporto coi movimenti e con le tante compagne e i tanti compagni di strada persi negli anni.Sarà un progetto lungo e faticoso e deve essere incentrato su un programma preciso,definito e senza ambiguità.Insomma costruiamo una sinistra finalmente coerente.


    * RSU CARBOSULCIS


    ARDITI NON GENDARMI

    Ecco! Io la penso all'opposto di questo comunicato.

    Analisi ovvia, conclusioni tardo tradeunioniste perdenti da sempre.
    Le istanze parziali e movimentiste sono veramente da abbandonare per sempre.

  9. #9
    GiOcO dI sQuAdRa
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    Domani, in occasione dello sciopero generale il collettivo Senza Tregua, insieme alla Rete dei Collettivi e ad altre realtà studentesche delle scuole medie superiori di Roma, scenderà in piazza per sfilare con i lavoratori dei sindacati di base. Sinceramente non condividiamo l’equidistanza tra CGIL e Sindacalismo autorganizzato che si è manifestata all’Università in queste ultime settimane, anche perchè ci ricordiamo chiaramente tutto gli accordi che il sindacato di Epifani ha firmato negli ultimi anni, non ultimo quello sul welfare. Così come non comprendiamo che senso abbia “attraversare” (termine orribile) un corteo di lavoratori, quasi fossero percepiti come cosa altra da sé. Ebbene noi siamo figli di lavoratori, nonchè futuri lavoratori precari e domani staremo “tra di noi”. L’appuntamento è alle 9.00 a Piazza Barberini dietro lo striscione: Studenti, lavoratori e migranti. Uniti dalla precarietà, uniti nelle lotte.
    Daje
    http://www.senzatregua.org/

  10. #10
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    Predefinito I comunisti e la ricostruzione di un sindacato di classe

    Come è ormai evidente, la crisi economica internazionale del sistema capitalistico sta precipitando su di una situazione del nostro paese che era già da tempo drammatica. La speranza di lavoro che nutrivano masse sempre più grandi di giovani precari si trasformerà presto in disoccupazione cronica e disperata, così come le ondate di licenziamenti alimenteranno masse di nuovi precari e disoccupati. I salari e le pensioni, che già non permettevano di arrivare alla quarta settimana del mese, subiranno un’ulteriore drastica erosione e la povertà che già lambiva il lavoro dipendente si diffonderà a macchia d’olio, colpendo persino le classi medie rovinate dai mutui e dal crollo delle piccole rendite finanziarie. Aumenterà la paura e il ricatto per chi lavora, alimentando il supersfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici, già esistente da anni, con ritmi e turni di lavoro ancora più deregolati e massacranti, con un aumento dell’orario di lavoro, degli straordinari, degli omicidi sul lavoro, delle malattie professionali. Cresceranno i rischi di guerre fra poveri, di tutti contro tutti, fra garantiti (chi?) e non garantiti, fra disoccupati e precari, autoctoni e immigrati, lavoratori pubblici e privati, eccetera. Questa è purtroppo la realtà, non una fosca previsione.
    Ovviamente c’è sempre, per fortuna, un rovescio della medaglia. Il massacro sociale può portare alla radicalizzazione del conflitto sociale, alla ripresa dei comunisti e della sinistra, al rilancio della lotta di classe, unico modo – fra l’altro – per contrastare sia la guerra fra poveri che l’egemonia politica e culturale della destra liberista, fascista e leghista sulla società. Il responsabile della crisi, e dunque l’avversario da combattere, non è all’interno della classe e del blocco sociale potenzialmente antagonista, ma è il grande padronato, la Confindustria, le banche, il sistema capitalistico e i governi, gli stati e le strutture internazionali (come la Ue, l’Fmi, la Nato) posti al loro servizio. In particolare, c’è una grande occasione da cogliere: la radicalizzazione dello scontro sociale può portare, deve portare alla unificazione delle lotte e del sindacalismo non concertativo, per avviare – se non ora quando? – un processo di ricostruzione di un sindacato che sia contemporaneamente conflittuale e di massa. La profondissima crisi economica sta determinando, per la prima volta, le condizioni affinché questo processo possa passare dalle speranza alla realtà, dalle parole ai fatti. Il fatto che il nuovo e grande movimento degli studenti vada intrecciandosi con la ripresa delle lotte dei lavoratori e che lo sciopero generale del 12 dicembre sia stato promosso sia dalla Cgil che dai sindacati di base della Cub, Cobas ed Sdl, sia pure con tantissime polemiche e divisioni che ancora persistono, sono segnali inequivocabili e incoraggianti di una nuova situazione, imparagonabile ad altre simili del passato (come la mobilitazione cofferatiana e antiberlusconiana per l’articolo 18). Certo, c’è da sconfiggere ed invertire un processo strategico concertativo che ha coinvolto anche la Cgil almeno dagli accordi del luglio ’92-’93 (che, guarda un po’ !, a proposito di salari e precarietà, cancellarono del tutto la scala mobile e introdussero per la prima volta il lavoro in affitto), ma le crisi e le precipitazioni sociali a volte possono di colpo spazzare via processi che appaiono consolidati nel tempo, aprendo nuovi e imprevedibili scenari che i comunisti devono essere pronti a cogliere, se sono dei rivoluzionari.
    Questo è oggi, io credo, il principale obbiettivo unitario, di lotta comune, di tutte le comuniste e i comunisti, a partire dal nostro partito che, dopo Chianciano ha preso nuovo slancio, in qualunque formazione politica e sindacale siano collocati: spalla a spalla nelle lotte, operare per fare avanzare rapidamente, ma con grande pazienza e spirito unitario e costruttivo, questo processo di ricostruzione di un grande sindacato di classe, strumento che è oggi non solo assolutamente indispensabile per fronteggiare la gravissima crisi economica, ma anche oggettivamente possibile. In particolare, è necessaria una più stretta collaborazione fra i delegati sindacali che fanno riferimento al Prc, al Pdci, ad altre formazioni comuniste e di sinistra alternativa, iscritti alla Cgil, alla Rdb, ai Cobas o ad altre organizzazioni sindacali, per aiutare questo processo unitario e per raggiungere questo importantissimo obiettivo. Ecco la più grande utilità sociale che possono avere oggi i comunisti.

    http://www.ilbriganterosso.info/dblo...?articolo=1083

 

 
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