Ciao tutti vi leggo da tempo con molto interesse , non ho partecipato alle discussioni perché non mi ritengo dialetticamente e politicamente all’altezza dei vostri interventi. Oggi ho preso un po di coraggio e mi sono buttato.
Ho seguito per la prima volta il congresso di rifondazione interamente al termine del quale mi sono sentito felice di essere comunista. Fiero di vedere compagni pieni di speranza anche nelle diversità degli intenti da perseguire. Nella mi ingenuità ho immaginato un’onda euforica propagarsi nei paesi, nelle città, tra la gente. Purtroppo a distanza di mesi, a Milano dove vivo, e ritornata solo la nebbia.
Mi sono reso conto di vivere in un paese dove una decina di mini partiti comunisti si sfidano a suon di mini congressi mentre giorno dopo giorno populisti e destre si prendono tutti gli angoli del territorio.
Taglio corto, vi chiedo solo di aiutarmi a trovare una risposta alle domande che mi pongo frequentemente;
è possibile che tra tutti i comunisti non ci si possa mettere daccordo su almeno 5 punti di vitale importanza per la società e perseguire il loro raggiungimento con tenacia, poi si può continuare a litigare se uno è più comunista dell’altro o no .
è troppo difficile scendere tra la gente e spiegare loro in modo semplice e chiaro perchè vengono infinocchiate ogni giorno. L’ignoranza è dilagante e in questo momento la gente ha bisogno di sapere cosa sta realmente succedendo.
è possibile un giorno vedere i comitati centrali dei nostri partiti comunisti tra la gente a discutere come succede di vedere in grecia, in olanda in francia. È inutile fare delle grandi manifestazioni, bagni di folla, bandiere rosse al vento per poi tornare a casa rimettere la naftalina agli stendardi, pantofole e telecomando e autocompiacersi davanti ai resoconti dei telegiornali.
Scusatelo sfogo, per ora continuerò a fare quotidianamente il mio piccolo lavoro di comunista solitario nell’attesa di aggregarmi e abbracciare i compagni ai banchetti che dovrebbero presidiare ogni giorno le strade di questo malandato paese.
Saluti da un comunista non ancora rassegnato




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