



La chiesa dice che la Terra è piatta, ma io so che è rotonda, perché ne ho visto l'ombra sulla Luna, ed ho più fiducia in un'ombra che nella chiesa.
Ferdinando Magellano






a proposito della giustizia che in italia fa schifo (e io l'anno prossimo voglio prendere giurisprudenza), avevo scritto un articolo proprio su questo per il giornale del mio liceo....leggetelo e ditemi che ne pensate....
E la giustizia va a farsi benedire
Come e quando lo Stato non tutela i deboli
Che la Giustizia italiana facesse acqua da tutte le parti era
arcinoto; ma da un po’ di tempo il fenomeno si è fatto altamente
preoccupante.
In un articolo di Repubblica del 16 novembre veniva evidenziata la
revoca del 41 bis (la legge che ci protegge da mafiosi e terroristi) a
50 boss, in neanche un anno: e stiamo parlando di uomini come La
Mattina (omicidio Falcone), Barranca e Calabrò (bombe a Roma, Firenze e
Milano nel 1993), De Stefano, Perna, Ruà, Araniti (omicidio Ligato),
Calafato (omicidio Livatino), Biviera (strage di Duisburg); e Graziano,
Galatolo, Piromalli, Sarno, Iamonte, Abruzzese, Pranno, Emmanuello,
Bocchetti,, Tresa…Tutti quelli elencati, almeno per il momento, non
sono certo liberi, ma poco ci manca: sono in celle comuni, trattati
come delinquenti comuni; ed è facile immaginare l’assenza di difficoltà
nel comunicare con l’esterno e nel continuare a dirigere le loro
cosche, come è facile immaginare che, dalla revoca dell’isolamento e
del carcere duro, alla revoca dell’ergastolo, e alla scarcerazione
(decorrenza di termini, buona condotta, indulto, amnistia….), il passo
è breve. Forse sarà pure possibile incontrare in città gente come
Riina, Provenzano, Graviano e Schiavone, gente che meriterebbe di
spaccare pietre con 40° all’ombra con il fucile puntato per il resto
della sua vita.
Un altro vergognoso capitolo della giustizia (mancata) in Italia è la
situazione dei terroristi, e delle vittime e relative famiglie. I
terroristi, di diverse parti politiche ma uguale (cioè pari 0) statura
morale, il carcere non sanno neanche cosa sia, concedono interviste e
impongono la loro visione romantica delle loro gesta folli, ottengono
posti di lavoro addirittura in Parlamento, sono insomma onnipresenti e
ben pagati; le vittime e le loro famiglie, invece, non hanno mai avuto
alcuna giustizia (che non è certo una pur prestigiosa medaglia).
Persone che hanno diffuso tanto odio (e che lo hanno concretizzato con
bombe e colpi di P38 verso gente innocente) dovrebbero avere la
coscienza di tacere, nascondersi, espiare in qualche modo il loro
passato; non si tratta di impedire a qualcuno di parlare (né di imporre
per legge un comportamento morale che dovrebbe essere spontaneo), ma di
rendere giustizia alle vittime e alle loro famiglie, dopo decenni di
silenzi, ingiustizie, calunnie, dimenticanze. In genere, chi tenta di
nascondersi è perché ha qualcosa di cui vergognarsi: ma ovviamente in
Italia le cose funzionano a rovescio, e chi è innocente e senza
vergogna è costretto al nascondimento, mentre chi dovrebbe tacere e
nascondersi è libero e impunito.
Un altro fenomeno è la totale impunità che è lasciata ai c.d. ultras
(dei veri e propri criminali in veste di tifosi, gente che tiene in
ostaggio stadi e squadre, e che usa la domenica per sfogare la propria
frustrazione) e ai membri dei centri sociali, che non hanno vergogna di
andare sotto le carceri a manifestare vicinanza ai terroristi e ad
invocare la loro libertà (e per me, l’unica libertà che può avere un
criminale è quella di scelta del letto nella cella); entrambi sono
uniti nell’odio viscerale verso la bandiera, la legge e le forze dell’
ordine (e verso i morti, vedi Nassirya): entrambi sono tipi da galera,
ma guarda caso nessuno di loro la conosce.
Ultima cosa, che ha dell’incredibile, è la definizione di Mailat (il
rapinatore, stupratore e assassino di Giovanna Reggiani) e di Guede
(fin troppo noto per noi perugini) come vittime del razzismo imperante:
che il razzismo e l’intolleranza siano in aumento da noi è un fatto, ma
come è anche un fatto la condanna e la punizione dei colpevoli, a
prescindere dal colore della pelle; ma a qualcuno quest’ultima verità,
in un senso o nell’altro, appare veramente ostica da capire.
Assassini, mafiosi, terroristi... criminali della peggior specie, che
dovrebbero stare in un unico posto, una cella…e invece no! Per qualche
scellerato, infatti, sono delle vittime: ed ecco quindi gli sforzi,
compiuti spesso da ex terroristi o dagli avvocati dei mafiosi, di
alleggerire, quando non di abolire, il 41 bis, il carcere duro, l’
isolamento (quando non le galere); ed ecco sempre la preoccupazione per
le condizioni di boss mafiosi o terroristi e le visite in carcere,
mentre per le loro vittime non c’è niente che abbia a che fare con il
rispetto e la giustizia.
Non bisogna stupirsi più di tanto, siamo in Italia, dove tutto va male
o al contrario: ma anche in Italia dovrebbe valere quel semplice
concetto di Stato che protegge i deboli dai criminali e che persegue e
garantisce la Giustizia e il rispetto della legalità; o quel altro
concetto che i criminali debbano stare solo in galera, e che da aiutare
siano le vittime e le loro famiglie.
Credo fermamente nel perdono e nella redenzione, e specialmente dei
criminali; ma non credo che il perdono senza la Giustizia sia qualcosa.


Un consiglio.. lascia perdere giurisprudenza... ce ne sono fin troppi..


no, non voglio fare l'avvocato (ma non si può mai sapere)...a me piacerebbe fare il magistrato, o il commissario.....adesso ho ancora un po' di mesi per decidere, ma devo pensarci bene....certo, se per fare il magistrato (o l'avvocato) devo scendere a compromessi o fare cose immorali, bè, preferisco insegnare diritto in un iastituto tecnico impossibile.....






Sono finito nel sottoscala.
Ve lo avevo detto...
Sono incorreggibbbbile
ehehehe