10/12/2008 (185) - LA POLEMICA CON L'OPPOSIZIONE Kabul, Berlusconi: no a nuove truppe
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Giustizia, il premier torna all'attacco:
«Nessun dialogo con questa sinistra»
ROMA
«L’Italia non ha partecipato alla guerra» in Iraq, «noi abbiamo dato un contributo dopo il conflitto per far nascere la democrazia». Semmai «i bombardamenti li ha fatti il governo D’Alema e non Berlusconi che non li avrebbe fatti». Lo ha detto il presidente del Consiglio alla presentazione del libro di Bruno Vespa. «Con il generale Petraeus non si è assolutamente parlato di un incremento delle nostre forze in Afghanistan», il premier ha sottolineato che «sono stati cambiati i caveat» e che dunque i soldati italiani «possono agire di più».
Nei prossimi mesi «continuerà l’impegno» nell’ambito degli ’Omlt’ (Operational Mentoring Liaison Team), le squadre di forze speciali italiane che addestrano ed accompagnano le forze di sicurezza afghane anche in operazioni. Ai quattro Omlt già operanti in Afghanistan «nei prossimi mesi se ne aggiungeranno altri tre», ha annunciato La Russa. Attualmente sono in missione in varie parti del mondo circa 8.500 militari. L’80% delle forze italiane all’estero è impegnato in Libano (2.460 militari), in Afghanistan (2.270) e in Kosovo (2.150).
Per quanto riguarda la missione in Kosovo, è continuato in questi mesi «un forte impegno», anche «alla luce della dichiarazione di indipendenza». Quanto alla consistenza numerica del contingente italiano, La Russa ha precisato che «non vi sono ipotesi di ridimensionamento» anche perchè il Kosovo attraversa «una fase delicata che richiede molta attenzione». Anche per la missione Unifil in Libano «non è prevista alcuna riduzione nel numero dei militari italiani».
Il premier ha poi affronatto il tema della giustizia. Al giornalista che gli chiedeva se la maggioranza fosse pronta a cambiare la Carta Costituzionale per riformare la giustizia in Italia, Berlusconi ha risposto: «Sì, la Costituzione si cambia, poi i cittadini avranno la possibilità di giudicare il nostro operato e decideranno, come popolo sovrano, se quella riforma può funzionare o meno». Poi attacca la sinistra. «Non mi siederò mai al tavolo con questi individui» sul tema della giustizia. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «Non accetto - ha aggiunto - di poter parlare con persone che sono dei vecchi marxisti-leninisti».
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