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Discussione: Omo

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Winnie Visualizza Messaggio
    E dove si trova negli atei, negli agnostici (entrambe le categorie hanno posizioni estremamente eterogenee) e nei buddhisti?
    Riguardo all'odio per la natalità il celibato, che tende ad essere sterile, è ritenuto superiore al matrimonio o almeno lo è stato per molti anni.
    Per quanto riguarda l'odio per l'uomo a me basta il concetto di peccato originale per il quale uno è colpevole ancora prima di nascere.
    Dunque.
    1) l'odio per l'uomo e si può vedere con molta chiarezza nell'inizio dell'epoca degli stermini di massa. Dalla Vandea alla tragedia degli Armeni, dall'Olocausto ai gulag e ai campi di sterminio comunisti, di volta in volta l'"illuminismo" che ha creato la divisione tra l'uomo e Dio ha infallibilmente gettato l'uomo nel cestino. Di volta in volta l'uomo è stato degno di vivere solo se era rivoluzionario, se era culturalmente assimilabile, se era proletario o se era di razza ariana. Mai con il cristianesimo si è visto tanto.
    Le crociate, sia quelle in Terra Santa che quelle contro gli eretici, miravano a rendere sicure le vie del pellegrinaggio, o a fermare un contagio rivoluzionario che metteva in pericolo le stesse fondamenta della civiltà. Sicuramente si sono commessi degli errori (e degli orrori) dei quali ancora oggi paghiamo le conseguenze, e per i quali ogni cristiano invoca il perdono di Dio.

    2) la natalità nelle terre cristiane non è mai stata messa in pericolo da chi dedicava la propria vita al celibato consacrato. Anzi, avere una famiglia numerosa era considerata una benedizione di Dio, e si faceva il possibile perché all'interno della prole ci fosse chi dedicasse la sua vita al sacerdozio o al monastero (in una sorta di ringraziamento familiare).
    Ma da quando la sessualità, la famiglia e la natalità sono state considerate solo questioni inerenti il proprio ego, e sono state separate le une dalle altre (la sessualità non va di pari passo alla natalità e alla famiglia, come la natalità non va di pari passo alla sessualità e alla famiglia e così via), il figlio è diventato non una benedizione ed un dono, ma di volta in volta un capriccio, un "dirittto" o un mezzo.

    3) il concetto di peccato originale, dici? Sì, hai ragione. Invitabilmente il crisitano prende coscienza della sua condizione degradata e separata da Dio. Ma c'è un ma: "dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia" (Rm 5,20). E' per questo che sin dalla più tenera età si usa il Battesimo: per far rinascere a vita nuova ogni uomo.
    Immagina cosa sarebbe oggi questo mondo se tutti fossero stati battezzati, e tutti cercassero di vivere la propria vita in nome di quel Battesimo. Quello è il mondo (il Regno) che cerchiamo di costruire. Anche attraverso l'impegno per il bene comune nella politica.

  2. #12
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    bah,confermo che Camilleri tende a generalizzare un pò troppo: atei,agnostici e buddisti,almeno nella mia esperienza NON si possono dire ostili alla vita ed alla natalità. quantomeno portatemi delle pezze d'appoggio,prima di accomunarmi a ad abortisti,ecoterroristi e comunistume vario....

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da perplesso666 Visualizza Messaggio
    bah,confermo che Camilleri tende a generalizzare un pò troppo: atei,agnostici e buddisti,almeno nella mia esperienza NON si possono dire ostili alla vita ed alla natalità. quantomeno portatemi delle pezze d'appoggio,prima di accomunarmi a ad abortisti,ecoterroristi e comunistume vario....
    Hai ragione, leggendo meglio quella parte mi pare chiaro che si tratta di una generalizzazione eccessiva. Ti assicuro comunque che è ben lungi da me associarti al comunistume vario, ci mancherebbe altro

 

 
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