È doveroso che chi scrive di una possibile riforma costituzionale esponga a tutti di cosa intende parlare (naturalmente Daniele e Nicola mi correggeranno se scriverò corbellerie).
Innanzitutto l’ipotesi di riforma della Costituzione, che pensiamo organica, non esprime un giudizio negativo nei confronti delle persone che la scorsa legislatura si sono impegnate a scriverla. Riconosciamo il valore dell’impianto, e non intendiamo stravolgerlo. Contemporaneamente riteniamo che gli organi costituzionali vadano meglio definiti, e che nel complesso sia possibile rendere il gioco maggiormente partecipato.
PRESIDENZA
L’idea alla base della bozza che stiamo pensando è quella di mantenere centrale il ruolo del Presidente di POL, ispirandoci molto liberamente al sistema francese. Dunque un Presidente con ampi poteri di indirizzo politico e che, grazie al gioco dei rinvii superabili solo da una maggioranza congressuale qualificata, entri in rapporto dialettico con il Congresso, per concertare (tentare di concertare) le proposte legislative. Autonomia rafforzata dell’Esecutivo, in modo da evitare che questo sia prigioniero del Congresso, senza tuttavia togliere la possibilità di censura dei Ministri. Presidente dominus dell’attività di governo – garantita come autonoma – a cui dà impulso con la collaborazione di un numero di figure maggiori, alcune delle quali auspicabilmente aperte anche agli indipendenti. E quindi il Primo Ministro: collaboratore e sostituto del Presidente, con reali poteri autonomi, sfiduciabile dal Congresso a maggioranza qualificata, e che pur non creando una diarchia abbia una caratterizzazione maggiore dell’attuale organo Vicepresidente. Per finire Presidente come garanzia delle istituzioni, con nomine – non revocabili – di organi costituzionali. Un Presidente in definitiva che conformemente alla ratio dell’elezione diretta si faccia rappresentante dell’intera Comunità, - rinunciando, per la durata del suo mandato - ad essere “uomo di partito”. Non un Presidente “buonista”, anzi uno che utilizza in pieno i suoi poteri, ma conformemente al mandato popolare. È forse inutile dire che il risultato varierà molto dalla persona che occuperà la curule più alta, ma le altre figure autonome che dovranno essere previste (i famosi “pesi e contrappesi”), garantiranno la vitalità del gioco. Perché lo scopo di Camera non è né garantire un ‘astratta governabilità, né passare le giornate a litigare, quanto piuttosto mettere in rapporto dialettico i vari partiti per la creazione condivisa di un sistema istituzionale, e la redazioni di leggi che concernano materie d’interesse comune.
CONGRESSO
Il Congresso, nella nostra ipotesi, non è più necessariamente il fulcro del sistema costituzionale, ma ne diviene una delle colonne – che sia quella centrale o meno – dipenderà dalla personalità dei congressisti. Il potere legislativo non gli viene minimamente sottratto, solo diviene più difficile imporre la propria volontà al Presidente, dovendosi ricercare – in situazioni normali – un accordo sulle mozioni e sulle leggi. Il che non può che fare bene al gioco. In ogni caso l’aumento del numero dei seggi, e la modifica di una legge elettorale infelice, garantirà a tutti una presenza in Congresso, e la rappresentanza concreta di ogni ideologia politica. Se poi la maggioranza presidenziale sarà tanto vasta da poter imporre le proprie scelte, in un sistema elettorale proporzionale, vorrà dire che sarà l’espressione della volontà dei cittadini. Il che è rappresenta l’accezione originale della parola “Democrazia”.
GIUDIZIARIO
La necessità di conservare la Corte Costituzionale è indiscutibile. A nostro parere tuttavia sarebbe opportuno che la scelta di ricorrere alla Corte rappresentasse l’extrema ratio, in quanto le istituzioni dovrebbero essere in grado di risolvere la maggior parte dei conflitti da sé. Questo naturalmente non può essere prescritto in una Costituzione, ma è responsabilità delle forze politiche. In ogni caso ci pare utile una semplificazione delle procedure, ed in generale una riduzione dello spazio che nel gioco ha l’aspetto “avvocatesco”. Questa è solo un’idea, se poi invece risultasse che c’è il gradimento non per ridurre, ma per incrementare tale spazio, personalmente lo deplorerei, ma è la maggioranza a vincere.
Per finire proponiamo, riprendendo un’idea non nuova, l’istituzione di un bilancio – ovviamente semplificato - che consenta la creazione (possibile ma non obbligatoria) di altre funzioni, e che quindi dia spazio alle persone per giocare senza essere necessariamente congressisti o Ministri.
Ci auguriamo che tutte le forze politiche, rappresentate in Congresso o meno, vogliano partecipare a questa discussione. Chiediamo una partecipazione consapevole. Per ora stiamo scrivendo una bozza, e chiedendo al riguardo l’opinione - e le critiche! – di amici. Ci auguriamo di poter presentare vari progetti all’attenzione di tutti in tempi ragionevoli.
Cesare
membro del gruppo di studio per la riforma costituzionale
Coordinatore di LDN





Piuttosto, cosa proponete voi del PCF?
