FINI PROCESSA LA CHIESA ?!
“…l’ideologia fascista non spiega da sola l’infamia delle leggi razziali. C’è da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno mi duole dirlo, da parte della Chiesa Cattolica”.
Oggi, 17 dicembre 2008, Renato Farina scrive su “Libero”: “A me duole dire che si sbaglia proprio. Ed è pure ingiusto all’interno del suo stesso discorso. Fa un solo nome tra i colpevoli: la Chiesa Cattolica…”.
Per il prof. Francesco Malgeri, ordinario di storia contemporanea alla Sapienza, “le reazioni ci furono e furono immediate, con articolo sull’Osservatore Romano nel quale si denunciava un provvedimento che innanzitutto veniva a colpire il Concordato”.
E Farina: “..Fini va contro la verità storica. Che la Chiesa non si sia opposta alle leggi razziali è una leggenda nera,proprio fasulla. In realtà Pio XI insisté pesantemente perché le leggi razziali non passassero. Cominciò con un lavoro preventivo, condannando Hitler con l’enciclica “Mit Brennender Sorge” contro il razzismo nazionalsocialista.
Il 5 settembre del 1938 Papa Ratti fu scosso dalla lettura dei “Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola. … L’antisemitismo è un movimento odioso, con cui noi cristiani non dobbiamo avere nulla a che fare…Non è lecito che i cristiani prendano parte all’antisemitismo. Noi riconosciamo che ognuno ha il diritto all’autodifesa…ma l’antisemitismo è inammissibile”.
Pio XI sperava – continua Renato Farina – ancora in una resipiscenza. Come facilmente verificabile, per impedire la promulgazione di queste norme, la Santa Sede tentò una mediazione tramite il Padre gesuita Pietro Tacchi Venturi e il sottosegretario al ministero degli Interni Guido Buffarini-Guidi. Ma le cose precipitavano: il 7 settembre 1938 fu la volta dei “Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri”; il 10 ottobre ecco la “Dichiarazione sulla razza”. Il 4 novembre 1938, Pio XI scrisse al duce, il quale non gli rispose. Quindi supplicò, il giorno dopo, Vittorio Emanuele III, perché non promulgasse quelle leggi infami. Niente.
A quel punto Pio XI mosse il cardinale di Milano, Ildefonso Schuster. Il Fascismo contava su questo monaco considerato vicino. Il monaco, nella prima domenica d’Avvento, lanciò anatema dal pulpito del Duomo: E’ nata all’estero e serpeggia un po’ ovunque una specie di eresia, che non solamente attenta alle fondamenta soprannaturali della Cattolica chiesa, ma materializza nel sangue umano i concetti spirituali di individuo, di Nazione e di Patria, rinnega all’umanità ogni altro valore spirituale, e costituisce così un pericolo internazionale non minore di quello dello stesso bolscevismo. E’ il cosiddetto razzismo. (13 novembre 1938).”.
Rendo omaggio al collega Renato Farina di tanta verità storica ed onestà intellettuale, contro la superficialità e i luoghi comuni laicisti di Gianfranco Fini. Il quale, bocciato dagli storici e smentito dalla Santa Sede su l’Osservatore Romano, ha trovato contro la venerata memoria dei Romani Pontefici Pio XI e Pio XII, il consenso del presidente delle comunità israelitiche italiane, Renzo Gattegna, ed, ovviamente, di tutto l’anticlericalismo viscerale delle logge, e di Valter Veltroni !!!
Renato Farina termina il suo paginone, dalla prima pagina di Libero, con un “Peccato”. Noi aggiungiamo: “Banale e scontato !”.
Fernando Crociati Baglioni, presidente di PATRIA E LIBERTA’ Centro Studi Storici e Politici Internazionali




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