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FdV77
Ovviamente ora sei a pieno titolo nella categoria dei "razzisti" per il solo fatto di aver pensato questa cosa. Perchè se parli chiaro e non sei politically-correct, sei inevitabilmente razzista e xenofobo.
Ma smettila di dire cazzate ,usate i termini politically uncorrect e buonismo in maniera distorta come pretesto per le vostre idee abominevoli.
Non c'è nulla di coraggioso e audace e politicamente scorretto nel portare avanti idee discriminatorie,piu' o meno velate.
Sono idee inumane e basta.
E non c'è nulla di buonista nella reazione avversa.
COMMENTO
Con la scusa del popolo
di GAD LERNER
LA CACCIA ai rom scatenata in tutta Italia sta cominciando a suscitare disagio, ma non ancora la necessaria rivolta morale.
Difficile, soprattutto per dei politici, mettersi contro il popolo. Col rischio di passare per difensori della delinquenza, dei violentatori, dei ladri di bambini. E' questa, infatti, la percezione passivamente registrata dai mass media: un popolo esasperato, l'ira dei giusti che finalmente anticipa le forze dell'ordine nel necessario repulisti.
Ma siamo sicuri che "il popolo" siano quei giovanotti in motorino che incendiano con le molotov gli effetti personali degli zingari fuggiaschi, le donne del quartiere che sputano su bambini impauriti e davanti a una telecamera concedono: "Bruciarli magari no, ma almeno cacciarli via"? Che importa se parlano a nome del popolo i fautori della "derattizzazione" e della "pulizia etnica", i politici che in campagna elettorale auspicarono "espulsioni di massa", i ministri che brandiscono perfino la tradizione cattolica per accusare di tradimento parroci e vescovi troppo caritatevoli?
La vergogna di Napoli, ma anche di Genova, Pavia e tante altre periferie urbane, non ha atteso l'incitamento dei titoloni di prima pagina, cui ci stiamo purtroppo abituando. "Obiettivo: zero campi rom" (salvo scatenarsi se qualche sindaco trova alloggi per loro). "I rom sono la nuova mafia" (contro ogni senso delle proporzioni). "Quei rom ladri di bambini" (la generalizzazione di un grave episodio da chiarire). Dal dire al fare, il passo dell'inciviltà è compiuto. Perfino l'operazione di polizia effettuata ieri con 400 arresti e decine di espulsioni sembra giungere a rimorchio. La legge preceduta in sequenza dalla furia mediatica e popolare, come se si trattasse di una riparazione tardiva.
Chi si oppone è fuori dal popolo. Più precisamente, appartiene alla casta dei privilegiati che ignorano il disagio delle periferie. Ti senti buono, superiore? Allora ospitali nel tuo attico! L'accusa, e l'irrisione, risuonano ormai fin dentro al Partito democratico. Proclama Filippo Penati, presidente di centrosinistra della Provincia di Milano: "I rom non devono essere 'ripartiti', bisogna farli semplicemente ripartire". E accusa Prodi di non aver capito l'andazzo, di non aver fatto lui quel che promettono i suoi successori. Nel 2006 fu Penati, insieme al sindaco Moratti, a chiedere al comune di Opera di ospitare provvisoriamente 73 rom (di cui 35 bambini). Dopo l'assedio e l'incendio di quel piccolo campo, adesso è stato eletto sindaco di Opera il leghista rinviato a giudizio per la spedizione punitiva. Mentre si è provveduto al trasferimento del parroco solidale con quegli estranei pericolosi.
La formula lapalissiana secondo cui "la sicurezza non è né di destra né di sinistra" appassisce, si rivela inadeguata nel tumulto delle emozioni che travolge la cultura della convivenza civile. Perfino la politica sembra derogare dal principio giuridico della responsabilità individuale di fronte alla legge. Perché un conto è riconoscere le alte percentuali di devianza riscontrabili all'interno delle comunità rom, che siano di recente immigrazione dalla Romania, oppure residenti da secoli in Italia, o ancora profughe dalla pulizia etnica dei Balcani. Un conto è contrastare gli abusi sull'infanzia, la piaga della misoginia e delle maternità precoci, i clan che boicottano l'inserimento scolastico e lavorativo, la pessima consuetudine degli allacciamenti abusivi alla rete elettrica e idrica.
Altra cosa è riproporre lo stereotipo della colpa collettiva di un popolo, giustificandola sulla base di una presunta indole genetica, etnica. Quando gli speaker dei telegiornali annunciano la nomina di "Commissari per i rom", sarebbe obbligatorio ricordare che simili denominazioni sono bandite nella democrazia italiana dal 1945. Il precetto biblico dell'immedesimazione - "In ogni generazione ciascuno deve considerare se stesso come se fosse uscito dall'Egitto" - dovrebbe suggerirci un esercizio: sostituire mentalmente, nei titoli di giornale, la parola "rom" con la parola "ebrei", o "italiani". Ne deriverebbe una cautela salutare, senza che ciò limiti la necessaria azione preventiva e repressiva.
La categoria "sicurezza" non è neutrale. Ne sa qualcosa il centrosinistra sconfitto alle elezioni, e solo degli ingenui possono credere che se Prodi, Amato o Veltroni avessero cavalcato l'allarme sociale con gli stessi argomenti della destra il risultato sarebbe stato diverso. Qualora il nuovo governo applichi con coerenza la politica di sicurezza annunciata, è prevedibile che nel giro di pochi anni il numero dei detenuti raddoppi, o triplichi in Italia. Scelta legittima, anche se la sua efficacia è discutibile. Quel che resta inaccettabile è il degrado civile, autorizzato o tollerato con l'alibi della volontà popolare. Insopportabili restano in una democrazia provvedimenti contrari al Codice di navigazione - l'obbligo di soccorso alle carrette del mare - o che puniscano la clandestinità sulla base di criteri aleatori di pericolosità sociale.
Da più parti si spiega l'inadeguatezza della sinistra a governare le società occidentali con la sua penitenziale vocazione "buonista". E' un argomento usato di recente da Raffaele Simone nel suo "Mostro Mite" (Garzanti), salvo poi trarne una previsione imbarazzante: la cultura di sinistra col tempo sarebbe destinata a essere inclusa, digerita dalla destra. Discutere un futuro lontano può essere ozioso, ma è utile invece riscontrare l'approdo a scelte comuni là dove meno te l'aspetteresti: per esempio sulla pratica delle ronde a presidio del territorio.
Naturalmente gli assalti di matrice camorristica ai campi rom di Ponticelli non sono la stessa cosa della Guardia nazionale padana. Che a sua volta non va confusa con i volontari di quartiere proposti dai sindaci di sinistra a Bologna e a Savona. Nel capoluogo ligure, per giustificare la proposta, è stata addirittura evocata l'esperienza del 1974, quando squadre antifasciste pattugliarono la città dopo una serie di bombe "nere". Il richiamo ai servizi d'ordine sindacali o di partito è suggestivo, quasi si potesse favorire così un ritorno di partecipazione e militanza che la politica non sa più offrire. Ma è dubbio che nell'Italia del 2008 - afflitta da nuove forme di emarginazione come i lavoratori immigrati senza casa, le bidonvilles fucine di criminalità ma spesso impossibili da cancellare - le ronde possano considerarsi uno strumento di democrazia popolare.
Dobbiamo sperare in una reazione civile agli avvenimenti di questi giorni, prima che i guasti diventino irrimediabili. Già si levano voci critiche ispirate a saggezza, anche nella compagine dei vincitori (Giuseppe Pisanu). Il silenzio, al contrario, confermerebbe solo l'irresponsabilità di una classe dirigente che ha già cavalcato gli stupri in chiave etnica durante la campagna elettorale.
(16 maggio 2008)
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Fenris
Scusa, cosa c'entra chi comanda? Chi attacca i musulmani è razzista e discrimina? Sì.
Perchè chi attacca i cattolici no allora?
Mica c'è bisogn odi comandare per discriminare.
come cosa c'entra?Ti ho detto che sarò d'accordo ad una legge Mancino anche a parti invertite allorquando in Italia l'uomo bianco cattolico sarà una categoria discriminata.
E ti ho dimostrato che attualmente lungi dall'esserlo è invece la categoria che detiene il potere e discrimina,tramite una minoranza di rappresentanti o pseudotali.
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Non hai capito un cazzo e come sempre lo dimostri. Chiudendo poi in bellezza, visto che Lerner è il guru di chi si riempie la bocca del termine "razzismo" per tacitare qualunque idea non sia allineata con la sua. Parliamoci chiaro, ormai è solo ed esclusivamente un'arma per tentare di sputtanare il pensiero altrui, visto che tu abusi del termine, non utilizzandolo per quello che realmente significa.
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blob21
come cosa c'entra?Ti ho detto che sarò d'accordo ad una legge Mancino anche a parti invertite allorquando in Italia l'uomo bianco cattolico sarà una categoria discriminata.
E ti ho dimostrato che attualmente lungi dall'esserlo è invece la categoria che detiene il potere e discrimina,tramite una minoranza di rappresentanti o pseudotali.
Scusa, ma da quando solo chi comanda discrimina? E allora io che non comando niente, com'è che sono stato accusato 1000 volte da te di discriminare? ma la finisci con le cazzate?
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Fenris
No invece, quest'esempio è il più calzante degli ultimi 20 anni!
Che poi ci sarebbe da discutere per un lustro sul fatto che la LN sia diventata quella che è oppure che sia nata per diventare quello che è diventata...
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Originariamente Scritto da
FdV77
Non hai capito un cazzo e come sempre lo dimostri. Chiudendo poi in bellezza, visto che Lerner è il guru di chi si riempie la bocca del termine "razzismo" per tacitare qualunque idea non sia allineata con la sua. Parliamoci chiaro, ormai è solo ed esclusivamente un'arma per tentare di sputtanare il pensiero altrui, visto che tu abusi del termine, non utilizzandolo per quello che realmente significa.
siete voi che non riconoscete il razzismo neanche dove è palese.D'altra parte il negazionismo è l'unica arma di chi sa di avere torto,come gli intellettuali filonazisti che non potendo giustificare l'orrore semplicemente lo negano.
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Originariamente Scritto da
Fenris
Scusa, ma da quando solo chi comanda discrimina? E allora io che non comando niente, com'è che sono stato accusato 1000 volte da te di discriminare? ma la finisci con le cazzate?
Ma cosa dici?Tu hai detto che dovrebbe essere punito chi attacca il Vaticano e il suo amministratore delegato tedesco
TI pare che codesti individui in Italia siano oggetto di discriminazione da parte di qualcuno?
Di razzismo da parte di chicchessia?No,pertanto è giusto che non siano protetti da una legge antirazzismo.
Al massimo se diffamati,possono presentare querela per diffamazione..se la dimostrano..
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Originariamente Scritto da
Fenris
Scusa, e che libertà è? Lo vedi che tu stesso affermi che il sistema democraticoti consente, come tutti gli altri, di muoverti solo nei margini che ti lascia la sua "grundnorm" (ringraziamo Claude per la citazione)? Così come fa qualsiasi dittatura. Finchè non fai nulla per sovvertirla, ti lascia fare. Appena ci provi ti reprime. Uguale.
E secondo te non succede lo stesso nei gruppi anarchici o neofascisti odierni? Gli infiltrati ci sono sempre stati.
La differenza è semplice: in democrazia ti lasciano criticare il governo perchè tanto c'è a disposizione l'altro, opposto sulla carta, uguale nella sostanza, che serve gli stessi padroni e gli stessi scopi. E' questo l'inganno, lo sto dicendo da ieri. In democrazia siamo comunque sottoposti ad una dittatura di poteri forti, con l'unica differenza che sono occulti e si servono del teatrino della politica cosiddetta "democratica" per fare il lavoro sporco e per tenere buona la gente illudendola di scegliere alcunchè, invece che uscire allo scoperto ed esercitare il potere in modo diretto come nelle dittature propriamente dette.
Quello che in dittatura è il partito unico, in democrazia sono i veri padroni della politica, di cui i governi tra cui la gente si illude di scegliere sono solo i meri esecutori. Per cui, i governi li puoi criticare quanto ti pare quanto ti pare (sarebbe come criticare uno scagnozzo picchiatore fascista), il sistema democratico di potere dei padroni di cui sopra no (sarebbe come criticare Mussolini o il fascismo).
certo che la democrazia non permette di creare movimenti che vogliano sovvertire il sistema. Ma come detto non vietano a tali persone di criticare apertamente le storture del sistema ne tantomeno vietato agli stessi di associarsi in associazioni politiche.
Potresti dire lo stesso dei regimi? Se decine di persone che criticano un regime dittatoriale decidessero di creare un partito pensi che sarebbe loro consentito? No, quindi questa è la prima sostanziale differenza tra un regime democratico ed uno dittatoriale.
Seconda cosa. Se è vero che destra e sinistra sono due facce della stessa medaglia, è vero anche che tu puoi creare un partito che critichi il sistema e presentarti alle elezioni per vedere quanta gente ti segue, cosi han cominciato Mussolini ed Hitler ed altre dittature nate tramite il consenso popolare.
Chi si trova in un paese dittatoriale puo fare la stessa cosa? Puo creare un partito criticando parte del regime e proponendo un altro modo di governare il paese? No, e questa è un altra differenza.
A me sembra che tu stia cercando in tutti i modi di eguagliare regimi dittatoriali e democratici. Ma la sostanziale differenza resta che nel primo NON SI PUO IN ALCUN MODO CRITICARE chi governa. Nel secondo ci sono varie forme di lotta.
Per il resto dovremmo discutere del significato della parola libertà, ma in quel caso si aprirebbe un dibattito infinito che non ci smuoverebbe dalle nostre convinzioni indi inutile discuterne.
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Originariamente Scritto da
Fenris
No invece, quest'esempio è il più calzante degli ultimi 20 anni!
in verità la Lega è solo vittima di se stessa e cioè del suo essere diventato un partito di governo. Cosi come per il PCI, per il MSI ora AN, per il Prc e per altri partiti... fa tanto figo parlare al vento quando si siede negli scranni della opposizione, ben diverso è dover governare cercando un compromesso con le associazioni di categoria, le mille caste presenti nel paese etc etc....
Ciò che invece la dittatura fa è "semplificare" le cose, zittendo tutti e gestendo direttamente tutti i processi ed i passaggi che avvengono nella vita democratica. Ciò non elimina la corruzione (presente ad esempio in Cina, come ai tempi del fascismo etc) ...l'unica differenza è che nn c'è una stampa libera di denunciarlo, un programma come "Report" libero di fare inchieste che poi provocano l'intervento dei giudici, una magistratura capace di inquisire anche chi governa...
..se in democrazia quindi la corruzione puo essere denunciata, nella dittatura si deve attendere l'intervento del burocrate di turno, se il regime è disposto a fare pulizia.... bella cosa nevvero?
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Originariamente Scritto da
Fenris
Certo che lo sanno, per questo dico che l'applicazione delle leggi è inefficiente. Ma in linea di principio, nello stato democratico in cui vivo, sono punibile per le mie idee, esistono delle leggi appositamente create per questo.
Isabella, per favore... anche lo stato democratico ha i suoi scheletri negli armadi, i suoi innocenti processati sommariamente ed ingabbiati per coprire stragi o altre magagne di stato (vedi Ciavardini), i suoi "suicidati" (vedi quell'anarchico di cui non ricordo il nome che precipitò dalla finestra della questura di Milano dopo la strage di piazza Fontana), i suoi martiri di vario genere. Cambia solo la facciata del metodo, cioè il processo con avvocato, che tanto si sa già come va a finire, o il "suicidio" al momento giusto, il risultato è identico. Ed anche la sostanza del metodo.
Non ho mai sostenuto che sia un sistema perfetto e scevro di errori, anzi. Ma è quello che considero migliore allo scopo di tutelare il maggior numero di idee e ideali. Voi siete esattamente contro questo sistema, e il sistema democratico tutela sè stesso dai suoi nemici naturali, che può sembrare un paradosso, ma d'altra parte è cosa inevitabile. E si difende con mezzi che comunque non sono sommari, e dandoti la possibilità di difenderti.
Resta valido il mio consiglio...almeno parleresti di sistemi "uguali" a ragion veduta.