Originariamente Scritto da
Fenris
Sempre a proposito dello "stato democratico garantista della libertà di espressione di tutti":
"Mi giungono assai poco graditi "complimenti" da parte di ambienti dei servizi di sicurezza italiani per il mio libro sulla UNO BIANCA. Non è la prima volta che mi capita e, da quanto ho capito, sempre dallo stesso protagonista di quelle vicende che già tentò di mettermi a tacere nel lontano 1996, quando iniziai - tanto come giornalista quanto come consigliere comunale di Bologna - a denunciare le storture che caratterizzarono il lavoro di alcuni uffici di polizia e segnatamente della Digos petroniana nelle indagini relative ai delitti che, poi, si scoprirono compiuti dai Savi. Non sono un "compagno" e non ho alle mie spalle un grande editore (il libro l'ho pubblicato con la mia piccola casa editrice) e anche i miei ex-colleghi non potrebbero certo montare il caso solo su un "avvertimento" giunto per le solite, vigliacche vie traverse. Quindi, come già feci appunto nel '96, certo che chi di dovere lo verrà a sapere, condivido con tutti voi questa che reputo solo una "rottura di scatole", invitandovi ad ascoltare le interviste televisive che ho riprodotto nel mio profilo. Non si sa mai, ma... qualunque cosa dovesse succedere, sarebbero così in tanti a sapere quale possa esserne stato il motivo. Credetemi, non è una "savianata": ho pubblicato nomi e cognomi di chi, sbagliando e imbrogliando le carte, permise ai Savi di agire indisturbati per anni e tutto questo, ovviamente, non può che creare tensioni. Me lo aspettavo e non me ne frega nulla. L'importante, però, è che si sappia."
Massimiliano Mazzanti, giornalista bolognese.