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Tratto da Riccardo Romandini
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http://www.unionelaiciitaliani.com
TREMONTI DICA LA VERITA’
Sono state attivate finora 01/01/2009, più o meno, soltanto 330.000 Carte, rispetto a una platea di un milione e trecentomila aventi diritto.
E non è stato ancora raccolto dal governo l'appello delle Acli a spostare almeno di un mese questa scadenza.
E nessuno in Italia sa, visto che i telegiornali non ne parlano, che, superando il confine del 31, si dovrà dire addio ai 120 euro di finanziamento retroattivo.
La proroga della scadenza del 31 dicembre chiesta a Tremonti dalle Acli non è arrivata ed ormai certo che non arriverà.
L'obiettivo sempre più evidente di Tremonti è stato quello di trasferire la spesa dal bilancio 2008 a quello 2009. Esistono, infatti, difficoltà oggettive nel reperire le risorse.
Il sospetto è che il ministro Tremonti abbia in realtà, voluto beneficiare di un annuncio pre-natalizio, per poi spostare l'esborso vero e proprio nel bilancio dello Stato 2009, proprio perché nel 2008 non vi erano le risorse.
Il fine parrebbe essere stato, l’ assicurarsi la vittoria alle regionali, e aumentare il consenso favorevole di tutti gli altri cittadini italiani, senza considerare che con questa mossa ha prodotto l’effetto inverso, perdendo la stima e la fiducia di tutti, compreso chi l’ha votato.
la Carta sarà caricata sulla base degli stanziamenti “via via disponibili". Come si evince dalla legge, a queste non vengono assicurate scadenze fisse, ma si parla di "stanziamenti disponibili".
Se Tremonti sapeva, che non vi erano le risorse e se sapeva che le ricariche sulle social card dipendono dalle risorse disponibili e non da certezze che il Governo può garantire, perché pubblicizzare una tale vergogna?
Se tutto questo si dimostrasse vero, ci sarebbero tanti di quegli elementi di prova tali, da avviare un’inchiesta nei confronti dell’operato e della condotta del Tremonti e di chi lo ha sostenuto.
Come cittadino italiano dico a Tremonti, che come uomo deve chiedere scusa a tutti gli italiani indigenti e come politico di dimettersi immediatamente.
Riccardo Romandini




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