In buona misura quelli che "sognano" la politica, che alla fin fine si sono lasciati autoconvincere di essere la componente destrorsa di un certo utopismo condito di buoni sentimenti e moralismo di facciata (roba totalmente avulsa dalla "nostra" tradizione politica), secondo cui la collaborazione con il PDL (per fare giusto un esempio) è un fattore che discrimina i buoni e i puri dagli sporchi venduti e compromessi. Come se per trasformare e inverare storicamente i Principi in Valori fosse discriminatorio il contenitore e una forma di "drittura" acquisibile solo nei cardini dell'ortodossia del partito/sigla più o meno insignificante.
Insomma, sentimentalismo e romanticismo politico da un lato, noesis e "lucido fanatismo" dall'altro...





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