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Frattini: "Attacco di terra deciso in extremis"
La decisione di procedere all'invasione di Gaza via terra è sopravvenuta quando Israele si è reso conto che le basi missilistiche di Hamas non sarebbero state estirpate con i soli attacchi aerei. E' la spiegazione di come è nata l'operazione 'Piombo fuso' fornita dal ministro degli Esteri Franco Frattini in un'intervista a Sky Tg24. Una ricostruzione dei fatti con la quale Frattini ha difeso la posizione da lui espressa in Senato, il 30 dicembre scorso, quando disse di aver avuto rassicurazioni dalle autorità israeliane che non ci sarebbe stato un attacco di terra nella striscia di Gaza.
I soldati israeliani si sono addestrati
per 18 mesi in una finta Gaza
Creato nel deserto un poligono che riproduce nei dettagli il territorio palestinese
Gli israeliani sono stati i primi a farlo e poi li hanno imitati gli americani. Hanno costruito nel deserto una città araba in scala ridotta, con moschee, cashab, casette, vicoli, mercantino. Un poligono adattabile a seconda delle esigenze operative e dei possibili obiettivi.
Un carro armato israeliano pattuglia il confine di Gaza (Afp)Il generale israeliano Avi Benyahaou ha rivelato che i soldati si sono addestrati per 18 mesi in una finta Gaza, realizzata nella base di Tsehilim. «I nostri militari conoscono ogni vicolo in cui si trovano gli obiettivi», ha aggiunto. E’ probabile che per rendere il “teatro” più vicino alla realtà, l’intelligence abbia messo insieme le informazioni degli 007 con le foto della ricognizione aerea.
IL POLIGONO - L’idea di poter disporre di un’area che somigli ad un centro abitato arabo risale al periodo dell’intifada. Inizialmente il poligono era riservato alle unità speciali, quelle chiamate a fronteggiare situazioni particolari o impiegate sotto copertura. Poi l’addestramento è stato esteso ai reparti assegnati alla Cisgiordania e, successivamente, a quelli impiegati nella striscia di Gaza. L’esercito americano e i Marines hanno seguito questo modello. Nel deserto californiano e a sud di Los Angeles sorgono due centri molto simili a quanto fatto da Israele. Il primo comprende un villaggio arabo con tanto di comparse: vi si addestrano i contingenti che poi partiranno per l’Iraq. Il secondo è invece un poligono al coperto dove – quasi come in un videogioco – sono simulate esplosioni, attacchi, pallottole che sibilano. I militari indossano speciali caschi che amplificano effetti sonori e visivi. Un gigantesco impianto di climatizzazione produce la stessa temperatura del deserto iracheno. Sembra una trovata da Hollywood ma i risultati sarebbero stati giudicati in modo positivo.
Guido Olimpio
05 gennaio 2009




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Un carro armato israeliano pattuglia il confine di Gaza (Afp)Il generale israeliano Avi Benyahaou ha rivelato che i soldati si sono addestrati per 18 mesi in una finta Gaza, realizzata nella base di Tsehilim. «I nostri militari conoscono ogni vicolo in cui si trovano gli obiettivi», ha aggiunto. E’ probabile che per rendere il “teatro” più vicino alla realtà, l’intelligence abbia messo insieme le informazioni degli 007 con le foto della ricognizione aerea.
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