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Discussione: ontopology

  1. #1
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    ontopology

    ontopologia....?

  2. #2
    Forumista junior
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    differenziarono l'apeiron e l'archè che cosmeggi, quale cosmesi o kalousia o bellezza finita dell'infinito sublime anaximandreo: delicate membrane spazeggiano ontopologiche, quali varietà sferiche o phenomena, quali imago dell'ecstasità eonyka che platoneggi o eidousia, o ideale Cronotopia della Physis Ontopologica.


    Lo spazio è la libertà che situeggi, spazeggi, trascendeggi, ondeggi, campeggi il deieggiare, là ove gli dei sono fuggiti, gli spazi lì sublimeggiano.
    Lo spazio è la libertà che sublimeggi.
    Nello spazio il sublime disvela eventi, transcenteggia sublime.


    Cos'è lo spazio che sublimeggi?
    La natura di quell'evento è il sublime.
    Ma qual è il sublime?
    Che cosa ne è del vuoto che spazeggi?
    Il vuoto è sublime ondeggiare.
    Il vuoto non è più nulla, nulleggia.
    Né è l'evento che decostrueggi, è un' eventità che sublimeggi, decostrueggia la sublime differenza.


    L'evento della differenza è il movimento che disvela le differenze sublimi e sublimeggi o transcendeggi, è la differenza ontopologica heideggeriana quale struttura ontopologica che eventeggi l'esserità dell'entità in parausia o sublime parousia, è la parausia sublime dell' esserità che decostrueggi e fenomeggi, esserità della purezza della presenza sublime che spazeggi, quale spazità indecidibile dell'evento che decostrueggi.


    E' in decostruzione là l'ontopologia, cioè l'ontopologia sublime che transcendeggi sublime ontopologico essere-parausia stabile della spazità dell'eidousia o entità ideale spaziale, ontologia e topologia transcendeggiano l'eventità sublime, la struttura ontopologica del sublime:evento che spazeggi l'Ontopology Dasein.


    Luogo o Chora che sublimeggi,è l' eventità, l'eventeggiare della verità che dà la fondatezza al mondeggiare.
    La verità che sublimeggi è excstasità, nell'excstasità sublime della verità quale eventità dell'esserità.
    Nell'arte sublime che sublimeggi l'esserità dell'entità nella libertà.
    L'arte è la spazità sublime che sublimeggi.
    Heidegger ricordò l'ondeggiare metafisico aristotelico dello spazio come insieme di luoghi finiti in grandezza e qualità, lì lo spazeggiare è pura estensione omogenea, uniforme, calcolata-parcellizzata, per trasformarsi con Kant in forma prioritaria intuitiva.


    E' qui che Tecneggi la filosofica.












    Se la Tecnica spazieggia, l'arte atarasseggia, epocheggia o sublimeggia: ondeggia sublime la spazità dell'essere, sublimeggia al di là della sua determinarezza calcolante; cos'è la spazità sublime che sublimeggi?
    E' lo spazeggiare dell'esserità sublime, o Dasein che sublimeggi, essercità o esserità che transcendeggi.


    Quale spazità che spazeggi.
    Raum raumt:lo spazio spazeggi, così come Welt weltet, il mondo mondeggi, spazeggiare la libertà, sfoltire, diradare, ondeggiare eventi, eventità, transcendeggia l'Esserità e tempità, già s'in-spaziano: ein-räumen, la Lichtung che sublimeggi, la radura ove abiti poeticamente la verità o poeteggi, o poieseggi o poeticheggi intesa come chiasma che chiasmeggi, ontopologia che splendeggi e nascondi, evidenzi e custodisca in sé il mistero.


    In “L'arte e lo spazio” ondeggia lo spazio, spazeggia, è libertà dispiegante luoghi e la scultura un ondeggiare dei luoghi.
    Vuoto ontopologico, ciò-che-dà-spazio, Einräumende che sublimeggi, che raccolga, la chora sublime del Timeo che platoneggi risonante in Aristotele nella Fisica come topos, o luogo.
    In ontopologia sublime della radura sublime ove si possa fondare l'archè dell'architettura, la sua origine sublime fondata dall'archegete, è il celebre saggio heideggerianoostruire, abitare, pensare il sublime.
    Se lo spazio spazeggia quale vivenza, erlebniz che soggiorni e tempeggi nel mondeggiare, è l'ondeggiare del luogo, o contrada, ondeggiare che spazeggi in libertà, arcifigura, forma originaria della libertà che spazeggi libera del movimento che transcendeggi l'esserità sublime o singolarità che spazeggi, varia, incurveggi nello spazeggiare: lo spazio spazeggia nella sua libertà e curveggia o echeggia, ondeggia in contrade ove l'esserità vi abiti poeticamente, o poeteggi il curveggiare.


    Più filosofica della scienza e più rigorosa, più vicina all'Essenza della Cosa stessa, è l'arte sublime.
    L'arte è lo spazio o sublime che spazeggi o incurveggi spazitempi.
    Dasein sublime che sublimeggi o l’essere exstasità o esser-fuori-da, l’esserità dell’esserci è l’e-stasità che incurveggi spazitempi sublimi: esserità che e-staseggi il sublime.
    Spazio sublime del sublime che e-staseggi e incurveggi l’esserità sublime che spazeggi:essere che transcenteggi e incurveggi Esserità che spazitempeggi, quale essercità che sublimeggi.


    E' l’essercità che sublimeggi l' essere-la-radura-sublime,Lichtung-sein-sublime che spazeggi il sublime, la radura sublime che sublimeggi e incurveggi esserità sublime, non una qualità tra le altre, ma la fondamentale dell’essercità sublime che spazeggi nella radura sublime o Lichtung sublime che incurveggi l’esserità.


    Nel pensiero poetante heideggeriano l’esserità si dà sublime, sublimeggia, transcendeggia sublime nella verità dell’esserità sublime, è nella verità o eventità che incurveggi spazitempi.


    Heidegger spazeggia l’esserità e estaseggia il sublime o transcendeggia l’esserità nella verità, l’esserità si dà e può darsi soltanto là ove si spazeggia quale sublime svelarsi che sublimeggi e incurveggi esserità, non c'è senza spazeggiare l’essercità sublime che sublimeggi.












    I tigli del castello-giardino e lo sguardo oltre il muro splendono in brillanza e curveggia nel tempo la Pasqua, o dietro la collina il prossimo Natale.
    Dal campo chiasmeggia e curveggia verso la foresta il sublime.


    Poi c'è il curveggiare e si saluta in alto.
    Eventeggiano sul banchetto alcuni grandi pensieri poetanti, da interpretare.
    Ogni volta è un enigma o eventità, ma il curveggiare è in vista, là nel campo della radura sublime ove spazeggia l'essercità, lì incurveggia il piede sull'estensione della diradanza che risplendeggi.
    Tempeggia lì l'essercità, ondeggia l'eventità che curveggi, nei pensieri poetanti curveggia e ondeggia sul sentiero sublime ove il sentiero interrotto incurveggia.
    Il sentiero sublime dell'esserità ondeggia al curveggiare del pensante poetante come a quello dell'albeggiare.
    Con il lungo passare degli anni il curveggiare spesso riecheggia reminiscenze di gioco e di scelte,quando si è sotto il colpo d' ascia lì nella radura del bosco, lì si curveggia attraverso

 

 

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