Iran, oscurata "Repubblica". Vietato accedere alla homepage
Iran, oscurata "Repubblica" Vietato accedere alla homepage - Repubblica.it
TEHERAN - "In base alla legge sulla criminalità informatica l'accesso al sito richiesto non è possibile". È questo l'avvertimento che da qualche giorno si ritrova sul monitor chi cerca di collegarsi alla versione web di Repubblica usando un computer collegato alla rete iraniana. Stessa sorte tocca a chi tenta di aprire la home page della Bbc. Un oscuramento deciso dalle autorità di Teheran nell'ambito del nuovo giro di vite sulla possibilità di accedere all'informazione non di regime. A segnalare l'introduzione del blocco, che i più scafati tra gli utenti iraniani riescono comunque ad eludere seppure a loro rischio e pericolo, sono stati diversi operatori di ong presenti in Iran abituati a fare riferimento alle pagine web di Repubblica per avere un resoconto non censurato di quanto accade nel Paese. Allo stesso modo iraniani residenti in Italia hanno tentato invano ieri di leggere le consuete corrispondenze dall'Iran di amici e familiari, trovandosi davanti ad email inspiegabilmente bianche. Forme di censura che rappresentano appunto un giro di vite, in quanto anche nei giorni più caldi delle manifestazioni che hanno fatto seguito ai brogli elettorali dello scorso giugno Repubblica.it è sempre stata raggiungibile.
Con i nuovi fermenti di contestazione registrati negli ultimi giorni all'università Beheshti di Teheran che sembrano segnalare la possibilità di una nuova massiccia ondata di protesta, il regime sembra intenzionato a fare di tutto per scongiurare quanto accadde poco meno di un anno fa quando cronache, filmati e immagini della brutale repressione furono divulgati attraverso i blog e i canali dei social network. Come segnalava anche il New York Times, il resto del mondo è potuto venire a conoscenza degli incidenti scoppiati all'ateneo in occasione di una visita del presidente Mahmud Ahmadinejad solo grazie alle notizie riportate sulla pagina curata dal leader dell'opposizione riformatrice Hossein Mussavi su Facebook, mentre a diffondere le immagini degli scontri sono stati esclusivamente i filmati inseriti dagli stessi studenti su Youtube.
13 maggio 2010





