È rimasto solo il Bossi
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Di Franco Bechis
Si squaglia il Pd, Di Pietro in difficoltà. La Lega unica opposizione
Da qualche giorno Silvio Berlusconi è costretto a traballare su uno dei temi chiave del suo programma di governo, quello della compagnia di bandiera. È la prima volta che accade in nove mesi, anche se probabilmente la campagna di Umberto Bossi per costringere la Cai-Alitalia all'alleanza con Lufthansa e alla protezione di Malpensa non andrà oltre gli attuali effetti mediatici. I tedeschi non sembrano avere alcuna intenzione di entrare in società con Roberto Colaninno, e l'alleanza con Air France è invece in dirittura di arrivo. La campagna di Bossi offre quindi più che sostanza un segnale politico: il governo non ha più opposizione con il Pd alla frutta e Antonio Di Pietro in difficoltà. Così la trova all'interno...Una democrazia funziona davvero nell'equilibrio fra i poteri. Non si governa bene senza una buona opposizione. E a Berlusconi questa manca come il pane. Walter Veltroni si è dimostrato impotente in ogni occasione avuta, il suo partito si sta ormai squagliando muto sotto i colpi delle inchieste giudiziarie, la fifa matta di nuovi sviluppi, l'incapacità di reagire e un clima interno ormai invivibile. Basti per tutte il delizioso scambio di battute ieri in Transatlantico fra due compagni di partito come Piero Fassino e Pierluigi Mantini. A quest'ultimo, reo di avere espresso qualche perplessità sugli apporti finanziari dati da Ds e Margherita al Pd, Fassino ha replicato con un “dici solo cazzate, mi sono rotto i coglioni, ci vediamo in tribunale”. Non interessano le ragioni sulla questione, ma è evidente il clima che si sta vivendo all'interno del più grande partito di opposizione. Con Veltroni muto aveva tenuto banco finora l'iperattivismo di Antonio Di Pietro. Lui c'è ancora, tutto questione morale, bandiera del giustizialismo sventolata a piene mani. Ma dall'inchiesta di Napoli anche il suo partito esce con le ossa se non rotte molto ammaccate. Per chi si ergeva a censore di tutti, non c'è bisogno di chissà quale bufera giudiziaria. Basta e avanza la figuraccia rimediata con la storia del figlio e le storielle sulla struttura finanziaria dell'Italia dei valori. Berlusconi si trova così senza veri avversari, e la prateria lasciata deserta da chi dovrebbe occupare naturalmente quegli spazi è ora occupata con il fiuto politico di sempre da Bossi. Il leader della Lega lo ha fatto capire strizzando l'occhiolino ai giudici sulla riforma della giustizia (e vale assai più di quello di Di Pietro), poi con Alitalia, e lo farà
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