Tralasciamo i punti inutili e andiamo al sodo .
3) In un sistema giudiziario efficiente, il principio costituzionale dell'obbligatorietà dell'azione penale garantisce l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, assicurando l'obiettività nell'instaurazione del processo e, di conseguenza, certezza su quel che è lecito fare e su quel che invece non lo è. Di fatto, tale principio risulta però svuotato della sua effettività: dal momento che per l'autorità giudiziaria non è più possibile perseguire tutti i reati, molto (troppo) dipende dalla discrezionalità dei Pm. Ciò mina agli occhi dei cittadini il principio della legge uguale per tutti. Accanto ad una valutazione sui reati che è utile depenalizzare, può quindi essere opportuno che sia il Parlamento, sentita la Procura generale della Cassazione a fissare i criteri per individuare i reati ai quali dare priorità di trattazione (proposta Mancino). C'è semmai da chiedersi se tale metodo deve diventare la regola (ipotesi cui non credo) o piuttosto trovare attuazione per un periodo limitato, durante il quale prendere le misure necessarie per restituire al sistema la sua efficienza.
http://www.corriere.it/politica/09_g...4f02aabc.shtml
Quindi Fini si preoccupa dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge,uguaglianza minata dall'obbligatorietà dell'azione penale (..).
E per risolvere il problema della disuguaglianza propone che sia un Parlamento pieno di inquisiti e pregiudicati a decidere quali sono i reati cui dare la priorità.
Bravo Gianfranco !così sì che saremo davvero tutti più "uguali" !




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