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  1. #1
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Predefinito "Quel terrorista di De Andrè"

    "Quel terrorista di De Andrè"
    Così la polizia schedò il cantautore
    di MIMMO FRANZINELLI



    Fabrizio De Andrè


    TRA I possibili approcci alla musa di Fabrizio De André, il tema del potere è tra i più suggestivi, considerato che attraversa l'intero arco della sua produzione, dalla traduzione delle ballate di Georges Brassens (da "Il gorilla" a "Morire per delle idee") a un brano come "Il testamento di Tito", grondante ribellione esistenziale. Un potere non soltanto politico, ma che snatura la religione e s'insinua anche in ambito familiare. L'intero canzoniere del musicista genovese dispiega valenze libertarie, che hanno influenzato una parte significativa della generazione del '68 e ancora oggi parlano ai giovani.

    De André non si è mai atteggiato ad agit-prop. Ciò nonostante, la polizia lo ritenne un personaggio infido e pericoloso. A ridosso dell'attentato di piazza Fontana gli attivisti dell'ultrasinistra sono sottoposti a perquisizioni e interrogatori. Tra le centinaia di extraparlamentari inquisiti figura un certo Isaia Mabellini, in servizio di leva con gli alpini, considerato dal questore di Brescia un marxista-leninista; in calce alla relazione inviata il 20 dicembre 1969 alla Direzione generale della PS, un'osservazione significativa: "É in rapporto di amicizia con tale De André Fabrizio, non meglio generalizzato, ligure, universitario a Milano, filo cinese, noto cantautore e contestatore". Con inflessibile logica burocratica, la segnalazione coinvolge il musicista nelle indagini; dal ministero dell'Interno chiedono infatti ragguagli al questore di Brescia, Manganiello che il 25 maggio 1970 aggiorna il fascicolo Milano - Roma - Attentati dinamitardi del 12.12.1969: "Le Questure di Milano e Genova sono pregate di identificare il De André Fabrizio e fornire sul suo conto dettagliate informazioni direttamente".


    Nel giro di un paio di settimane la questura di Genova redige una circostanziata scheda: "Il De André Fabrizio, noto cantautore, pur essendo studente universitario fuori corso in giurisprudenza, si interessa di questioni artistiche, provvede alla incisione dei dischi delle proprie canzoni, ha effettuato qualche spettacolo in televisione, ma non appare mai nei pubblici teatri. Accompagnato sempre dalla moglie, viaggia a bordo dell'auto Fiat 600 targata GE-293864 ed è titolare del passaporto nr. 5191279 rilasciato a Genova il 10.12.1969. Non risultano precedenti penali a suo carico, salvo una denuncia, risalente al 28.8.1959 ad opera della Polizia di frontiera di Bardonecchia, per danneggiamento su edificio destinato al culto. In linea politica, pur non essendo aderente ad alcun partito o movimento - viene indicato come simpatizzante per l'estrema sinistra extraparlamentare e frequenta, in Genova, persone note per tale orientamento o favorevoli al PCI e al PSIUP".

    Alla vicenda s'interessa il questore di Milano Marcello Guida, assertore della pista rossa per la bomba stragista, che fa sorvegliare le frequentazioni milanesi del "sedicente De André": "Il predetto De André, cantautore, viene regolarmente in questo capoluogo ogni mese, alloggiando sistematicamente all'Hotel Cavour in questa via Fatebenefratelli n. 21 e ripartendo il giorno successivo, dopo aver preso contatti con dirigenti di case discografiche". Per qualche tempo l'attenzione investigativa si affievolisce, tranne riprendere con maggiore insidiosità nel giugno 1976, quando l'Antiterrorismo relaziona sull'acquisto di "un appezzamento di terreno in località Tempio Pausania (Sassari) dove intenderebbe istituire una comune per extraparlamentari di sinistra. Nei periodi di permanenza in Genova, lo stesso avrebbe contatti con elementi appartenenti al gruppo anarchico ed a quello filocinese. Il De André è persona nota a codesto Ministero".

    L'antiterrorismo ligure accerta che il musicista è "emigrato in data 12/3/1976 a Tempio Pausania" e invia all'Ispettorato Generale per l'Azione Contro il Terrorismo e al Nucleo Antiterrorismo di Cagliari un nutrito rapporto, in cui si registra la sua adesione al Comitato genovese per la difesa del divorzio, come se rivestisse risvolti penali.

    Trascorso un triennio, un aggiornato promemoria viene inserito dal SISDE in due distinte collocazioni archivistiche: "Brigate Rosse - Varie" e "Fabrizio De André". Stavolta il cantautore viene definito senza mezzi termini un simpatizzante dei terroristi e un loro finanziatore: "Secondo la nota fonte confidenziale il Circolo "Due Porte" è una recente creazione di copertura per le Brigate Rosse. In esso si tengono normali riunioni di circolo politico-ricreativo e riunioni ristrette per l'organizzazione eversiva. Lo stesso Circolo deve servire da strumento economico e la raccolta dello sfruttamento dei fondi economici necessari alle Brigate Rosse. Una delle prime iniziative è stato lo spettacolo del cantautore Fabrizio De André alla Fiera del Mare. Il cantante, simpatizzante delle BR, è stato invitato da il "Due Porte"".

    I malevoli investigatori ignorano la produzione artistica del musicista, che nel 1973 - quando il terrorismo di sinistra era in incubazione - dedica il 33 giri Storia di un impiegato a un sessantottino deluso tramutatosi in giustiziere proletario, visitato da incubi notturni in cui il sistema si fa beffa di lui e lo utilizza per rafforzarsi: "Noi ti abbiamo osservato dal primo battere del cuore / fino ai ritmi più brevi dell'ultima emozione, / quando uccidevi, favorendo il potere / i soci vitalizi del potere ammucchiati in discesa / a difesa della loro celebrazione".

    Pur senza disporre di riscontri minimamente verosimili, questori e agenti investigativi diffidano di De André, indirettamente ricollegato all'eccidio di Milano e poi trasformato in fiancheggiatore delle Brigate Rosse... Un'immagine totalmente fantastica, frutto di ottusità e di pregiudizio, oltre che di abissale incomprensione. Più che su De André, questi rapporti segnaletici ci informano sulla mentalità dei loro estensori: inadeguati sul piano professionale, disponibili a dare ombra a fantasmi, secondo i desideri dei loro superiori, in un pauroso deficit di cultura democratica.


    (10 gennaio 2009)
    http://www.repubblica.it/2009/01/sez...-schedato.html

  2. #2
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Fabrizio 2009. Dieci anni senza Faber

    La serata evento di Che Tempo che Fa per Fabrizio De Andrè. A dieci anni dalla scomparsa, un “best of” in diretta televisiva per ricordare il grande cantautore


    Un cast di stelle per ricordare Fabrizio De André a dieci anni dalla sua scomparsa, una sorta di “best of” in diretta televisiva per concentrare le emozioni di quanti l’11 gennaio si sentono legati tra loro attraverso la musica di Faber.

    Nasce così Fabrizio 2009, lo speciale di Che tempo che in onda stasera dalle 20.10 alle 23.50 su Rai Tre, condotto da Fabio Fazio con Dori Ghezzi. Da dieci anni l’11 gennaio è una giornata particolare per gli appassionati: Fabrizio 2009 vuole ricordare con la sua musica e con il sorriso il grande Faber, una festa cui parteciperanno Luciana Littizzetto e Antonio Albanese insieme a tanti amici.

    In studio: Lucio Dalla, Gianna Nannini, Franco Battiato, Antonella Ruggiero, Andrea Bocelli, Vinicio Capossela, Nicola Piovani, Eugenio Finardi, Samuele Bersani, Piero Pelù, Edoardo Bennato, Massimo Bubola, Tiziano Ferro, Ivano Fossati.
    In collegamento da alcuni dei luoghi simbolo: Lorenzo Cherubini Jovanotti dal cimitero di Spoon River (Lewiston, Illinois); Roberto Vecchioni dalla scuola “Fabrizio De André” di Peschiera Borromeo; Cristiano De André e Mauro Pagani dal Porto Antico di Genova; la PFM dal Teatro “F. De André” di Casalgrande (Reggio Emilia); Giovanna Zucconi dal Centro Studi “Fabrizio de André” dell’Università di Siena.

    La confezione musicale di Fabrizio 2009 è affidata a Mark Harris, musicista e collaboratore di De André così come la maggior parte dei componenti della house band (Rosario Iermano, Ellade Bandini, Michele Ascolese, Claudio Pascoli, Pier Michelatti) che accompagnerà i diversi artisti nelle loro esecuzioni.

    La rilettura delle canzoni scelte, che coprono l’intera produzione di De André, è un ideale viaggio nel tempo.
    Fabrizio 2009 ha un prologo nella lunga intervista di Fabio Fazio a Renzo Piano sul rapporto tra Fabrizio De André e Genova.

    Nel corso della serata ci sarà un unico momento in cui si ascolterà la voce di De André che come un’onda attraverserà da Nord a Sud il nostro Paese. Tra le 22.40 e le 22.50, Amore che vieni amore che vai verrà trasmessa in contemporanea, nella sua versione originale, da Che tempo che fa e dalle emittenti radiofoniche italiane: Radio Rai, Radio Deejay, Radio 105 Network, RTL 102.5, Radio Italia Solo Musica Italiana, Radio R101, RMC Radio Monte Carlo, Radio Kiss Kiss, Radio Capital, Radio 24, m2o, Radio Popolare Network, Rete Nazionale CNR Radio FM, LifeGate Radio, Latte Miele, il circuito Radio Città Futura, decine di radio regionali e interregionali e centinaia di emittenti locali.

    Nello studio di Che tempo che fa, Amore che vieni amore che vai sarà accompagnata da immagini in diretta delle città italiane realizzate dalle diverse Sedi Regionali della Rai: un simbolico e suggestivo abbraccio in audio e in video per ricordare come Fabrizio De André, ancora oggi, costituisca un raro esempio nel nostro Paese di appartenenza a tutti.

    “Degli infiniti modi possibili per raccontare Fabrizio De André”, ha detto Fabio Fazio, “ho scelto quello che mi è sembrato più opportuno: far accompagnare le esibizioni degli artisti da riflessioni che nascono proprio dai temi tipici delle sue canzoni, la guerra, l’amore, gli umili, Genova, il mare, la religiosità, così da formare alla fine della serata una sorta di piccolo vocabolario di De André ad uso e consumo di tutti noi. Sarà un appuntamento più emotivo che televisivo”, ha concluso il conduttore, “e mi riempie di gioia assistere da spettatore privilegiato allo spettacolo difficilmente ripetibile di tanti artisti che reinventano De André e gli ridanno voce, accettando, per una volta, di condurci tutti quanti ascoltandolo, In direzione ostinata e contraria”.


    La scaletta della serata
    • Le nuvole
      Luciana Littizzetto e Lalla Pisano recitano
      di F. De André – M. Pagani
      da Le nuvole, 1990
    • Don Raffaé
      canta Lucio Dalla
      di F. De André – M. Bubola – M.Pagani
      da “Le nuvole”, 1990
    • Via del campo
      canta Gianna Nannini
      di F. De André – E. Jannacci
      Da “Volume I”, 1967
    • Girotondo (da Peschiera Borromeo, Istituto Statale Comprensivo F. De André)
      canta Roberto Vecchioni
      di F. De Andrè
      da “Tutti morimmo a stento”, 1968
    • Inverno
      canta Franco Battiato
      di F. De André
      da “Tutti morimmo a stento”, 1968
    • Bocca di Rosa (collegamento dal teatro F. De André, Casalgrande Reggio Emilia)
      canta la PFM canta
      di F. De André
      da “Volume I”, 1967
    • Ave Maria
      canta Antonella Ruggiero
      di F. De André
      da “La Buona Novella”, 1970
    • La canzone dell’amore perduto
      canta Andrea Bocelli
      di F. De André (musica tratta dal Concerto in Re maggiore per tromba, archi e continuo, “Adagio” di Georg Philip Telemann.)
      Singolo del 1966
    • La città vecchia
      canta Vinicio Capossela
      di Fabrizio De André
      singolo del 1965
    • Il suonatore Jones (collegamento da Spoon River)
      canta Jovanotti
      di F. De André – G. Bentivoglio – N. Piovani
      da “Non al denaro non all’amore né al cielo”, 1971
    • Verranno a chiederti del nostro amore
      Nicola Piovani e Eugenio Finardi
      di F. De André – G. Bentivoglio – N. Piovani
      da “Storia di un impiegato”, 1973
    • Il bombarolo
      canta Samuele Bersani
      di F. De André – G. Bentivoglio – N. Piovani
      da “Storia di un impiegato”, 1973
    • Amore che vieni amore che vai
      ASCOLTO CANZONE in contemporanea con le radio
      di F. De André
      Singolo del 1966
    • Il pescatore
      canta Piero Pelù
      di F. De André
      Singolo del 1970
    • Quello che non ho
      cantano Edoardo Bennato e Massimo Bubola
      di F. De André – M. Bubola
      da Fabrizio De André (L’indiano), 1981
    • Le passanti
      canta Tiziano Ferro
      di F. De André – G. Brassens (traduzione di Les Passantes di G. Brassens, tratta da una poesia di Antoine Paul)
      da Canzoni, 1974
    • Smisurata preghiera
      canta Ivano Fossati
      di F. De André – I. Fossati (liberamente tratta dalla Saga di Maqroll – Il gabbiere di Alvaro Mutis)
      da Anime salve, 1996
    • Creuza de mä (collegamento dal Porto Antico di Genova)
      cantano Cristiano De André e Mauro Pagani
      di F. De André – M. Pagani
      da Creuza de m
      ä, 1984

    http://canali.kataweb.it/kataweb-gua...i-senza-faber/

  3. #3
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    signore iddio risparmiaci jovanotti che stupra il suonatore jones

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Kowalsky Visualizza Messaggio
    signore iddio risparmiaci jovanotti che stupra il suonatore jones
    qua in italia si stupra tutto, compresi liberalismo e comunismo....
    Addio Tomàs
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  5. #5
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    non ci è stato risparmiato

  6. #6
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    Ecco appunto, leggendo testi come "la domenica delle salme" mi chiedevo come sia possibile che De Andrè venga tritato nelle mollicce seratine di casa Fazio, tempio del conformismo, dall'insulso circuito del sinistrume artistoide dei Jovanotti, Dalla, Pelù.
    Non sono un espertissimo di De andrè, anche se ovviamente conosco molte sue canzoni, ma qualche cultore di De Andrè riesce a capire come sia possibile?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Soso. Visualizza Messaggio
    Ecco appunto, leggendo testi come "la domenica delle salme" mi chiedevo come sia possibile che De Andrè venga tritato nelle mollicce seratine di casa Fazio, tempio del conformismo, dall'insulso circuito del sinistrume artistoide dei Jovanotti, Dalla, Pelù.
    Non sono un espertissimo di De andrè, anche se ovviamente conosco molte sue canzoni, ma qualche cultore di De Andrè riesce a capire come sia possibile?
    Sai cosa voleva dire Marx quando parlava di 'cane morto'?
    Addio Tomàs
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  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da agaragar Visualizza Messaggio
    Sai cosa voleva dire Marx quando parlava di 'cane morto'?
    Sì e quindi?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Soso. Visualizza Messaggio
    Ecco appunto, leggendo testi come "la domenica delle salme" mi chiedevo come sia possibile che De Andrè venga tritato nelle mollicce seratine di casa Fazio, tempio del conformismo, dall'insulso circuito del sinistrume artistoide dei Jovanotti, Dalla, Pelù.
    Non sono un espertissimo di De andrè, anche se ovviamente conosco molte sue canzoni, ma qualche cultore di De Andrè riesce a capire come sia possibile?
    due elementi: alcuni di questi (serra, vasco rossi, dori ghezzi e compagnia) erano semplicemente i suoi amici, quindi si sono assunti, a torto o a ragione, il ruolo di "ricordatori ufficiali"
    e poi de andrè ora è morto, quindi non può ricordargli che loro avevano lingue adatte per il vaffanculo

 

 

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