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  1. #21
    Socialcapitalista
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    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
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    Predefinito Fu anke rapito...

    Nella seconda metà degli anni '70, in previsione della nascita della figlia Luisa Vittoria, De André si stabilisce nella tenuta sarda dell'Agnata, a due passi da Tempio Pausania, insieme a Dori Ghezzi, sua compagna dal 1974, poi sposata nel 1989. La sera del 27 agosto 1979, la coppia fu rapita dall'anonima sequestri sarda e tenuta prigioniera nelle montagne di Pattada, per essere liberata dopo quattro mesi (Dori fu liberata il 21 dicembre, Fabrizio il 22), dietro il versamento del riscatto, di circa 550 milioni di lire, in buona parte pagato dal padre Giuseppe.


    De André con Dori Ghezzi e la piccola LuviIntervistato all'indomani della liberazione (il 23 dicembre in casa del fratello Mauro) da uno stuolo di giornalisti, Faber tracciò un racconto pacato dell'esperienza («...ci consentivano, a volte, di rimanere a lungo slegati e senza bende») ed ebbe parole di pietà per i suoi carcerieri («Noi ne siamo venuti fuori, mentre loro non potranno farlo mai»). Questa posizione inconsueta, nel quadro di un invito di De André a ragionare seriamente sulla realtà sociale sarda, attirò critiche feroci di certa stampa che tese a colpevolizzare in modo retorico e sensazionalistico i sequestrati.

    L'esperienza del sequestro si aggiunse al già consolidato contatto con la realtà e con la vita della gente sarda, e gli avrebbe ispirato diverse canzoni, scritte ancora con Bubola e raccolte in un album senza titolo, pubblicato nel 1981, comunemente conosciuto come "L'indiano" dall'immagine di copertina che raffigura un nativo americano. Trasparente la similitudine fra il popolo indiano e quello sardo, entrambi, pare sostenere il cantante, rinchiusi in riserve se non altro culturali, entrambi vittime di dominazioni sociali, tanto che arrivò a sostenere il movimento indipendentista sardo affermando «I sardi, a mio parere, deciderebbero meglio se fossero indipendenti».

    Sottili, ma non velate, furono le allusioni all'esperienza del sequestro: dalla stessa ripresa della locuzione "Hotel Supramonte" (con cui da sempre i sardi chiamavano l'industria dei sequestri) alla descrizione degli improvvisati banditi cui, comunque, non intese negare note di un certo romanticismo ed una connotazione di proletariato periferico che per questo meritava, coerentemente con le sue tematiche privilegiate, una forte attenzione. Al processo, De André confermò il perdono per i suoi carcerieri, ma non per i mandanti perché persone economicamente agiate.

    Fabrizio De Andrè - Hotel Supramonte

    E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
    tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
    e una lettera vera di notte falsa di giorno
    poi scuse accuse e scuse senza ritorno
    e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
    col suo ordine discreto dentro il cuore
    ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

    Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
    grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
    e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
    sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
    passerà anche questa stazione senza far male
    passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
    ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

    E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
    ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
    ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
    cosa importa se sono caduto se sono lontano
    perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
    perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
    ma dove dov'è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  2. #22
    Life sucks...
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    Citazione Originariamente Scritto da agaragar Visualizza Messaggio
    Nella seconda metà degli anni '70, in previsione della nascita della figlia Luisa Vittoria, De André si stabilisce nella tenuta sarda dell'Agnata, a due passi da Tempio Pausania, insieme a Dori Ghezzi, sua compagna dal 1974, poi sposata nel 1989. La sera del 27 agosto 1979, la coppia fu rapita dall'anonima sequestri sarda e tenuta prigioniera nelle montagne di Pattada, per essere liberata dopo quattro mesi (Dori fu liberata il 21 dicembre, Fabrizio il 22), dietro il versamento del riscatto, di circa 550 milioni di lire, in buona parte pagato dal padre Giuseppe.


    De André con Dori Ghezzi e la piccola LuviIntervistato all'indomani della liberazione (il 23 dicembre in casa del fratello Mauro) da uno stuolo di giornalisti, Faber tracciò un racconto pacato dell'esperienza («...ci consentivano, a volte, di rimanere a lungo slegati e senza bende») ed ebbe parole di pietà per i suoi carcerieri («Noi ne siamo venuti fuori, mentre loro non potranno farlo mai»). Questa posizione inconsueta, nel quadro di un invito di De André a ragionare seriamente sulla realtà sociale sarda, attirò critiche feroci di certa stampa che tese a colpevolizzare in modo retorico e sensazionalistico i sequestrati.

    L'esperienza del sequestro si aggiunse al già consolidato contatto con la realtà e con la vita della gente sarda, e gli avrebbe ispirato diverse canzoni, scritte ancora con Bubola e raccolte in un album senza titolo, pubblicato nel 1981, comunemente conosciuto come "L'indiano" dall'immagine di copertina che raffigura un nativo americano. Trasparente la similitudine fra il popolo indiano e quello sardo, entrambi, pare sostenere il cantante, rinchiusi in riserve se non altro culturali, entrambi vittime di dominazioni sociali, tanto che arrivò a sostenere il movimento indipendentista sardo affermando «I sardi, a mio parere, deciderebbero meglio se fossero indipendenti».

    Sottili, ma non velate, furono le allusioni all'esperienza del sequestro: dalla stessa ripresa della locuzione "Hotel Supramonte" (con cui da sempre i sardi chiamavano l'industria dei sequestri) alla descrizione degli improvvisati banditi cui, comunque, non intese negare note di un certo romanticismo ed una connotazione di proletariato periferico che per questo meritava, coerentemente con le sue tematiche privilegiate, una forte attenzione. Al processo, De André confermò il perdono per i suoi carcerieri, ma non per i mandanti perché persone economicamente agiate.

    Fabrizio De Andrè - Hotel Supramonte

    E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
    tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
    e una lettera vera di notte falsa di giorno
    poi scuse accuse e scuse senza ritorno
    e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
    col suo ordine discreto dentro il cuore
    ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

    Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
    grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
    e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
    sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
    passerà anche questa stazione senza far male
    passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
    ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

    E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
    ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
    ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
    cosa importa se sono caduto se sono lontano
    perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
    perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
    ma dove dov'è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore
    E nonostante tutto è rimasto in Sardegna, aggiungerei.

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da Rexal Visualizza Messaggio
    E nonostante tutto è rimasto in Sardegna, aggiungerei.
    Ormai il rapimento c'era stato, ma certo non fu una bella pubblicità
    Addio Tomàs
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  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da agaragar Visualizza Messaggio
    Ormai il rapimento c'era stato, ma certo non fu una bella pubblicità
    Se fosse vivo De Andrè potrebbe anche dirti che a quei disperati della pubblcità non gliene poteva fregare di meno.

  5. #25
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    E agli altri?

    O stai dicendo ke perdù si è fatto le kase rapando la gente
    Addio Tomàs
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  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da agaragar Visualizza Messaggio
    E agli altri?

    O stai dicendo ke perdù si è fatto le kase rapando la gente
    AHAHAAHAHAHAH! no, se parli dei mandanti, manco so chi fossero....

  7. #27
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    Bei rriccorddi, mio cugginno unno dei seccuestrattorri erra e ammicco di De Andrrè divventò.

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Proletarier Visualizza Messaggio
    Bei rriccorddi, mio cugginno unno dei seccuestrattorri erra e ammicco di De Andrrè divventò.
    Era Willy?

  9. #29
    Amico di stocà
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  10. #30
    Amico di stocà
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    e questa:
    http://www.youtube.com/watch?v=Sxsf_rhj2KE
    molto bella anche quella scelta da blob..
    bravu guaglioncell'!

 

 
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