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la società è convivenza, e la convivenza produce da sé diverse istituzioni sociali: il linguaggio, la moneta, la morale e le regole. una società anarchica non impone le proprie regole a chi non vuole, anche se punirà chi le trasgredisce. non ci sono ovviamente certezze riguardo l'evoluzione di queste regole, che potrebbero benissimo diventare coercitive. però, fino a quando la loro accettazione fosse consensuale, allora non avremmo uno stato. almeno, io la vedo così. spero di aver risposto.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
L.Gasparini
RAudisio e Scarpellini,scusate se mi intrometto nella discussione,ma mi vengono delle domande,dalla lettura attenta che faccio di tutti gli interventi, che sono indirizzate tutte alla "necessità" tutta mia di capire .
Ora,il sistema giuridico chiamato Stato è sicuramente una violenza,perchè non lascia la possibilità di recedere dalle sue regole,imposte e sedimentate negli anni,quando qualcuno non le ritenesse compatibili con la sua visione o con le sue aspettative di vita e questo mi pare un concetto condiviso.
Ora la mia domanda è sempre rivolta all'alternativa a questo sistema giuridico.
D'accordo che l'alternativa potrebbe essere quella delle libere associazioni,ma ci sono cose che per "funzionare" debbono avere un coordinamento condiviso e le mie perplessita,vengono sempre in questa direzione.
Dialogando con Pollok,ad esempio ho parlato di pedofilia e di usura e lui giustamente mi ha fatto notare che ambedue non sono "crimini" se non sono imposti con la violenza,ma tento di ribadire il concetto,che ho tentato di toccare con quegli esempi,forse non riuscendoci.
Ci sono delle situazioni nella vita quotidiana che molto difficilmente si possono gestire in maniera privatistica e quindi comportano un inevitabile organizzazione di massa.Ci sono anche o almeno ci devono essere,principi condivisi che non possono lasciare libera interpretazione,quindi diventerebbe necessario stabilire delle regole,che se diventassero di massa sarebbero equivalenti a "leggi" comuni a cui tutti si dovrebbero rifare.Ecco di fronte a questo chi verrebbe chiamato a "imporne" il rispetto?
Non si sarebbe punto a capo alla ricostituzione di uno Stato sotto una forma o una denominazione diversa?
Colgo l'occasione per insistere nel dire che il fatto di ragionare sotto il profilo "privatistico" opposto al profilo "statuale" è fuorviante.
Possiamo opporre la privatizzazione alla statalizzazione... allo statalismo... al socialismo... ma non alla Statualità!
La privatizzazione e la socializzazione sono scelte politiche ideologiche adottabili all'interno di una qualsiasi organizzazione sia essa Statuale o Non-statuale.
La libertà di adesione, che io auspico ed invoco, esula da scelte politiche privatistiche o socialiste, che per me vengono dopo e che demando all'individuo.
Se ragioniamo in termini di Libertà, non siamo io o tu Gasparini che dobbiamo stabilire se è necessaria una "organizzazione di massa" o se è possibile gestire tutto in forma privata, la risposta dev'essere data liberamente (sovranamente) da ciascun individuo per se stesso.
Le "leggi comuni" vengono stabilite dagli Stati Sovrani. Ma questi ultimi , per ora, convivono benissimo anche senza "leggi comuni" superiori, a parte il principio di diritto internazionale (che non è imposto da un'autorità superiore) fondato sull'unico principio di reciproco rispetto della Sovranità.
I singoli Stati Sovrani e le loro Unioni o confederazioni scelgono poi le politiche socialiste o privatiste che preferiscono, ma già l'unione o la confederazione non è più di per se un "Superstato" cioè non è coercitiva nei confronti degli Stati Membri se questi possono scegliere di separarsi quando vogliono.
Dunque se si stabilisce che ciascun singolo individuo è Sovrano (come uno Stato) e che l'associazione è una confederazione volontaria di individui, ripetiamo un Sistema già esistente e funzionante, ma non Statuale perchè come detto le confederazioni, che permettono all'aderente di uscirsene dall'associaione quando vuole, non sono degli Stati.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
teo scarpellini
la società è convivenza, e la convivenza produce da sé diverse istituzioni sociali: il linguaggio, la moneta, la morale e le regole. una società anarchica non impone le proprie regole a chi non vuole, anche se punirà chi le trasgredisce. non ci sono ovviamente certezze riguardo l'evoluzione di queste regole, che potrebbero benissimo diventare coercitive. però, fino a quando la loro accettazione fosse consensuale, allora non avremmo uno stato. almeno, io la vedo così. spero di aver risposto.
Beh.. Beh.. non ti pare che punire chi trasgredisce le regole equivalga ad imporle?
Nel linguaggio ad esempio non vengono imposte alcune regole (scuola a parte), ad esempio io non mi sognerei mai di punire Antonio Dipietro quando cerca di parlare in Italiano... al masssimo se mi danno fastidio i suoi errori grammaticali non lo ascolto!
L'unica regola che potremmo pensare di "imporre", senza un'autorità superiore che lo faccia, è il principio di sovranità. Esattamente nella stessa maniera che si impone a livello internazionale tra gli stati... chi lo trasgredisce se ne assume la responsabilità e le conseguenze. Mentre tutti gli individui sono consapevoli che una volta violato quel principio, la libertà di tutti viene messa a rischio, e si instaura l'unico vero nemico dell'individuo: LO STATO. Dunque tutti gli individui avranno interesse ad intervenire per ristabilire il principio di sovranità.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
teo scarpellini
la società è convivenza, e la convivenza produce da sé diverse istituzioni sociali: il linguaggio, la moneta, la morale e le regole. una società anarchica non impone le proprie regole a chi non vuole, anche se punirà chi le trasgredisce. non ci sono ovviamente certezze riguardo l'evoluzione di queste regole, che potrebbero benissimo diventare coercitive. però, fino a quando la loro accettazione fosse consensuale, allora non avremmo uno stato. almeno, io la vedo così. spero di aver risposto.
La società anarchica non impone le proprie regole ma punisce chi le trasgredisce: ma se non intende imporle come può punire il trasgressore?
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Citazione:
Originariamente Scritto da
RAudisio
Beh.. Beh.. non ti pare che punire chi trasgredisce le regole equivalga ad imporle?
Ops, nn avevo letto, avrei evitato una domanda! :)
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Cmq lo stato non esiste, è solo un'astrazione, è solo una illusione giuridica, talmente radicata che facciamo fatica ad accorgercene.
In realtà esistono solamente degli uomini malvagi che esercitano sistematicamente la coercizione su altri uomoni.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
-Duca-
Cmq lo stato non esiste, è solo un'astrazione, è solo una illusione giuridica, talmente radicata che facciamo fatica ad accorgercene.
In realtà esistono solamente degli uomini malvagi che esercitano sistematicamente la coercizione su altri uomoni.
Nella sua sostanza quanto affermi è un po' quello che sostengo anche io quando paragono il ladro, alla Mafia allo Stato propriamente detto.
Ma dire che lo Stato non esiste, o che la Mafia non esiste mi sembra un'affermazione quantomeno ardita!
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Citazione:
Originariamente Scritto da
RAudisio
E' un po' quello che sostengo anche io quando paragono il ladro, alla Mafia allo Stato propriamente detto.
Ma dire che lo Stato non esiste, o che la Mafia non esiste mi sembra un'affermazione quantomeno ardita!
non vorrei che rischiassimo di cadere nelle concezioni organicistiche dello stato, che a me sinceramente non sono mai piaciute..
stato e mafia in definitiva sono solo 2 nomi propri di 2 associazioni di uomini...
come scriveva all'incirca Mises: "è il boia che uccide il condannato a morte, non lo stato".
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Citazione:
Originariamente Scritto da
-Duca-
Cmq lo stato non esiste, è solo un'astrazione, è solo una illusione giuridica, talmente radicata che facciamo fatica ad accorgercene.
In realtà esistono solamente degli uomini malvagi che esercitano sistematicamente la coercizione su altri uomoni.
Non capisco la differenza dal momento che i libertari sostengono l'equazione tra questa illegittima coercizione e lo stato, se lo stato è nulla come dici anche la coercizione (logicamente) è nulla, astrazione, illusione.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Πλάτων
Non capisco la differenza dal momento che i libertari sostengono l'equazione tra questa illegittima coercizione e lo stato, se lo stato è nulla come dici anche la coercizione (logicamente) è nulla, astrazione, illusione.
dai, basta cazzate per piacere.