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Anzitutto,saluto tutti,dato che sono un neo iscritto,poi vorrei cominciare con il chiedere se qualcuno può darmi una spiegazione,il più semplice possibile di come possano avere un applicazione pratica le teorie e le tesi,che comunque sposo in toto,che stanno alla base dell'anarcocapitalismo.Mi rendo conto di chiedere qualcosa che equivale a una domanda da qualche milione di euro,ma davvero,mi piacerebbe,se possibile semplificare per capire.
Per cominciare,appunto.Grazie!
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Citazione:
Originariamente Scritto da
L.Gasparini
Anzitutto,saluto tutti,dato che sono un neo iscritto,poi vorrei cominciare con il chiedere se qualcuno può darmi una spiegazione,il più semplice possibile di come possano avere un applicazione pratica le teorie e le tesi,che comunque sposo in toto,che stanno alla base dell'anarcocapitalismo.Mi rendo conto di chiedere qualcosa che equivale a una domanda da qualche milione di euro,ma davvero,mi piacerebbe,se possibile semplificare per capire.
Per cominciare,appunto.Grazie!
ciao!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!:-01#44
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Orso von Hobantal
Credo che più che altro quella della S maiuscola sia una tradizione iniziata con Hegel (o meglio dai suoi traduttori). Oltre al fine di togliere l'ambiguità linguistica c'è anche un intento celebrativo. Tuttavia l'italiano di lemmi con più accezioni ce ne ha molti e non si adatta lo stesso stratagemma e nel parlato non credo di essere mai stato frainteso nel caso specifico. Credo che in questo forum i più sappiano ciò e scrivano con la s minuscola per intento deliberato, personalmente io mi associo con loro.
No, questa differenziazione linguistica ha sicuramente radici più lontane, ovviamente italiane, d'epoca rinascimentale vedasi Giulio Cesare Capaccio e Niccolò Machiavelli.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
L.Gasparini
Anzitutto,saluto tutti,dato che sono un neo iscritto,poi vorrei cominciare con il chiedere se qualcuno può darmi una spiegazione,il più semplice possibile di come possano avere un applicazione pratica le teorie e le tesi,che comunque sposo in toto,che stanno alla base dell'anarcocapitalismo.Mi rendo conto di chiedere qualcosa che equivale a una domanda da qualche milione di euro,ma davvero,mi piacerebbe,se possibile semplificare per capire.
Per cominciare,appunto.Grazie!
Lo so, questo mio thread si è ammosciato (soprattutto per colpa mia che non ho più avuto tempo di intervenire incisivamente), e se il tuo intento era quello di ravvivarlo te ne sono grato, ma per l'argomento che proponi sarebbe meglio aprirne uno nuovo. Magari inizia tu col chiedere quali sono le teorie anarco capitaliste che giudichi inapplicabili praticamente.
Perchè direi anzi che tra tutte le possibili società anarchiche, forse quella del free-market è la più efficiente, meno utopiche, insomma con i piedi ben saldi a terra.
Ti prego davvero: apri un altro thread sul tema.
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Perché usare la minuscola:
Citazione:
In terming the director society (as the Marxians do), state (with a capital S), government, or authority, people tend to forget that the director is always a human being, not an abstract notion or a mythical collective entity. We may admit that the director or the board of directors are people of superior ability, wise and full of good intentions. But it would be nothing short of idiocy to assume that they are omniscient and infallible.
L. von Mises, Human Action, Chapter XXV.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
L.Gasparini
Anzitutto,saluto tutti,dato che sono un neo iscritto,poi vorrei cominciare con il chiedere se qualcuno può darmi una spiegazione,il più semplice possibile di come possano avere un applicazione pratica le teorie e le tesi,che comunque sposo in toto,che stanno alla base dell'anarcocapitalismo.Mi rendo conto di chiedere qualcosa che equivale a una domanda da qualche milione di euro,ma davvero,mi piacerebbe,se possibile semplificare per capire.
Per cominciare,appunto.Grazie!
Benvenuto Gasparini. Hai trovato la strada giusta.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Orso von Hobantal
Perché usare la minuscola:
L. von Mises, Human Action, Chapter XXV.
Grazie per l'illuminazione
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Ringrazio,per il benvenuto.
Ad audisio però,risponderei che non mi sembra necessario aprire un altro thread.Su questo ho già letto cose interessanti che sono,in fondo, alla base della domanda che ho fatto.Come ho detto,il tema anarcocapitalista ,mi interessa molto,quello che vorrei capire,con tutti i miei limiti è una trasposizione pratica e concreta della teoria.
Sul fatto che si debba partire dal fatto che,ognuno debba essere "padrone" di se stesso e di tutto quello che con il proprio impegno e con le proprie capacità,mette assieme.ci sono,ma poi c'è innegabilmente un aspetto ,cosidetto pubblico,per cui ognuno di noi,in qualche misura si mescola tra la gente.Ecco,in quel momento chi diventa il regolatore degli eventi,cosidetti pubblici?Lo Stato,almeno cosi come lo conosciamo,non mi sembra la soluzione,anzi è esattamente quella da cui rifuggo,quello che vorrei capire,se vi va di tentare di farmelo capire è l'alternativa.
Ringrazio,a prirori,coloro di buona volontà che avranno voglia di cimentarsi.
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Ciao,
se ho capito bene a te interessa sapere chi tutelerebbe i diritti degli individui in una società senza stato. Detto in estrema sintesi -anche perché non sono sicuro si questa la domanda a cui cerchi una risposta-, per i libertari i "diritti" sono solo diritti di proprietà, quindi negli scambi volontari fra individui gli stessi si tutelano tramite il contratto il quale a sua volta, nel caso di accordi disattesi, può essere fatto rispettare da società di arbitrato, tribunali e agenzie di protezione privati a cui rivolgersi come si fa con qualunque altro fornitore di servizi sul mercato.
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Io voglio gridare che lo stato è una montagna di merdaaaa!
(Ho letto solo il titolo, non c'ho tempo, scrivete troppo.)