
Originariamente Scritto da
fcalvano
Caro Richy 1986,
Ti rispondo con un nuovo inserimento in Forum perché il chiarimento che sto per darti possa servire anche ad altri.
L’auspicio che fai all’inizio del tuo intervento, cioè quello di evitare un defautl, è lo stesso che ci facciamo tutti, non solo, ma sia il mio interevento, che quello dell’economista Luigi Zingales, dal quale ho tratto spunto, sono in perfetta sintonia con il tuo auspicio. Solo che Zingales, dopo una esauriente analisi, conclude che tutto sommato il default non avverrà dal momento che una classe politica vecchia all’anagrafe e probabilmente radicata alle tradizioni del passato e alla difesa del presente, a scapito delle generazioni future, non abbia alcun interesse per determinarlo.
Al contrario, io sostengo :
1) che indipendente dalla volontà dei politici al potere, con la situazione del Debito in cui ci ritroviamo come Paese, il default potrà essere determinato dalla realtà delle cose e degli avvenimenti;
2) per esempio, se usciremo male dalla crisi che verrà, non da quella appena incipiente di oggi, il Debito è destinato ad aggravarsi ulteriormente;
3) e se è vero, come è vero, che esso è già insostenibile oggi, figuriamo dopo un ulteriore peggioramento, che è iniziato già con il 2008, perché dopo il mio intervento l’Istat ha annunziato un peggioramento del 2%;
4) che sia insostenibile, anzi che ci stia divorando lentamente, è ampiamente comprovato da una semplicissima constatazione : ogni anno i cittadini tutti paghiamo 140-150 mila mld di vecchie lire per interessi sui titoli pubblici, che potrebbero essere utilmente destinati a redistribuzione del reddito e a sviluppo;
5) detti interessi finiscono nella tasche di quel 10% di gran ricchi e/o furbetti che la Banca d’Italia ha individuato come coloro che posseggono il 50% della ricchezza nazionale;
6) se vuoi capire fino in fondo come si sia originato tutto ciò e quali potrebbero essere i rimedi, molti dei quali li hai indicati anche tu nella parte finale, ti invito a leggere l’opuscolo da me pubblicato all’inizio del 2007 “Perché urge la Patrimoniale” e inserito sul web, che puoi raggiungere ciccando da Google “studio calvano”.
Con stima. Francesco Calvano