IL BESTIARIO
Salvare il Pd? Impossibile
(di Giampaolo Pansa)
Gli indirizzi. Ecco il sintomo più fantozziano del crack che travolge il Partito democratico. Non intendo gli indirizzi politici. Parlo degli indirizzi veri: nome, cognome, via, città.
Walter Veltroni e Dario Franceschini
Ermete Realacci, uno dei sotto-capi del Pd, ha rivelato alla Direzione e a chi lo guardava nella diretta tv: «Abbiamo solo meno della metà degli indirizzi di chi ha partecipato alle primarie per il segretario. E ci manca l’indirizzario di chi fa parte dell’Assemblea nazionale». Quello di Realacci, faccia da ragazzo all’antica sotto la chioma a caschetto, è stato l’intervento decisivo nell’alluvione di parole in quel caotico pomeriggio. E da solo ha spiegato il verdetto di Massimo D’Alema. Poche gelide parole, una lapide funeraria: «Il Pd è un amalgama mal riuscito. Non esiste neppure un ordine correntizio. Abbiamo bisogno di un partito vero ». Max voleva dire che il partito oggi non c’è. E il Pd di cui tanto parliamo non esiste. Ma se è così, diventa inevitabile una domanda che nasce dall’invocazione proveniente anche dal centro-destra: “Salviamo il Pd!”. La domanda è di quelle banali: si può salvare un partito che non c’è?
http://ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/38972/
Giampaolo Pansa, come tutti quelli che sono "contro" e rompono i coglioni, mi è simpaticissimo. Credo, però, che qualcosa, anzi, molto possa essere ancora fatto per il PD.
Fra le cose che non dovevano essere fatte, ultimamente mi ricordo della nomina ex abrupto di una figura non secondaria come il responsabile organizzativo del Partito.
Che, mi permetto di aggiungere, dovrebbe cercare una buona volta di essere aggregante fra le varie forze di sinistra, non lavorare pervicacemente ad una loro (tafazziana) disintegrazione.




Walter Veltroni e Dario Franceschini
Rispondi Citando


