



Tra l'altro proprio oggi ho letto un pensiero di Houellebecq su Dio, in "La ricerca della felicità", che coincideva esattamente con quanto sto pensando in questi giorni![]()














E' esattamente ciò che sostiene Schopenhauer nel suo "Della libertà del volere", ovvero di un'azione noi al più conosciamo i motivi, che si palesano in quanto tali, legittimandola, ma non la causa condizionante che l'ha mossa a monte; per cui dire che quella azione è autenticamente libera è fasullo.
Il paragone che lui fa è quello della pertica, che, se fatta girare vorticosamente su se stessa, apparentemente ci fa sospendere il giudizio sul punto esatto su cui cadrà, per quanto quest'ultimo sia predeterminato da certi fattori di carattere fisico che stanno a monte (la velocità, il punto in cui si è impresso il moto, eventuali agenti esterni, ecc.)
Spinoza, nella sua Ethica, ci dice poi che se una palla fosse dotata di coscienza e fosse scagliata in aria, riterrebbe di volare in perfetta autonomia: tale è la sensazione che ha l'uomo rispetto ai suoi atti..
Rispetto a quanto dici, l'Assoluto nega alla radice l'esistenza di un liberum arbitrium indifferentiae, in quanto gli giungerebbe come accidentale..
Il problema, ancora una volta, sta tutto nella coscienza del soggetto, cioè, in sostanza, in quello che si rappresenta


Se penso, è assai probabile..
Il mondo è mia rappresentazione (che è poi il corrispettivo della creazione)
Ciò è l'unica cosa che salvo dell'idealismo cosiddetto empirico (quello di matrice anglosassone).
Poi c'è quello trascendentale degli hegeliani, ma qui mi fermo perchè intendo attenermi ad una certa serietà....