Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Esperimento fallito!

  1. #1
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    Predefinito Esperimento fallito!

    Appena due anni fa ci prendevano per vecchi bacucchi legati a un passato che non ritorna, allorquando spiegavamo che il nascente Partito democratico era solo un’operazione da laboratorio.
    Una sorta, cioè, di organismo geneticamente mutato, incapace di riprodursi e di offrire alla società un ancoraggio comprensibile.
    Confessiamo che mai immaginavano che in così poco tempo avremmo avuto ragione in maniera così evidente.
    In politica gli errori sono come le ciliegie, uno tira l’altro, sino all’implosione. Due storie politiche maggiori, quella comunista e quella della sinistra democristiana, con una spruzzatina di storie minori e spesso personali non potevano infatti annullarsi e, annullandosi, partorire qualcosa di nuovo e di credibile.
    E così è stato.
    In poco più di un anno i dirigenti di quel partito sono stati capaci di creare un buco nero nella sinistra politica italiana in cui nessuno sa più cosa è, e men che meno sa per che cosa deve combattere e in quale direzione deve remare.
    Per qualche mese l’antiberlusconismo è stato il collante di quest’armata brancaleone.
    Subito dopo, è stata la volta del nuovo credo, quello di Barack Obama, il vitello d’oro della modernità secondo le semplicistiche analisi di Veltroni e compagni.
    E così hanno sposato acriticamente un modello politico ed economico come quello americano proprio nel momento in cui stava esplodendo.
    La politica è una cosa maledettamente seria ed è feroce con le compagnie di ventura. Dopo la botta elettorale, infatti, sta presentando per intero il conto al gruppo dirigente del Pd che, non avendo più alcuna identità, si sta dilaniando, al centro come in periferia, insidiato peraltro da forze qualunquiste che hanno assoldato le truppe peggiori dei vecchi grandi partiti.
    La nostra non è una sciocca polemica, anzi, è quasi una preoccupazione perché un sistema politico con una opposizione così sbarellata importa solo confusione ed incertezza con un danno per tutto il Paese.

    A quattro mesi dalle elezioni europee il Pd non sa ancora quale sarà la sua collocazione internazionale. Mentre la pattuglia diessina conferma l’adesione al Partito socialista europeo, Rutelli, Marini e Franceschini giurano che mai entreranno in quel partito e in quel gruppo parlamentare.
    I sindaci e i presidenti delle regioni e delle province del Nord (Chiamparino, Cacciari, Bresso, Vincenzi, Penati e via di questo passo) tentano di organizzarsi autonomamente, rifiutando di fatto la guida dell’intera dirigenza nazionale.
    Bassolino intanto tenta di fare un partito personale con quella parte di Rifondazione che sta uscendo dal partito (Vendola e compagni), strizzando l’occhio ai suoi vecchi alleati democristiani responsabili dello sfascio campano, prima fra tutti Rosetta Iervolino, la Mata Hari della nuova versione spionistica della politica italiana.
    Il tutto per conquistare un seggio di parlamentare europeo.
    E, tanto per concludere la carrellata di questo strano carnevale politico, Renato Soru, contro il parere di Veltroni e in polemica con il Pd, si dimette per andare alle elezioni anticipate in Sardegna, sognando di essere il nuovo anti-Berlusconi, mentre Lorenzo Dellai, uomo intelligente e per certi aspetti profetico, ha vinto le elezioni in Trentino con il suo movimento, prendendo le distanze dal Pd, che peraltro non gli ha potuto far mancare il proprio appoggio.
    Uno spappolamento di queste proporzioni non ha precedenti nella storia repubblicana.
    Bisogna forse risalire alla frantumazione del vecchio Partito liberale nel primo dopoguerra per riconoscere lontane analogie.
    Ma in quel caso, almeno sul piano culturale, restava un comune ancoraggio all’idea liberale.
    Nel tramonto del Partito democratico, invece, non c’è neanche questo, e ci ritorna alla mente ciò che nella scorsa estate dicemmo a due autorevoli dirigenti di quel partito, uno democristiano e uno comunista, incontrati casualmente a Montecitorio.
    O vi separate per tempo, o morirete abbracciati, dicemmo con tono profetico. Vedemmo nei loro occhi un lampo di commiserazione nei nostri riguardi e capimmo che avevano scelto la strada di morire abbracciati.

    Geronimo www.ilgiornale.it di oggi

    saluti

  2. #2
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    Fesserie. Ciò che stà accadendo era prevedibile...ma si porrà rimedio. Si sa...stare all'opposizione aggrava certe situazioni complicate. Ma non temete pidiellini...accadrà lo stesso anche dalla vostra parte non appena il vostro amico nano si farà da parte. Finchè c'è lui può rinfacciare sempre a bossi di aver elargito denari al suo partito...può sempre prendere x i fondelli fini promettendogli la leadership...può sempre usare la sua forza economica e mediatica. Ma il dominus non durerà in eterno....

  3. #3
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da PD-SALVO Visualizza Messaggio
    Fesserie. Ciò che stà accadendo era prevedibile...ma si porrà rimedio. Si sa...stare all'opposizione aggrava certe situazioni complicate. Ma non temete pidiellini...accadrà lo stesso anche dalla vostra parte non appena il vostro amico nano si farà da parte. Finchè c'è lui può rinfacciare sempre a bossi di aver elargito denari al suo partito...può sempre prendere x i fondelli fini promettendogli la leadership...può sempre usare la sua forza economica e mediatica. Ma il dominus non durerà in eterno....
    wooff....sarò kiaro e sarò serio
    .....semel in anno licet insanire,(virgola) ridendo dicere verum

  4. #4
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    Ma il dominus non durerà in eterno....
    mammia che iettatori che siete....


  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da PD-SALVO Visualizza Messaggio
    Fesserie. Ciò che stà accadendo era prevedibile...ma si porrà rimedio. Si sa...stare all'opposizione aggrava certe situazioni complicate. Ma non temete pidiellini...accadrà lo stesso anche dalla vostra parte non appena il vostro amico nano si farà da parte. Finchè c'è lui può rinfacciare sempre a bossi di aver elargito denari al suo partito...può sempre prendere x i fondelli fini promettendogli la leadership...può sempre usare la sua forza economica e mediatica. Ma il dominus non durerà in eterno....
    Ovviamente no. Ma visto che dall'altra parte giganti non nce ne sono ho paura che non occorre che lui ci sia in eterno . Basterà un qualsiasi mediocre uomo di partito per continuare a tenervi all'opposizione

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da PD-SALVO Visualizza Messaggio
    Fesserie. Ciò che stà accadendo era prevedibile...ma si porrà rimedio. Si sa...stare all'opposizione aggrava certe situazioni complicate. Ma non temete pidiellini...accadrà lo stesso anche dalla vostra parte non appena il vostro amico nano si farà da parte. Finchè c'è lui può rinfacciare sempre a bossi di aver elargito denari al suo partito...può sempre prendere x i fondelli fini promettendogli la leadership...può sempre usare la sua forza economica e mediatica. Ma il dominus non durerà in eterno....
    -----------------------------------
    Fesserie!
    Per il nostro amico nano il periodo politico vissuto all'opposizione è stato molto profiquo e gli ha fatto fare esperienza.
    Per voi, cos'è?
    Una sequenza incredibile di piagnistei e di lamentele cretine che vi ha fatto perdere la metà circa degli elettori.
    Generosamente taccio sul "vostro" alleato Di Pietro.
    Fesserie!
    Noi governeremo per i "nostri" 5 anni....poi si vedrà.
    Mica è detto che "poi" toccherà a voi!
    Chissà: forse il futuro nostro "dominus" si sta facendo le ossa.

    saluti

  7. #7
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    Predefinito Adesso tocca a me!

    Roma - Il Pd non è «governato», attacca Massimo D’Alema.
    I suoi vertici si sono occupati di «demonizzare» lui, invece di risolvere i problemi e ora la «confusione» interna è tale che occorrerebbe una sorta di gabinetto di crisi, una «chiamata a raccolta» di tutti i dirigenti per rilanciare.

    Rompe un lungo silenzio, l’ex ministro degli Esteri, per farsi intervistare dalla «sua» Red Tv.
    Vuol soprattutto dire la sua sulla crisi di Gaza e le responsabilità di Israele, ma il giornalista ospite che lo intervista (il direttore del Riformista Antonio Polito) lo incalza sulla situazione non esattamente rosea del partito.
    E lui non si sottrae.

    La «tregua» chiesta da Walter Veltroni fino alle Europee? «Io sono già da tempo unilateralmente impegnato» a rispettarla, assicura Massimo D’Alema. E a testimonianza chiama in causa i quotidiani: «Se sfoglia i giornali, si accorgerà che non sono nelle cronache sulle difficoltà del Pd». Ma il dibattito interno è stato caratterizzato da polemiche «amareggianti», da «confusione e sensazione di mancanza di responsabilità da parte di diversi».
    In particolare, lui (D’Alema) si è troppo spesso sentito «tirato per i capelli attraverso cose che non avevo detto, complotti di fantomatici dalemiani». Categoria di cui, come si sa, D’Alema ha spesso smentito l’esistenza.

    La critica al gruppo dirigente veltroniano è pesante, l’accusa di D’Alema è di aver usato lui e le sue iniziative, «demonizzandole», come l’alibi di difficoltà che invece nascevano da ben altro:
    «È stato sbagliato, anziché affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida se non fosse per D’Alema che era cattivo, con le sue iniziative, le sue correnti, i suoi convegni». Invece di capire che «la fondazione (ItalianiEuropei, ndr) e la associazione (Red, ndr) sono una risorsa per il partito».
    Invece di prendersela con lui, insomma, «si doveva pensare a governare un po’ di più il Pd». Che invece sta pagando il fio di troppi «ritardi e incertezze».

    «Ora - conclude - è utile chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per pensare cosa fare per rilanciare il progetto». Davanti alle difficoltà del Pd Massimo D’Alema crede che la conferenza programmatica debba diventare l’occasione di un «rilancio del partito» e afferma:
    «Io sono pronto a un contributo, anche se non ho ricevuto chiamate».

    L’idea del «gabinetto di crisi» non piace affatto ai veltroniani: «C’è stata una direzione meno di un mese fa che si è conclusa unitariamente», sottolinea Goffredo Bettini. Ma il coordinatore politico del Pd, che proprio di impostare la conferenza programmatica di marzo si sta occupando, assicura che quella sarà «l’occasione per il rilancio, e coinvolgeremo tutte le personalità del partito, inclusi gli iscritti e gli esponenti della società civile, anche esterni al partito».
    Se ne discuterà oggi nella riunione del coordinamento del Pd, e Bettini è convinto che «convenga anche a Walter» avere da D’Alema e dalla sua Fondazione «il massimo di contributo» alla piattaforma da varare.

    Intanto un nuovo attacco al quartier generale arriva da Francesco Boccia, vicino ad Enrico Letta. Che se la prende con nuora (il solito Peppe Fioroni e le sue «cadute di stile» contro Soru, Zingaretti e lo stesso Letta) perché suocera Veltroni intenda:
    «Se Walter si fa rappresentare da Fioroni, come può stupirsi degli innumerevoli mal di pancia che ci sono?».
    Quel che succede nel Pd è «stucchevole», «l’apparato organizzativo» che Veltroni ha deciso «sembra una holding, incentrato su 4 persone», e «ha avuto una delega in bianco con i risultati che si vedono».
    Così Boccia auspica che «di qui alle Europee nessuno più fiati», a parte il segretario.
    Poi, annuncia, «si tireranno le somme».

    Laura Cesaretti www.ilgiornale.it 13 01 09

    sottolineo la frase «Io sono pronto a un contributo, anche se non ho ricevuto chiamate».
    Che ne dite? Cosa vuol dire? Che segnale è?

    saluti

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    Roma - Il Pd non è «governato», attacca Massimo D’Alema.
    I suoi vertici si sono occupati di «demonizzare» lui, invece di risolvere i problemi e ora la «confusione» interna è tale che occorrerebbe una sorta di gabinetto di crisi, una «chiamata a raccolta» di tutti i dirigenti per rilanciare.

    Rompe un lungo silenzio, l’ex ministro degli Esteri, per farsi intervistare dalla «sua» Red Tv.
    Vuol soprattutto dire la sua sulla crisi di Gaza e le responsabilità di Israele, ma il giornalista ospite che lo intervista (il direttore del Riformista Antonio Polito) lo incalza sulla situazione non esattamente rosea del partito.
    E lui non si sottrae.

    La «tregua» chiesta da Walter Veltroni fino alle Europee? «Io sono già da tempo unilateralmente impegnato» a rispettarla, assicura Massimo D’Alema. E a testimonianza chiama in causa i quotidiani: «Se sfoglia i giornali, si accorgerà che non sono nelle cronache sulle difficoltà del Pd». Ma il dibattito interno è stato caratterizzato da polemiche «amareggianti», da «confusione e sensazione di mancanza di responsabilità da parte di diversi».
    In particolare, lui (D’Alema) si è troppo spesso sentito «tirato per i capelli attraverso cose che non avevo detto, complotti di fantomatici dalemiani». Categoria di cui, come si sa, D’Alema ha spesso smentito l’esistenza.

    La critica al gruppo dirigente veltroniano è pesante, l’accusa di D’Alema è di aver usato lui e le sue iniziative, «demonizzandole», come l’alibi di difficoltà che invece nascevano da ben altro:
    «È stato sbagliato, anziché affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida se non fosse per D’Alema che era cattivo, con le sue iniziative, le sue correnti, i suoi convegni». Invece di capire che «la fondazione (ItalianiEuropei, ndr) e la associazione (Red, ndr) sono una risorsa per il partito».
    Invece di prendersela con lui, insomma, «si doveva pensare a governare un po’ di più il Pd». Che invece sta pagando il fio di troppi «ritardi e incertezze».

    «Ora - conclude - è utile chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per pensare cosa fare per rilanciare il progetto». Davanti alle difficoltà del Pd Massimo D’Alema crede che la conferenza programmatica debba diventare l’occasione di un «rilancio del partito» e afferma:
    «Io sono pronto a un contributo, anche se non ho ricevuto chiamate».

    L’idea del «gabinetto di crisi» non piace affatto ai veltroniani: «C’è stata una direzione meno di un mese fa che si è conclusa unitariamente», sottolinea Goffredo Bettini. Ma il coordinatore politico del Pd, che proprio di impostare la conferenza programmatica di marzo si sta occupando, assicura che quella sarà «l’occasione per il rilancio, e coinvolgeremo tutte le personalità del partito, inclusi gli iscritti e gli esponenti della società civile, anche esterni al partito».
    Se ne discuterà oggi nella riunione del coordinamento del Pd, e Bettini è convinto che «convenga anche a Walter» avere da D’Alema e dalla sua Fondazione «il massimo di contributo» alla piattaforma da varare.

    Intanto un nuovo attacco al quartier generale arriva da Francesco Boccia, vicino ad Enrico Letta. Che se la prende con nuora (il solito Peppe Fioroni e le sue «cadute di stile» contro Soru, Zingaretti e lo stesso Letta) perché suocera Veltroni intenda:
    «Se Walter si fa rappresentare da Fioroni, come può stupirsi degli innumerevoli mal di pancia che ci sono?».
    Quel che succede nel Pd è «stucchevole», «l’apparato organizzativo» che Veltroni ha deciso «sembra una holding, incentrato su 4 persone», e «ha avuto una delega in bianco con i risultati che si vedono».
    Così Boccia auspica che «di qui alle Europee nessuno più fiati», a parte il segretario.
    Poi, annuncia, «si tireranno le somme».

    Laura Cesaretti www.ilgiornale.it 13 01 09

    sottolineo la frase «Io sono pronto a un contributo, anche se non ho ricevuto chiamate».
    Che ne dite? Cosa vuol dire? Che segnale è?

    saluti
    Un altro uomo della Provvidenza chiamato a governare dalla dea Ragione.

 

 

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