Se naufragano le riforme la Lega lascerà il Parlamento
BOSSI HA PROMESSO: ROMA ADDIO
Al Parlamento padano, nel 2008, il Senatur affermò: "E' l'ultima
volta che proviamo a ottenere il federalismo per via democratica"
di Elsa Franscini. Milàn - C'è fermento in via Bellerio dove in molti si ricordano della promessa fatta da Umberto Bossi a Vicenza quel 2 marzo del 2008, ad epilogo di una solenne seduta del Parlamento del Nord: "Questa - proclamò il Senatur - sarà l'ultima volta che la Lega tenterà per via democratica". Ora che la rottura con Gianfranco Fini mette a rischio la stagione delle riforme, tornano alla mente le parole del leader leghista. "Vinceremo le elezioni, dopo di che faremo il federalismo. Sarà l'ultima volta che la Lega tenterà per via democratica. Se, come l'altra volta, i partiti racconteranno bugie per non cambiare niente, questo parlamento si muoverà in un'altra direzione seguendo la via della lotta per la libertà".
SEGUIRE IL MIRAGGIO. Così parlò Umberto Bossi, consapevole della delusione della base, dopo il fallimento dell’ultima esperienza di governo conclusa con l’inevitabile bocciatura dell’opzione federalista che al referendum confermativo ha ottenuto il via libera solo da Lombardia e Veneto. E siccome non si può andare avanti all'infinito, seguendo da 20 anni il miraggio di un federalismo che non arriva, a Vicenza il segretario della Lega lanciò l'ultima sfida: "Sappia Roma e sappia l'Italia - ammonì - che la Padania ha comunque milioni di giovani disposti a battersi per la libertà. Noi cerchiamo la via democratica ma siamo pericolosi come tutti i popoli a cui viene negata la libertà, come tutti quei popoli che vivono in schiavitù. Tutti speriamo che ciò che sogniamo avvenga in maniera democratica. Ma qui c'é la forza per ottenere comunque la nostra libertà a qualsiasi costo, magari a costo della vita. Arriverò un giorno a vedere se il Parlamento del nord sarà quello che farà le leggi".
FINITA CON FINI. Poi si è andati alle urne in quella "ultima volta che la Lega tenterà per via democratica". La gente ha creduto e ha votato, portando il Carroccio nel governo di Roma per fare il federalismo, inteso come primo passo verso l'indipendenza della Padania. Adesso, però, il governo si è sfaldato e sia Berlusconi che Bossi sono convinti che Fini voglia impedire la realizzazione del federalismo.
LA SCELTA DI BRIGANDI'. Ora c'è chi sostiene che il premier e il ministro delle Riforme intendano andare al voto anticipato per uscire dall'impasse. L'alternativa è che Bossi attui la promessa fatta al Parlamento del nord: lasciare il Parlamento romano se questa volta non andrà in porto il federalismo. Qualcuno ha già ha anticipato la decisione del Senatur. Nei giorni scorsi, un parlamentare leghista ha fatto la scelta "scandalosa" di dimettersi mandano Roma e la poltrona a quel paese, pur restando fermamente leghista. "Mi dimetto perché non ha più alcun senso fare il parlamentare", ha dichiarato Matteo Brigandì motivando il suo gesto. Sarà stato il primo a dire "Roma addio"?
26 aprile 2010




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