Visualizza Risultati Sondaggio: Cosa succederà alla Cina ?

Partecipanti
45. Non puoi votare in questo sondaggio
  • Diverrà una/la superpotenza

    18 40.00%
  • Sarà una potenza tra molte altre

    14 31.11%
  • Si disgregherà

    9 20.00%
  • Impossibile da prevedere

    4 8.89%
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Risultati da 51 a 60 di 115
  1. #51
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    Non credo che la cosa sia così semplice, al mondo vi è stato solo un modo per rovesciare completamente i rapporti di forza tra le nazioni: la guerra.

    Chi subiva le distruzioni maggiori inevitabilmente era economicamente svantaggiato oltre ai risarcimenti imposti ed altre assurde amenità, una buona variante possono essere ad esempio la competizione tipo la Guerra Fredda, si dopavano gli apparati militari e li si facevano gonfiare a dismisura fino a vedere dove si sarebbe arrivati, infatti il peso delle spese militari fu il principale motivo del collasso dell'Unione Sovietica che assorbivano più del 20% del bilancio e sopratutto toglievano risorse importanti all'economia così come disordini politici interni e instabilità con magari dopo lo scoppio di una guerra civile erano altri fattori che cambiavano significativamente i rapporti di forza.

    In mancanza di questi fattori però i cambiamenti sono molto ma molto più lenti e irti di ostacoli dato che se azzeri il potenziale finanziario di una nazione non vuol dire annientarne comunque il suo patrimonio industriale e scientifico.

    Lo stesso vale oggi per la Cina, sicuramente ha fatto passi da gigante ma pensare che essa possa diventare la superpotenza del futuro è semplicemente (per ora) impossibile per il semplice fatto che la reale ricchezza di una nazione non può essere misurata dal PIL complessivo, è il PIL pro capite che ci dà veramente lo stato dell'economia di una nazione.

    Facendo ad esempio un confronto tra Cina e Cile la Cina a seconda che i dati provengano dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Mondiale o dalla CIA è più o meno al 107°, 99° o al 109° posto nella classifica mondiale, mentre invece ad esempio il Cile si trova al 53°, al 42° o ancora al 53° posto della classifica mondiale.




    Dire che più di un miliardo di Cinesi possano superare come PIL paesi come la Germania non ha proprio alcun senso.

    Sicuramente il peso geopolitico è ben altra cosa, certamente non corrisponde a ciò altrimenti il Giappone dovrebbe essere più importante in questo senso ma secondo me come l'Unione Sovietica ha insegnato chi ambisce ad avere ambizioni da superpotenza non può farlo senza essere almeno tra i primi posti nella classifica economica il tutto poi corredato dal settore militare e dal prestigio culturale.

  2. #52
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    [..]Facendo ad esempio un confronto tra Cina e Cile la Cina a seconda che i dati provengano dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Mondiale o dalla CIA è più o meno al 107°, 99° o al 109° posto nella classifica mondiale, mentre invece ad esempio il Cile si trova al 53°, al 42° o ancora al 53° posto della classifica mondiale.
    Commetti due errori purtroppo comuni: in primis guardi il dato sbagliato, bisogna prendere il dato PPA (a parità di potere d'acquisto) dove la Cina è in ben altra posizione.

    Inoltre il PIL per sua natura è una media semplice, il PIL cinese è gestito e creato sola da una percentuale della popolazione, meno del 50% (circa 700 milioni di cinesi vivono ancora in campagna nei villaggi e devo integrarsi nell'economia); calcolandolo solo su quelli che effettivamente c'entrano ecco che il PIL pro capite cresce ulterioramente.

    P.S. Il paese con il più alto PIL pro capite è il Qatar seguito dal Lussemburgo, ma non mi pare che abbiano gran rilevanza geopolitica. Conta la massa totale, di cui la Cina è destinata a non avere pari, non la ricchezza del singolo individuo.

  3. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Commetti due errori purtroppo comuni: in primis guardi il dato sbagliato, bisogna prendere il dato PPA (a parità di potere d'acquisto) dove la Cina è in ben altra posizione.
    Guarda che non cambia comunque quasi niente neanche il PIL pro capite PPA più di tanto:
    http://en.wikipedia.org/wiki/List_of...PP)_per_capita
    Più o meno siamo lì, Cina e Cile sono vicine nell'ordine alfabetico quindi trovi subito la differenza che più o meno rimane ancora la stessa
    Inoltre il PIL per sua natura è una media semplice, il PIL cinese è gestito e creato sola da una percentuale della popolazione, meno del 50% (circa 700 milioni di cinesi vivono ancora in campagna nei villaggi e devo integrarsi nell'economia); calcolandolo solo su quelli che effettivamente c'entrano ecco che il PIL pro capite cresce ulterioramente.
    Scusa ma non capisco, la Cina deve auto castrarsi per figurare tra i primi paesi al mondo per PIL pro capite?
    Non capisco il senso della tua frase dato che la Cina va del Pacifico fino al confine kazako e ha una popolazione di più di un miliardo di persone.

    P.S. Il paese con il più alto PIL pro capite è il Qatar seguito dal Lussemburgo, ma non mi pare che abbiano gran rilevanza geopolitica. Conta la massa totale, di cui la Cina è destinata a non avere pari, non la ricchezza del singolo individuo.
    Rileggi bene il mio post
    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    Sicuramente il peso geopolitico è ben altra cosa, certamente non corrisponde a ciò altrimenti il Giappone dovrebbe essere più importante in questo senso ma secondo me come l'Unione Sovietica ha insegnato chi ambisce ad avere ambizioni da superpotenza non può farlo senza essere almeno tra i primi posti nella classifica economica il tutto poi corredato dal settore militare e dal prestigio culturale.

  4. #54
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    L'armonia è tra cielo e terra, tra spirito e materia, tra uomo e ambiente. E armonia tra gli uomini e i popoli. Niente a che vedere con il dominio dell'uomo sulla natura tipica del cristinanesimo o dell'illuminismo. In occidente ciò ha portato al disprezzo delle culture altrui al colonialismo e al razzismo.
    In cosa consiste il colonialismo della Cina in Sudan e Congo? Nel fatto che l'occidente che spinge l'Uganda ad aggredire il Congo per tenere fuori il Venezuela e la Cina che aiutano il governo eletto regolarmente nel Congo? Chi è che ha invaso il Congo? Per Jimmy Carter la politica americana in Sudan ha causato i presenti mali di quel paese, mica la Cina. La Cina ha mandato soldati di interposizione in Sudan sotto bandiera ONU. Questo è l'imperialismo? Oppure quello di avere preso il posto della Chevron che ricattava per conto degli USA il governo del Sudan?
    Armonia tra uomini e popoli vuol dire tradotto in pratica che il singolo individuo non conta nulla, che milioni di persone possono essere sacrificate per il progresso comune, 10'000 (ma chissà in realtà quante sono) esecuzioni l'anno. Sono d'accordo con te, ciò non ha nulla a che vedere con l'illuminismo e con la civiltà occidentale: essa ha concettualizzato il rispetto per l'individuo e cercato di metterlo in pratica.
    In Congo la Cina sta sostenendo con armi e aiuti tecnici il governo in carica, che in cambio gli vende le sue materie prime: la popolazione locale è costretta a lavorare con turni massacranti nelle minere, dove sta morendo un sacco di gente, mentre tutti i lavori più qualificati sono svolti da tecnici cinesi mandati sul posto. La guerra in Congo è dovuta anche al fatto che una parte della popolazione sta cercando di ribellarsi a questo.
    Altro che soldati di interposizione sotto la bandiera ONU.

  5. #55
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    Si disgregerà ma rimarrà una potenza.Le superpotenze spariranno.

  6. #56
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    Citazione Originariamente Scritto da Legionario_Nero Visualizza Messaggio
    Armonia tra uomini e popoli vuol dire tradotto in pratica che il singolo individuo non conta nulla, che milioni di persone possono essere sacrificate per il progresso comune, 10'000 (ma chissà in realtà quante sono) esecuzioni l'anno. Sono d'accordo con te, ciò non ha nulla a che vedere con l'illuminismo e con la civiltà occidentale: essa ha concettualizzato il rispetto per l'individuo e cercato di metterlo in pratica.
    In Congo la Cina sta sostenendo con armi e aiuti tecnici il governo in carica, che in cambio gli vende le sue materie prime: la popolazione locale è costretta a lavorare con turni massacranti nelle minere, dove sta morendo un sacco di gente, mentre tutti i lavori più qualificati sono svolti da tecnici cinesi mandati sul posto. La guerra in Congo è dovuta anche al fatto che una parte della popolazione sta cercando di ribellarsi a questo.
    Altro che soldati di interposizione sotto la bandiera ONU.
    Quella è la mistica fascista, che vuole la subordinazione assoluta dell'individuo nei confronti dello stato. Il rapporto tra individuo e comunità è stato molto dibattuto anche in america nel dibattito tra comunitaristi e individualisti. E' chiaro che la massima espressione dell'individualismo è il liberalismo di stampo anglosassone. Certamente la mentalità cinese pensa che sia positivo ciò che va a vantaggio di tutti invece che a vantaggio unicamente di Berlusconi e dei suoi intimi come in Italia. Certamente sbagliano loro.
    La guerra in Congo è diovuta al fatto che le miniere sono nella zona occupata dalle milizie sotenuta dal Ruanda e di conseguenza dai filo-occidentali e che il governo vorrebbe sfruttare per la nazione con l'aiuto dei cinesi, dei venezuelani e dei sudafricani. La versione della CIA è invece quella che dici tu.

  7. #57
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    E la CIa come al solito vende merda. Ora le miniere sono sfruttate da grandi compagnie occidentali, non dai cinesi.

    El Foro Internacional por la Verdad y la Justicia en el África de los Grandes Lagos denuncia los grandes intereses en la zona
    Nkunda es el "gendarme" de "grupos poderosos" opuestos a la entrada de China en la RDC

    Agencias/Rebelión


    El Foro Internacional por la Verdad y la Justicia en el África de los Grandes Lagos ha denunciado ayer en Madrid que las milicias del general rebelde congoleño Laurent Nkunda están actuando de "gendarmes" de grandes intereses internacionales que, a través de Ruanda, se oponen a la entrada de China en la República Democrática del Congo (RDC) para la explotación de los recursos mineros del este del país africano, según ha informado Europa Press. El Forum Internacional para la Verdad y la Justicia en el África de los Grandes Lagos está formado por personalidades como el Premio Nobel de la Paz Adolfo Pérez Esquivel, la congresista norteamericana Cynthia A McKinney, el presidente de la fundación S’Olivar Joan Carrero y la Federación de Comités de Solidaridad con África Negra. Por otra parte, según las declaraciones hechas la semana pasada por un "cualificado" testigo del caso abierto por el juez español Fernando Andreu contra el régimen ruandés por genocidio, el ex presidente Laurent Désiré Kabila, padre del actual mandatario congoleño, fue asesinado por orden del presidente de Ruanda, Paul Kagame, para impedir su acercamiento a China y Venezuela.

    Estas dos noticias fueron explicadas y argumentadas por el presidente del Forum, Joan Carrero, que al frente de la Fundación S’Olivar, ha sido propuesto en varias ocasiones como Premio Nobel de la Paz.

    Los rebeldes del Congreso Nacional para la Defensa del Pueblo (CNDP), del general tutsi Laurent Nkunda, "son los gendarmes de grupos mucho más poderosos, están representando a quienes se niegan a que China entre en ningún lugar del Congo", declaró el presidente del Forum, Juan Carrero, durante una rueda de prensa celebrada en el Senado.

    Según ha denunciado Joan Carrero, desde que el Gobierno de Kinshasa firmó "un contrato de 9.000 millones de dólares con China" se ha enfrentado "a niveles insoportables de chantaje". Según denunció, "Nkunda ya ha advertido de que no parará hasta que Kabila negocie y rescinda sus contratos con China".

    En este mismo sentido, el senador Pere Sampol, del BLOC, declaró en la misma rueda de prensa que la nueva guerra del este de Congo "se ha presentado como un conflicto étnico o tribal, cuando el gran problema ha sido el control por parte de grandes empresas europeas y americanas de los recursos naturales de Congo".

    "Justo cuando Congo había intentado establecer contratos comerciales con China para explotar el cobre y el coltán, con unos contratos mucho más ventajosos para Congo, ha sido cuando las multinacionales, con la complicidad de las potencias internacionales, han provocado el conflicto", aseguró el senador.

    El Gobierno de Paul Kagame, prosiguió Carrero, se está apropiando de la mayoría de los minerales estratégicos que se encuentran en el este de la RDC, de forma muy especial del coltán, compuesto de columbita y tantalio y fundamental en la industria de las telecomunicaciones, y casiterita. "Ruanda es un gran exportador de coltán, pero no tiene coltán en su territorio", explicó.

    Otra de las denuncias de Carrero cuestiona el papel de la MONUC, la Misión de la ONU en el Congo, formada por casi 17.000 cascos azules. Según testimonios recogidos por él mismo durante una reciente visita a la R. Democrática de Congo, "la MONUC desaparece con frecuencia cuando Nkunda lleva la voz cantante y, a la inversa, interviene y hace de moderador cuando Nkunda está muy presionado por las fuerzas congoleñas".

    Esta tesis de la inoperancia de la MONUC en el conflicto esta avalada también por fuentes directas de grupos de la sociedad civil que trabajan por la justicia y la paz en la zona del Kivu.

    El presidente del Forum calificó de "papel nefasto" el que ha jugado la ONU en la RDC. "El antiguo secretario general Butros Butros Ghali denunció que el genocidio era en un cien por cien responsabilidad de Estados Unidos, y por eso no se le renovó el mandato", prosiguió.

    Esta inacción de la ONU se refleja actualmente en "la paradoja de que 17.000 cascos azules no sean capaces de impedir que los 4.000 combatientes de Nkunda puedan aterrorizar y avasallar" a la población, manifestó. Según Carrero, el general español Vicente Díaz de Villegas, que dimitió como jefe de la MONUC a finales de octubre, "vino a insinuar que la MONUC tiene un mandato claro y enérgico pero que ciertas potencias impiden que se ponga en cumplimiento ese mandato".

    Por otra parte, la semana pasada, cuatro testigos protegidos declararon ante el juez de la Sala cuarta de la Audiencia Nacional, Fernando Andreu, en relación con la querella promovida por la muerte de cuatro millones de ruandeses, víctimas de un plan de "exterminio por razones étnicas" llevado a cabo por el actual partido gobernante, el Frente Patriótico Ruandés, entre 1990 y 2002.

    Uno de los declarantes, un "nuevo testigo sumamente cualificado con conocimiento directo sobre el asesinato de Laurent Desiré Kabila, el padre", aseguró al magistrado que "un comando formado por ruandeses del entorno inmediato tutsi del presidente Kabila había ejecutado el asesinato del asesino de Kabila, un miembro de la guardia personal, para cortar todas las pistas". Laurent Désiré Kabila fue asesinado en enero de 2001 y sucedido en el cargo por su hijo y actual presidente, Joseph Kabila.

    El objetivo de este crimen, aseguró, era "mantener el control de la explotación de las riquezas mineras de Congo por parte de las grandes empresas que habían obtenido las concesiones de explotación gracias a la anterior invasión" del país. En aquellos momentos "había aproximaciones muy serias con China y Venezuela, opuestos a esta explotación, o más bien pillaje, de los fabulosos recursos mineros del antiguo Zaire, entre los más importantes del mundo", afirmó Carrero. El juez Andreu, según Carrero, se quedó "impresionado" por este testimonio, hasta el punto de que ha ordenado nuevas declaraciones.

    Los testimonios ante el juez Andreu, afirmó Carrero, han revelado las "masacres" perpetradas por las fuerzas ruandesas entre 1997 y 1998 en "los mismos campos de refugiados donde ahora vuelve a haber desplazados".
    http://www.rebelion.org/noticia.php?id=75897

  8. #58
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    Citazione Originariamente Scritto da ulver81 Visualizza Messaggio
    Riguardo Hi-Tech e fabbriche di computer è un discorso a parte (molte stanno già delocalizzando in Vietnam -l'Intel ad esempio, che ho visitato tra l'altro- o in Malaysia).Il discorso è uno: chi investe in Cina continua a farlo per i prezzi di manodopera concorrenziale....
    Allora il Giappone non si sarebbe mai dovuto sviluppare, visto che ha avuto sempre costi superiori agli altri paesi asiatici....

    Chi investe in Cina.....a questo punto sono i cinesi, che hanno superato la fase di scarsità di capitale.

    Inoltre in cina si possono fare ormai produzioni di qualsiasi livello tecnologico, impossibili da fare in bangladesh o simili, e la cina non è entrata ancora massicciamente nell'auto, nell'aeronautica, nel settore nucleare e spaziale e altri, per cui le prospettive sono di un'accelerazione dello sviluppo,

    Semplicemente la Cina ha basi più solide per lo sviluppo di qualsiasi altro paese, Giappone compreso, e ancora in più quella di diventare la principale economia del pianeta.
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  9. #59
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    Citazione Originariamente Scritto da Mauam Visualizza Messaggio
    Tutto vero quanto detto precedentemente però vorrei sottolineare alcune cose:

    negli ultimi due mesi l'export cinese è calato prima del 2,2% e poi del 2,8% per un totale del 5% cosa mai successa prima;

    la possibilità che la recessione americana oltre a diminuire le esportazioni cinesi si trasformi poi da deflazione in iperinflazione annullando o quasi il valore della montagna di TBond detenuti dalla Bank of China cancellando anni ed anni di duro lavoro di oltre un miliardo di persone.

    Attenzione a non sottovalutare la perfidia degli Yankee che sicuramente sono in profonda crisi e non si nsa se ne usciranno ma che altrettanto sicuramente cercheranno ogni mezzo per farla pagare più agli altri che a loro stessi...

    Penso che un aumento della disoccupazione cinese dovuta sia allo spostamento in altre zone produttive che alla diminuzione di domanda possa destabilizzare fortemente una società che solo da poco si sta trasformando da totalmente contadina ad industriale: convincere un ex-contadino a ritornare ai suoi campi e a rinunciare anche a quella piccola briciola di benessere che aveva conquistato sarà duro.
    Come visto le prospettive sono quelle di un aumento dello sviluppo,
    e comunque anche una riduzione momentanea non porterebbe a un riflusso verso le campagne ma solo ad una diminuzione dell'inurbamento.


    Non da meno è da considerare il fatto che la loro moneta non è convertibile e dipendono dal dollaro USA per acquisti e vendite e se questo precipitasse di valore...
    che hanno il rublo in cina?
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  10. #60
    Socialcapitalista
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    Non credo che la cosa sia così semplice, al mondo vi è stato solo un modo per rovesciare completamente i rapporti di forza tra le nazioni: la guerra.

    Chi subiva le distruzioni maggiori inevitabilmente era economicamente svantaggiato oltre ai risarcimenti imposti ed altre assurde amenità, una buona variante possono essere ad esempio la competizione tipo la Guerra Fredda, si dopavano gli apparati militari e li si facevano gonfiare a dismisura fino a vedere dove si sarebbe arrivati, infatti il peso delle spese militari fu il principale motivo del collasso dell'Unione Sovietica che assorbivano più del 20% del bilancio e sopratutto toglievano risorse importanti all'economia così come disordini politici interni e instabilità con magari dopo lo scoppio di una guerra civile erano altri fattori che cambiavano significativamente i rapporti di forza.

    In mancanza di questi fattori però i cambiamenti sono molto ma molto più lenti e irti di ostacoli dato che se azzeri il potenziale finanziario di una nazione non vuol dire annientarne comunque il suo patrimonio industriale e scientifico.

    Lo stesso vale oggi per la Cina, sicuramente ha fatto passi da gigante ma pensare che essa possa diventare la superpotenza del futuro è semplicemente (per ora) impossibile per il semplice fatto che la reale ricchezza di una nazione non può essere misurata dal PIL complessivo, è il PIL pro capite che ci dà veramente lo stato dell'economia di una nazione.
    O meglio una media fra i due, l'urss era effettivamente più potente di germania o Giappone, pur avendo un pil procapite molto inferiore,

    la Cina ha una popolazione 4,5 volte quella usa, per cui quando avranno un pil procapite della meta, avranno un prodotto totale 2,25 maggiore, circa la stessa proporzione degli usa con la germania prima della guerra.
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

 

 
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