
Originariamente Scritto da
Eginardo
ECCONE UN ALTRO: FRANCO BERARDI DETTO BIFO
From: "franco berardi"
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Sent: Thursday, January 15, 2009 11:15 AM
Subject: [RK] Che dirò ai miei studenti nel giorno della memoria?
"L'anno scorso, avvicinandosi il giorno della memoria che ogni anno si celebra nelle scuole, leggemmo brani dal libro Se questo è un uomo di Primo Levi.
Avevamo parlato molto della questione ebraica", "Questa frase mi colpì", "Sia ben chiaro: nessuno mise in dubbio la verità storica dell'Olocausto (...) Tutti avevano seguito con attenzione e partecipazione la lettura delle pagine di Primo Levi",
"Ammesso che la parola 'identità' significhi qualcosa, e non lo credo", "Perciò io affermo di essere ebreo (...) Essi sono l'archetipo della figura moderna dell'intellettuale (...) soprattutto perché mi sono sempre identificato profondamente con ciò che definisce l'essenza culturale dell'ebraismo diasporico.
Nell'epoca moderna gli ebrei sono stati perseguitati perché portatori della Ragione senza appartenenza. Essi sono l'archetipo della figura moderna dell'intellettuale. Intellettuale è colui che non compie scelte per ragioni di appartenenza, ma per ragioni universali. Gli ebrei, proprio perché la storia ha fatto di loro degli apatridi, hanno avuto un ruolo fondamentale nella costruzione della figura moderna dell'intellettuale ed hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione dell'Illuminismo e della laicità, e anche dell'internazionalismo socialista",
"In Storia di amore e di tenebra scrive Amos Oz", "Il mio punto di vista sulla questione mediorientale è sempre stato lontano da quello dei nazionalisti arabi. Avrei mai potuto sposare una visione nutrita di autoritarismo e di fascismo? E oggi potrei forse sposare il punto di vista dell'integralismo religioso che pervade la rabbia dei popoli arabi e purtroppo ha infettato anche il popolo palestinese nonostante la sua tradizione di laicismo?
Proprio perché non ho mai creduto nel principio identitario non ho mai provato particolare affezione per l'idea di uno stato palestinese", "'Due popoli due stati' é una formula che sancisce una disfatta culturale ed etica, perché contraddice l'idea - profondamente ebraica - secondo cui non esistono popoli, ma individui che scelgono di associarsi
. E soprattutto contraddice il principio secondo cui gli stati non possono essere fondati sull'identità, sul sangue e sulla terra, ma debbono essere fondati sulla costituzione, sulla volontà di una maggioranza mutevole, cioè sulla democrazia", "Pur avendo un interesse intenso per l'intreccio di questioni che la storia ebraica passata e recente pone al pensiero, non ho mai scritto su questo argomento neppure quando l'assedio di Betlemme o il massacro di Jenin o l'orribile violenza simbolica compiuta da Sharon nel settembre del 2000 o i bombardamenti criminali dell'estate 2006 provocavano in me la stessa ribellione e lo stesso orrore che provocavano gli attentati islamici di Gerusalemme o di Netanja o gli omicidi casuali di cittadini israeliani provocati dal lancio di razzi Qassam.
Non ho mai scritto nulla, (mi dispiace doverlo dire), perché avevo paura. Come ho paura adesso, non lo nascondo. Paura di essere accusato di una colpa che considero ripugnante - l'antisemitismo", "Considero il sionismo causa di infinite ingiustizie e sofferenze per il popolo palestinese, ma soprattutto lo considero causa di un pericolo mortale per il popolo ebraico.
A causa della violenza sistematica che il sionismo ha scatenato negli ultimi sessant'anni, la bestia antisemita sta riemergendo, e sta diventando maggioritaria se non nel discorso pubblico nel subconscio collettivo. Dato che non è possibile affermare a viso aperto che il sionismo è una politica sbagliata che produce effetti criminali, molti non lo dicono, ma non possono impedirsi di pensarlo", "ho scoperto che gli altri studenti, italiani e marocchini, romeni e peruviani, che pure nel loro svolgimento avevano trattato la questione secondo gli stilemi politicamente corretti, costretti ad approfondire il ragionamento e a far emergere il loro vero sentimento,
finivano per identificare il sionismo con il popolo ebraico e quindi a ripercorrere la strada che conduce verso l'antisemitismo.
Considerando criminale e arrogante il comportamento dello stato di Israele, identificandosi spontaneamente con il popolo palestinese vittimizzato, finivano inconsapevolmente per riattivare l'antico riflesso anti-ebraico (...)
Perciò credo che occorra liberarsi della rimozione e denunciare il pericolo che il sionismo aggressivo rappresenta soprattutto per il popolo ebraico", "Ma come dice Woody Allen", "E' vero: è terribile, è inaccettabile che il terrorismo di Hamas colpisca la popolazione civile di Israele", "Dirò che occorre ricordare tutte le vittime del razzismo, quelle di ieri e quelle di oggi.
O questo può valermi l'accusa di antisemitismo?", "Sono stanco di impedirmi di parlare e quasi perfino di pensare ciò che appare ogni giorno più evidente: che il sionismo aggressivo", "i dirigenti sionisti aggressivi"...