
Originariamente Scritto da
DharmaRaja
Sempre le solite tautologie. L'unica scusa che si sa accampare per sostenere il mega-piano dell'inesistente monolite metastorico "Islam", volto impersonalmente a conquistare il mondo, è che "secoli fa i mori i saraceni i turchi" (come se invece secoli fa i romani, i cristiani..). A prescindere dalla connotazione islamica di alcuni movimenti, a prescindere dai gruppetti assolutamente minoritari che sostengono cose simili, a prescindere dai reali problemi migratori, e dal ruolo di collante giocato dalla religione (che pure è temporaneo, perché finirà, e inessenziale, perché immigrerebbero lo stesso), qui il costrutto sbagliato e irreale su cui si continuano a fondare tutti gli improbabili discorsi in merito è quello di "mondo islamico" o di "gli islamici" creando un monolite tra realtà confessionali, umane, politiche, strategiche, completamente diverse fra loro. Sarebbe veramente uguale al parlare, come fanno alcuni gruppetti altrettanto minuscoli nei paesi musulmani, di "mondo cristiano" e di complotto dei cristiani per fare questo e quello. Ci sono cristiani in Europa, in Australia, in Russia, in America, in Sudamerica, e ci appare una barzelletta il pensare che ci sia questa entità cristiana comune e metastorica che "per natura" fa questo o quello. Tutto quel che dovremmo fare è usare qualche lente d'ingrandimento in più e renderci conto che quelli che da lontano sembrano omini tutti uguali, vagamente "arabbi" o "musurmani", hanno nei vari paesi un grado di complessità, differenziazione e frammentazione assolutamente non minore di quanto possiamo trovare nei paesi cristiani (ormai "occidentali"). Il ruolo delle influenze religiose va certamente tenuto presente nelle analisi, ma non certo arrivando a questi estremi improponibili ai quali ormai non crede più neanche lo spettatore medio della Cnn.
Va bene che ne 'La Scuola di Atene' la sinistra è tradizionalmente quella col dito puntato in giù la quale si concentra tutta sul materiale e sui meccanismi pratici trascurando le questioni culturali e vedendole come pura sovrastruttura, finendo per perdere l'essenziale e sottovalutare gravemente il fattore umano, e che la destra è quella col dito puntato in su che guarda solo al mondo delle idee e ragiona per immagini sottovalutando per natura le grandi questioni pratiche (tantopiù oggi che la costruzione di un oleodotto piuttosto che di un altro per il petrolio del Caspio cambia la storia per il prossimo secolo più di qualsiasi 'scontro di civiltà'), ma bisognerebbe evitare di esagerare, perché senza un approccio aperto veramente si resta tra i gruppettari che ragionano di un mondo a parte che funziona secondo leggi loro e si staccano completamente dalle dinamiche di quello reale.
Ora, si è capito che tutti qui non amiamo l'immigrazione, la vediamo come una minaccia per ogni eventuale rinascita di identità europea e se esistesse ora un bottone per fermarla lo si premerebbe, persino se comportasse brutti effetti collaterali.
Però se si evitasse di risolvere le pur importanti tematiche dell'analisi culturale con i soliti "mamma li turchi" basati sulla categoria demonologica e atemporale di "mondo islamico", non sarebbe male, tantopiù che essendo gli utenti qui dentro legati a determinate posizioni radicali, non c'è bisogno di starsene tutto il tempo a ringhiare né di dimostrare niente a nessuno.