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  1. #11
    Torre d'Avorio
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    Sempre le solite tautologie. L'unica scusa che si sa accampare per sostenere il mega-piano dell'inesistente monolite metastorico "Islam", volto impersonalmente a conquistare il mondo, è che "secoli fa i mori i saraceni i turchi" (come se invece secoli fa i romani, i cristiani..). A prescindere dalla connotazione islamica di alcuni movimenti, a prescindere dai gruppetti assolutamente minoritari che sostengono cose simili, a prescindere dai reali problemi migratori, e dal ruolo di collante giocato dalla religione (che pure è temporaneo, perché finirà, e inessenziale, perché immigrerebbero lo stesso), qui il costrutto sbagliato e irreale su cui si continuano a fondare tutti gli improbabili discorsi in merito è quello di "mondo islamico" o di "gli islamici" creando un monolite tra realtà confessionali, umane, politiche, strategiche, completamente diverse fra loro. Sarebbe veramente uguale al parlare, come fanno alcuni gruppetti altrettanto minuscoli nei paesi musulmani, di "mondo cristiano" e di complotto dei cristiani per fare questo e quello. Ci sono cristiani in Europa, in Australia, in Russia, in America, in Sudamerica, e ci appare una barzelletta il pensare che ci sia questa entità cristiana comune e metastorica che "per natura" fa questo o quello. Tutto quel che dovremmo fare è usare qualche lente d'ingrandimento in più e renderci conto che quelli che da lontano sembrano omini tutti uguali, vagamente "arabbi" o "musurmani", hanno nei vari paesi un grado di complessità, differenziazione e frammentazione assolutamente non minore di quanto possiamo trovare nei paesi cristiani (ormai "occidentali"). Il ruolo delle influenze religiose va certamente tenuto presente nelle analisi, ma non certo arrivando a questi estremi improponibili ai quali ormai non crede più neanche lo spettatore medio della Cnn.

    Va bene che ne 'La Scuola di Atene' la sinistra è tradizionalmente quella col dito puntato in giù la quale si concentra tutta sul materiale e sui meccanismi pratici trascurando le questioni culturali e vedendole come pura sovrastruttura, finendo per perdere l'essenziale e sottovalutare gravemente il fattore umano, e che la destra è quella col dito puntato in su che guarda solo al mondo delle idee e ragiona per immagini sottovalutando per natura le grandi questioni pratiche (tantopiù oggi che la costruzione di un oleodotto piuttosto che di un altro per il petrolio del Caspio cambia la storia per il prossimo secolo più di qualsiasi 'scontro di civiltà'), ma bisognerebbe evitare di esagerare, perché senza un approccio aperto veramente si resta tra i gruppettari che ragionano di un mondo a parte che funziona secondo leggi loro e si staccano completamente dalle dinamiche di quello reale.

    Ora, si è capito che tutti qui non amiamo l'immigrazione, la vediamo come una minaccia per ogni eventuale rinascita di identità europea e se esistesse ora un bottone per fermarla lo si premerebbe, persino se comportasse brutti effetti collaterali.
    Però se si evitasse di risolvere le pur importanti tematiche dell'analisi culturale con i soliti "mamma li turchi" basati sulla categoria demonologica e atemporale di "mondo islamico", non sarebbe male, tantopiù che essendo gli utenti qui dentro legati a determinate posizioni radicali, non c'è bisogno di starsene tutto il tempo a ringhiare né di dimostrare niente a nessuno.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da gatto nero Visualizza Messaggio
    dai che c'hai il cazzo tagliuzzato... a noi puoi dirlo!
    no, quello forse ce l'hanno i consanguinei dei tuoi amici arabi

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da DharmaRaja Visualizza Messaggio
    Sempre le solite tautologie. L'unica scusa che si sa accampare per sostenere il mega-piano dell'inesistente monolite metastorico "Islam", volto impersonalmente a conquistare il mondo, è che "secoli fa i mori i saraceni i turchi" (come se invece secoli fa i romani, i cristiani..). A prescindere dalla connotazione islamica di alcuni movimenti, a prescindere dai gruppetti assolutamente minoritari che sostengono cose simili, a prescindere dai reali problemi migratori, e dal ruolo di collante giocato dalla religione (che pure è temporaneo, perché finirà, e inessenziale, perché immigrerebbero lo stesso), qui il costrutto sbagliato e irreale su cui si continuano a fondare tutti gli improbabili discorsi in merito è quello di "mondo islamico" o di "gli islamici" creando un monolite tra realtà confessionali, umane, politiche, strategiche, completamente diverse fra loro. Sarebbe veramente uguale al parlare, come fanno alcuni gruppetti altrettanto minuscoli nei paesi musulmani, di "mondo cristiano" e di complotto dei cristiani per fare questo e quello. Ci sono cristiani in Europa, in Australia, in Russia, in America, in Sudamerica, e ci appare una barzelletta il pensare che ci sia questa entità cristiana comune e metastorica che "per natura" fa questo o quello. Tutto quel che dovremmo fare è usare qualche lente d'ingrandimento in più e renderci conto che quelli che da lontano sembrano omini tutti uguali, vagamente "arabbi" o "musurmani", hanno nei vari paesi un grado di complessità, differenziazione e frammentazione assolutamente non minore di quanto possiamo trovare nei paesi cristiani (ormai "occidentali"). Il ruolo delle influenze religiose va certamente tenuto presente nelle analisi, ma non certo arrivando a questi estremi improponibili ai quali ormai non crede più neanche lo spettatore medio della Cnn.

    Va bene che ne 'La Scuola di Atene' la sinistra è tradizionalmente quella col dito puntato in giù la quale si concentra tutta sul materiale e sui meccanismi pratici trascurando le questioni culturali e vedendole come pura sovrastruttura, finendo per perdere l'essenziale e sottovalutare gravemente il fattore umano, e che la destra è quella col dito puntato in su che guarda solo al mondo delle idee e ragiona per immagini sottovalutando per natura le grandi questioni pratiche (tantopiù oggi che la costruzione di un oleodotto piuttosto che di un altro per il petrolio del Caspio cambia la storia per il prossimo secolo più di qualsiasi 'scontro di civiltà'), ma bisognerebbe evitare di esagerare, perché senza un approccio aperto veramente si resta tra i gruppettari che ragionano di un mondo a parte che funziona secondo leggi loro e si staccano completamente dalle dinamiche di quello reale.

    Ora, si è capito che tutti qui non amiamo l'immigrazione, la vediamo come una minaccia per ogni eventuale rinascita di identità europea e se esistesse ora un bottone per fermarla lo si premerebbe, persino se comportasse brutti effetti collaterali.
    Però se si evitasse di risolvere le pur importanti tematiche dell'analisi culturale con i soliti "mamma li turchi" basati sulla categoria demonologica e atemporale di "mondo islamico", non sarebbe male, tantopiù che essendo gli utenti qui dentro legati a determinate posizioni radicali, non c'è bisogno di starsene tutto il tempo a ringhiare né di dimostrare niente a nessuno.

    mah....dici correttamente che il mondo araboislamico - o semplicemente islamico - non è un monolite....però da questa affermazione trai la conclusione che un "pericolo islamico" per l'Europa, sostanzialmente, non esista perchè tanto gli islamici sono "uno diverso dall'altro".
    Allora, volendo, si potrebbe dire che neanche il mondo ebraico è un monolite.
    Ma da ciò trarresti la conclusione che non esiste una reale influenza degli ebrei nella nostra società?

  4. #14
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    Negare il problema islamicio significa solo volere l'islamizzazione dell'Europa, il tentativo di dipingere gli islamici come divisi è la solita retorica per far abbassare la guardia, lo stiamo vedendo in questi giorni in Europa come sono divisi.

  5. #15
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    In gran parte condivido l'analisi di asgaard, tuttavia con alcune precisazioni.
    Premesso che posizioni come quelle di Avanguardia o di Eurasia che ritengono antimondialisti anche tutta l'orda terzomondista e soprattutto islamica che si trova in Italia devono essere respinte in nome della priorità del discorso identitario. Confermo anche che nella Storia ben più recente l'Islam è servito all'Asse USA-Israele per far rinacere l'islm nei balcani (pure l'Iran komehinista che molti mitizzano vi contribuì).
    Non è però possibile di fronte al massacro che stanno compiendo gli ebrei non prendere posizione a favore dei palestinesi. Anche perchè chi abbia un minimo studiato lla questione mediorientale su fonti non ufficiali e faziose, sà benissimo che Hamas è stata per diverso tempo al soldo degli USA per dividere il fronte di liberazione della Palestina capeggiato da Arafat. La religione, quando mischiata troppo alla politica, diventa uno strumento molto ricattabile.Nel fornte di liberazione della Palestina infatti, vi sono anche gruppi laici e cristiani. Il fondamentalismo islamico è stato a lungo l'arma che gli USA hanno utilizzato per eliminare dalla scena politica araba movimenti come quello si Nasser o di Saddam Hussein che propinavano un nazionalismo laico, ben lontano da quello di Hamas o di Amadinejhad. Ed è anche l'arma che gli USA continuano ad utilizzare per indebolire l'Europa. Spero di essermi spiegato bene. Per un movimento fondamentalista islamico la religione viene prima della razza, dell'etnia e della nazione: per cui è ben disposto a vendere una di queste - come l' Arabia Saudita, alleata di ferro degli USA e finanziatrice di Hams guarda a caso - per ottenere vantaggi per la loro jihad, per fare avanzare l'islamizzazione in terre non islamiche (come ha fatto l'Iran nella guerra in Kosovo, che ha messo a disposizione i suoi imam per il grande satana americano). Non è coscienza identaria, ma fanatismo religioso. E il che è ben diverso, non è un caso che nè Mussolini, nè Hitler nè Degrelle abbiano mai pensato d'instaurare un regime teocratico.

  6. #16
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    Ma gli ebrei sono persone che si ritengono tali per eredità, possiamo dire che pur non essendolo sono un po' come una razza dato la logica che adottano, quindi come gli arabi. Si può dire "elementai ebraici hanno acquisito una reale influenza sulla nostra società", così come "elementi arabi hanno ecc ecc" (se, come gli ebrei, fanno comunella fra di sé costruendo reti di affari e di lobby in cui uno viene favorito in quanto appartenente allo stesso gruppo etnico), ma non "elementi islamici", a meno che il danno che provocano non sia legato intrinsecamente all'essere tali. In altre parole, avrebbe senso usare l'"islam" come centro unificatore della questione migratoria se l'immigrazione fosse un danno in virtù del fatto che quelli sono musulmani, ma il fatto è che anche se fossero atei, non essendo europei non ci piacerebbe lo stesso il loro immigrare, e anche se fossero atei immigrerebbero lo stesso qui (anzi forse ancor di più), dato che le ragioni per cui immigrano sono economiche e non certo date dal fatte che qualche capo della Umma o del Kahal islamico abbia ordinato loro emigrare per ragioni religiose di conquista. Se questi barconi d'immigrati che arrivano uno dopo l'altro non contenessero in gran parte maghrebini ma cinesi, non lo percepiremmo come un problema identico? e non dico quasi uguale, ma proprio identico. O preferiremmo l'Europa snaturata dal proliferare di cinesi invece che di maghrebini?
    Il pericolo per l'Europa c'è eccome, ma non è religioso perché tempo una generazione o poco più quelli finiranno come gli altri delle banlieues in Francia, che più che all'islam pensano allo spaccio e al rap, e quelli di seconda generazione che ancora si definiranno "musulmani" lo saranno in modo assolutamente blando come oggi i nostri cattocomunisti sono "cristiani": poi di fatto fanno tutto quel che pare loro. La "secolarizzazione" degli immigrati musulmani sarà molto, molto più veloce del secolare processo richiesto dal cristianesimo in terra europea, perché l'Europa con cui oggi gli immigrati si trovano a fare i conti è un'Europa che ti sbatte in faccia sesso droga e pop'n'roll appena accendi la tv, appena esci di casa, un'Europa in cui è un'attimo diventare dei dissoluti totali (e già molti "islamici" immigrati qua sono sulla buona strada). La loro secolarizzazione sarà ancora più fulminea della nostra durata alcuni decenni di dopoguerra, a base di musica d'importazione americana e nuovi, rivoluzionarissimi costumi e programmi televisivi. Qui siamo già agli spot "ascolta la tua sete" con zoccole seminate ovunque, l'"islam" sostanziale durerà veramente poco. E una volta passato quello ci ritroveremo comunque fregati con masse e masse di extraeuropei a cancellare ogni continuità con l'Europa che fu, e tutto ciò senza bisogno di islam o di improbabili califfati europei.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da DharmaRaja Visualizza Messaggio
    Il pericolo per l'Europa c'è eccome, ma non è religioso perché tempo una generazione o poco più quelli finiranno come gli altri delle banlieues in Francia, che più che all'islam pensano allo spaccio e al rap, e quelli di seconda generazione che ancora si definiranno "musulmani" lo saranno in modo assolutamente blando come oggi i nostri cattocomunisti sono "cristiani": poi di fatto fanno tutto quel che pare loro. La "secolarizzazione" degli immigrati musulmani sarà molto, molto più veloce del secolare processo richiesto dal cristianesimo in terra europea, perché l'Europa con cui oggi gli immigrati si trovano a fare i conti è un'Europa che ti sbatte in faccia sesso droga e pop'n'roll appena accendi la tv, appena esci di casa, un'Europa in cui è un'attimo diventare dei dissoluti totali (e già molti "islamici" immigrati qua sono sulla buona strada). La loro secolarizzazione sarà ancora più fulminea della nostra durata alcuni decenni di dopoguerra, a base di musica d'importazione americana e nuovi, rivoluzionarissimi costumi e programmi televisivi. Qui siamo già agli spot "ascolta la tua sete" con zoccole seminate ovunque, l'"islam" sostanziale durerà veramente poco. E una volta passato quello ci ritroveremo comunque fregati con masse e masse di extraeuropei a cancellare ogni continuità con l'Europa che fu, e tutto ciò senza bisogno di islam o di improbabili califfati europei.
    Adesso arriva uno dei centomila nick di carlomartello a postarti foto di allogeni che pregano in Europa.
    Sei finito

  8. #18
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    L'errore più grande che qui si sta commettendo è quello di mettere sullo stesso piano immigrazione, religione e politica estera. Se vogliamo definirci realmente identitari è nostro dovere combattere quell'Islam mondialista e provocatore (per intederci, quello "stile" Adel Smith) quanto apprezzare i movimenti patriottici islamici (Hezbollah e Hamas). Sostenere che l'Islam è un blocco monolitico è come sostenere che tra cristiani ortodossi, cattolici-romani e protestanti non c'è alcuna differenza. Chi si ritiene realmente identitario non può che solidarizzare col popolo palestinese, vittima degli allogeni israeliani.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Dalvin Visualizza Messaggio
    Negare il problema islamicio significa solo volere l'islamizzazione dell'Europa, il tentativo di dipingere gli islamici come divisi è la solita retorica per far abbassare la guardia, lo stiamo vedendo in questi giorni in Europa come sono divisi.
    Martè, lo sanno anche i sassi ormai che tu sei fissato con israele e gira tutto intorno a quello, se il discorso antiimmigratorio venisse impostato non più sul discrimine religioso ma su quello etnico tu non potresti più utilizzarlo per legittimare il tifo pro-israele contro le forze militanti islamiche che se ne stanno a guerreggiare a casa propria.

  10. #20
    disse
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    In Terra Santa chi sono gli allogeni? I palestinesi o gli israeliani?



    La sorte del popolo palestinese non è altro che lo specchio di quello che accadrà in Europa fra non molti anni.

 

 
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