19/1/2009 (7:6) - PDL, CICCHITTO FERMA LE POLEMICHE: «NON FAREMO IL PASSO DEL GAMBERO»
An avverte: nessuna annessione
Giornata dell'orgoglio per il partito di Fini. E Alemanno chiede pari dignità con Fi
FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA
Il «cavallo di razza», come viene presentato dal tavolo degli oratori, è l’ultimo a parlare. «Abbiamo assunto il compito di rompere il ghiaccio, mancano 68 giorni alla nascita del Pdl. Vogliamo che questo percorso sia partecipato in termini di regole, identità, valori e dibattito interno», chiarisce il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ieri al cinema Adriano, nell’intervento conclusivo della due giorni di convegno intitolato «Il futuro delle identità, I valori di destra nel Pdl», promosso dai suoi Circoli Nuova Italia. E’ la giornata dell'orgoglio di Alleanza Nazionale, nella multisala romana, platea stracolma e molti che non trovano posto in sala.
Guadagna applausi convinti Andrea Ronchi, il più vicino al presidente Fini, quando scandisce «scordatevi che An venga annessa in Forza Italia, non ci sciogliamo in nulla», e che «ciò che è stato l’anima di An dovrà essere l’anima del Pdl, senza discutere di leadership». Quella, è garantita a Silvio Berlusconi, ma c'è pubblico sensibile per ricordare, come fa il ministro Altero Matteoli, «le radici che vengono dall’Msi di cui siamo orgogliosi» e assicurare che non ci sarà una «fusione» a freddo, ma un partito nuovo. «Né vecchio stile né solo Internet», dichiara Maurizio Gasparri, che strappa l’applausone con «nel Pdl gli immigrati non votano alle amministrative». Se «il dibattito sul Pdl non è decollato del tutto», come ammette Matteoli, aggiunge Mario Landolfi che «Pdl non è acronimo di predellino, ma il predellino è stata un'intuizione geniale: bisogna farla evolvere».
A chiudere i lavori il sindaco Alemanno, che si accalora a spiegare come «il valore dell’identità deve tornare centrale» e «centro e destra hanno pari dignità, la destra porta principi e valori essenziali per cambiare l'Italia, come il merito e l'autorità». Insiste sul tema del merito: bene i gazebo, «ma vorrei porre anche quesiti come le primarie per scegliere candidati sindaci e alle Regioni». Lancia un avvertimento agli alleati della Lega: «Per il Comune di Roma era necessario sospendere il patto di stabilità, non abbiamo rubato niente a nessuno». Riconosce in Berlusconi «un grande medium che riesce a interpretare i bisogni del popolo», lo elegge «arbitro sopra le regole» capace di traghettare tutti nel Pdl. Perché, dopo i richiami del Cavaliere contro la litigiosità interna, è anche la giornata della pacificazione tra An e Fi: quando interviene l’ospite forzista Fabrizio Cicchitto, giura che «i gruppi parlamentari del Pdl già esistono e ci stiamo benissimo». «Si discute, qualche volta si litiga, ma la discriminante non è mai se uno è di Fi o di An», assicura. Per cui «non faremo il passo del gambero che avrebbe ricadute gravissime».
Tra il pubblico, militanti da tutta Italia, molto affetto per la propria storia e la certezza che vada tutelata. «L’identità? La perdi solo se la vuoi perdere, o se ti vendi ai giochi di partito», si dice certo Giovanni, 35 anni, «fiero di essere fascista». «I valori di An vanno portati avanti», considera Giulio, 46 anni e 30 a destra. E Fini, negli ultimi giorni protagonista di scontri con Berlusconi? «Ultimamente mi ha un po' deluso, forse sarebbe meglio Alemanno...» Lo stesso umore si respira nelle sezioni: Federico Guidi, 42 anni, alla storica sezione della Balduina. «Pensiamo di poter egemonizzare il Pdl: certo devono esserci regole e non ci dev’essere un monarca». A Colle Oppio, il responsabile 26enne Michele Pigliucci si stupisce: «Paura? Perché?». A leggerla come lui, se qualcuno ha da temere sono i cugini di Forza Italia: «Nel movimento giovanile prevarremo noi, per storia ed esperienza. Nel partito anche, perché abbiamo un grande radicamento territoriale».
http://www.lastampa.it/redazione/cms...0158girata.asp




Rispondi Citando
pure una grandisssssssima misura anti-crisi come la social card (
) è andata ai "teroni"
