ARTICOLO 1
Se la mutilazione di una persona sia lecita in qualche caso
SEMBRA che la mutilazione di una persona non sia lecita in nessun caso. Infatti:
1. Il Damasceno afferma che si commette peccato per il fatto che "ci si allontana da cio che è secondo natura per quello che è contro natura". Ora, secondo la natura istituita da Dio il corpo umano dev'essere integro nelle sue membra; ed è contro natura la sua menomazione di un organo. Dunque mutilare una persona di un organo è sempre peccato.
2. A detta di Aristotele, come l'anima intera sta a tutto il corpo, così le parti dell'anima stanno alle varie parti del corpo. Ma, privare una persona dell'anima con l'uccisione non è permesso che in forza dei pubblici poteri. Perciò non è lecito mutilare una persona, se non forse ricorrendo ai pubblici poteri.
3. La salvezza dell'anima è da preferirsi alla salvezza del corpo. Ora, a nessuno è permesso mutilarsi di un organo per la salvezza dell'anima: infatti il (primo) Concilio Niceno punisce coloro che si sono evirati per osservare la castità. Dunque per nessun altro motivo è lecita la mutilazione di una persona.
IN CONTRARIO: Sta scritto nell'Esodo: "Occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede".
RISPONDO: Un organo, essendo una parte del corpo umano, è per il tutto, come ciò che è imperfetto dice ordine alla perfezione. Si deve perciò disporre di un organo del corpo umano secondo le esigenze del tutto. Ora, ogni organo del corpo umano di per sé è utile al bene di tutto il corpo: tuttavia può capitare che gli sia nocivo, quando un membro infetto, p. es., minaccia l'infezione di tutto il corpo. Se un organo, quindi, è sano e normale, non si può asportare senza un danno per l'intero corpo. Siccome però l'uomo nel suo insieme è ordinato, come si è detto, all'intera collettività di cui fa parte,
può capitare che l'asportazione di un organo, pur essendo dannosa per l'intero corpo, sia ordinata al bene della collettività, perché inflitta come castigo di certi delitti. Perciò come uno dalla pubblica autorità può essere lecitamente privato della vita intera per i delitti più gravi, così può essere privato di un membro per i delitti minori. Questo però non è lecito a nessuna persona privata, anche col consenso dell'interessato: perché sarebbe un'ingiustizia verso la società alla quale appartiene l'uomo con tutte le sue membra.
Se invece un organo è un focolaio d'infezione per tutto il corpo, allora col consenso dell'interessato è lecita la sua asportazione per la salute di tutto il corpo: poiché a ciascuno è commessa la cura della propria salute. Lo stesso vale per giustificare l'asportazione fatta per volontà di coloro ai quali spetta la cura della salute di chi ha un organo malato. Mutilare invece un uomo di un organo fuori di questi casi è assolutamente proibito.
SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ:
1. Niente impedisce che quanto è contrario a una natura particolare sia conforme alla natura nella sua universalità: negli esseri materiali, p. es., la morte o la corruzione è contraria alla loro natura particolare, ma è conforme alla natura nella sua universalità. Parimenti, mutilare una persona di un organo, pur essendo contro la natura particolare del suo corpo, è però conforme alla ragione naturale in rapporto al bene comune.
2. La vita intera di un uomo non è ordinata a qualche cosa che a lui appartiene; ma piuttosto tutte le cose che a lui appartengono sono ordinate ad essa. Ecco perché privare un uomo della vita appartiene sempre esclusivamente alla pubblica autorità, che è incaricata del bene comune. Ma la mutilazione di un organo può essere ordinata alla salute di una persona particolare. Perciò in certi casi costei ha il diritto di praticarla.
3. Non si può eliminare un organo per la salute del corpo, se non quando non si può provvedere altrimenti. Ora, alla salvezza spirituale si può sempre provvedere altrimenti che con l'amputazione di un organo: poiché il peccato dipende dalla volontà. Perciò non si può mai recidere un organo per evitare un peccato qualsiasi. Ecco perché il Crisostomo nel commentare quel passo evangelico: "Ci sono degli eunuchi che si sono evirati per il regno dei cieli", afferma: "Non si tratta di mutilare le membra, ma di uccidere i cattivi pensieri. Infatti chi recide un organo è soggetto alla maledizione: poiché in tal modo uno si accomuna agli assassini". E aggiunge: "E d'altra parte in tal modo la concupiscenza non si calma, ma diviene più insolente. Infatti la concupiscenza che è in noi ha ben altre fonti, essa cioè deriva specialmente dalla mancanza di proposito e dalla negligenza dell'anima; cosicché la mutilazione di un organo non reprime le tentazioni quanto la repressione dei cattivi pensieri".