Villari: «Nomine Cda, poi lascio»
Schifani: «Paralisi irreversibile»
Il presidente della Commissione di Vigilanza disponibile a andarsene come richiesto dai presidenti delle Camere
ROMA - Potrebbe essere la soluzione di una questione politica che ormai si trascina da mesi. «Sono disponibile a mettere all'ordine del giorno la discussione sulle mie dimissioni, da tenere quindi nell'unica sede istituzionale propria». Lo scrive il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Riccardo Villari, in una nota ai componenti della bicamerale.
LA LETTERA - «Cari Colleghi, per motivi che è inutile ricordare la Commissione ha dei notevoli e gravi ritardi nei suoi lavori, in particolare abbiamo degli inderogabili obblighi da adempiere, cosi come confermato dai nostri Uffici» scrive ancora Villari. Nella lettera Villari invita i parlamentari «a partecipare ai lavori della Commissione e ad adempiere ai nostri obblighi di legge. Esauriti questi, sono disponibile a mettere all'ordine del giorno la discussione sulle mie dimissioni, da tenere quindi nell'unica sede istituzionale propria». I punti che dovrebbero discutere sono elencati dal presidente nella lettera: «Dal primo Gennaio sono scaduti i termini per redigere e liberare il regolamento elettorale per le elezioni che si svolgeranno in Sardegna. Da otto mesi dobbiamo istituire la sottocommissione per l'accesso e attualmente giacciono oltre 200 domande inevase. Il Consiglio d'Amministrazione della Rai è scaduto da 7 mesi». Per il presidente inoltre bisogna «licenziare i regolamenti per consentire lo svolgimento delle funzioni ispettive e di vigilanza proprie della Commissione, già incardinati e discussi in precedenti sedute».
DIMISSIONI - La risposta di Villari arriva dopo l'annuncio delle dimissioni collettive di 37 dei 40 membri totali che compongono la Commissione di Vigilanza Rai, in polemica proprio con la posizione del presidente. Per martedì alle 14 infatti rimane convocata la bicamerale - con un lungo ordine del giorno tra cui le procedure di nomina del Cda Rai - che la scorsa settimana, per l'annunciata defezione di centrodestra e centrosinistra, ha visto la sola partecipazione del presidente, del radicale eletto nel Pd, Marco Beltrandi, e del segretario esponente dell'Mpa, Luciano Sardelli. Erano quindi quasi pronte le lettere di dimissioni indirizzate ai presidenti delle Camere e poi sarebbe spettato ai gruppi indicare i nuovi componenti scelti in numero uguale tra Camera e Senato. A quel punto, si apprende dai gruppi in vigilanza, in virtù di una norma del regolamento al Senato, si considera sciolta la Commissione e i presidenti dovranno provvedere a rinnovarla. Non dovrebbero dimettersi invece Luciano Sardelli dell'Mpa, Marco Beltrandi dei Radicali-Pd e lo stesso presidente Riccardo Villari.
«PARALISI IRREVERSIBILE» - Il Presidente del Senato, Renato Schifani, prende atto delle dimissioni in massa dei componenti della Vigilanza Rai, e osserva come la «paralisi» della Commissione sia «oggettiva e irreversibile», assicurando che con il presidente Fini «troveremo una soluzione». Conversando con i giornalisti in Transatlantico, Schifani spiega: «Abbiamo preso atto delle dimissioni in massa dei componenti della Vigilanza, confermate dalla dichiarazioni dei capigruppo che non intendono sostituire i commissari. Insieme con il presidente Fini seguiamo con attenzione la vicenda. La paralisi della Commissione di Vigilanza sulla Rai è un dato di fatto oggettivo e irreversibile. E’ compito dei presidenti di Senato e Camera di far funzionare il Parlamento: ce lo impone l’ordinamento. E quindi di comune accordo troveremo una soluzione».
http://www.corriere.it/politica/09_g...4f02aabc.shtml





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