
Originariamente Scritto da
lele15
RICORDIAMO NEL NONO ANNIVERSARIO
DELLA MORTE BETTINO CRAXI
Roma, 22 gennaio ’09 (Fuoritutto) Ricorre, in questi giorni (19 gennaio), il nono anniversario della morte di Bettino Craxi (2000): leader del socialismo riformista che dalla storia attende ancora un giudizio obbiettivo, senza frettolose esaltazioni ma anche senza anatemi preconcetti. Un giudizio capace, soprattutto, d’inquadrare la sua opera da un lato nella storia della socialdemocrazia postbellica, dalla svolta di Bad Godesberg del 1959 alla rifondazione mitterrandiana del socialismo francese col Congresso di Epinay (1971), sino alle difficili - quanto però definitive - opzioni riformiste da parte dei socialismi spagnolo e portoghese, e del laburismo britannico. E come non sottolineare la sua azione di statista in un periodo particolarmente difficile per il Paese alle prese con problemi economici ed internazionali a cui seppe dare risposte concrete ed adeguate salvaguardando gli interessi delle classi meno abbienti e procedendo speditamente sul terreno delle riforme.
Non va dimenticato, poi, l'impegno di Craxi per la soluzione dei più gravi problemi internazionali: dal Medio Oriente alla cooperazione col Terzo Mondo ( di cui si occupò, per incarico dell’ONU, tra fine anni '80 e primi anni '90). Sino all’impegno, nell’89-'91, per il riconoscimento, sulle macerie dei Muri crollati nell’Est europeo come in Sudafrica e in America Latina, della grande lezione di leader democratici e riformisti come Imre Nagy, Alexander Dubcek, Nelson Mandela, Salvador Allende.
"Vale la pena - scrive, in una nota ufficiale, Daniele Priori, vicepresidente di Gaylib, associazione per i diritti dei cittadini glbt, vicina al centrodestra - spendere un fiore per onorare la memoria di Craxi, grande statista italiano.
Lo facciamo con un fiore che fu il suo: il garofano rosso, fiore del socialismo riformista italiano e d'un tentativo di modernizzazione, abbattuto a colpi di ghigliottina giustizialista da un manipolo di magistrati che la Storia ha dimostrato troppo vicini alla sinistra conservatrice post e neocomunista. Ma anche il movimento gay avrebbe il dovere di ricordare Bettino Craxi: con un garofano verde, il fiore di Oscar Wilde, che fu tra i primi simboli del diritto all’esistenza, del diritto, per l’amore gay, di “dire il suo nome”.Un diritto di cui quel PSI guidato da Craxi nel 1988 si accorse per primo, e per mano della compianta Agata Alma Cappiello: che in seguito, nel 2006, presentò in Parlamento la prima proposta di legge per il riconoscimento delle unioni gay". Sempre a Craxi, tentò di fare un’intervista, purtroppo mai riuscita, Massimo Consoli, giornalista e storico anarcolibertario del movimento gay internazionale, scomparso poco più d'un anno fa: che al PSI dedicò ampio spazio sul mensile da lui diretto, "Rome Gay News".
(Fed)