l'ho letta, la conosco, conosco anche il giudizio degli storici e dei filologi a proposito di questa presunta lettara: è un falso, anche pacchianamente e maldestramente costruito.


l'ho letta, la conosco, conosco anche il giudizio degli storici e dei filologi a proposito di questa presunta lettara: è un falso, anche pacchianamente e maldestramente costruito.


L'assenza di riferimenti non cristiani alla figura storica di Cristo fino a Giuseppe Flavio (97 d.C.), Plinio il Giovane (114 d.C.), Publio Cornelio Tacito (120 d.C. ), Caio Svetonio Tranquillo (130 d.C.) si spiega in quanto i primi cristiani non attribuivano alcuna importanza alle "prove" storiche dell'esistenza di Gesù, al suo aspetto fisico, alle sue parole "autentiche" e delle sue azioni… infatti per loro egli continuava a vivere nell’esperienza della sua comunità. È fuori discussione invece che Gesù sia stato fisicamente un ebreo del suo tempo... nato tra il 07 e il 04 a. C... legato alle vicende storiche del suo popolo, vissuto in tutto come un individuo alle prese con una nazione travagliata da fermenti sociali, politici, religiosi, culturali e spirituali nuovi… Vive, lavora, prega, offre sacrifici secondo le leggi e i riti attribuiti a Mosè... Che Gesù sia nato ebreo non c'è nessun dubbio, come Maria sua madre è stata ebrea… infatti è ebreo chi è figlio di madre ebrea… Non faceva parte della classe sacerdotale… anche se Gesù era molto vicino alla scuola farisaica di "Hillel"... quando affrontava i "farisei" era spesso la scuola antagonista di "Shammai"... si atteneva alle usanze del tempo circa il servizio sinagogale, il pellegrinaggio al tempio, la celebrazione della pasqua… Non aveva certo ripudiato la tradizione religiosa del suo popolo e la esprimeva utilizzando la terminologia e le forme rabbiniche del tempo…
Come altri rabbì dell'epoca si dedica alla predicazione itinerante e per diversi anni… secondo la tradizione tre o forse più… percorre tutta la Palestina, e forse anche alcune regioni limitrofe, per annunciare il suo messaggio.
La sua predicazione trova eco in numerosi discepoli che egli sceglie tra ogni ceto della popolazione, allargando anche il “discepolato” alle donne e alle classi emarginate dalla religione e dalla cultura del tempo… ammalati, peccatori, stranieri... Essi lo accompagnano nelle sue missioni, anche se non in modo stabile, e alle necessità economiche di questo gruppo, di numero variabile secondo le situazioni, provvedono le persone più abbienti.
Questa sua attività suscita l'opposizione sempre più decisa delle autorità…
Infatti I Sadducei non perdonano a Gesù di averli ridicolizzati distruggendo i banchi dei cambiavalute presenti nella Spianata del Tempio e di aver perciò messo in discussione la loro maggior fonte di denaro. Inoltre da bravi collaborazionisti sono ben felici di consegnarlo ai padroni Romani…
I Farisei e gli Scribi membri del Sinedrio… Gesù li ha spessissimo ridicolizzati ed umiliati pubblicamente per la loro decadenza…
I Romani hanno bisogno di crocifiggere ciclicamente qualcuno, tanto per mantenere calma la popolazione... Non dimentichiamo che per controllare la Giudea, Roma era costretta a tenervi stanziate in permanenza due Legioni, a causa delle numerose rivolte giudee…
Gesù ha un grande seguito popolare ed è certo un sobillatore... alla fine riescono a catturarlo e, dopo averlo condannato con “motivazioni religiose”, lo fanno mettere a morte come sobillatore politico da parte del procuratore romano Ponzio Pilato. La morte di Gesù è quella riservata ai ribelli, la crocifissione, crudele tortura assai frequente all'epoca, che doveva servire di monito alla popolazione e che veniva eseguita alle porte della città… Sulla sua croce i Romani scriveranno "Re dei Giudei"… Gesù viene giustiziato insieme con due ribelli la vigilia della pasqua ufficiale ebraica… e poche ore prima dell'inizio ufficiale del riposo sabbatico… il venerdì sera… fu tolto dalla croce per l'intervento di un discepolo, Giuseppe, che riscatta il cadavere dal procuratore romano e lo fa seppellire nella sua ricca tomba personale… l´unico “crocifisso” sepolto… Il “Gesù storico” in senso vero e proprio è quello dei Vangeli…
Già circa vent' anni dopo la morte di Gesù troviamo pienamente dispiegata nel grande inno a Cristo della Lettera ai Filippesi (cfr. 2,6-11) una cristologia, in cui si dice che Gesù era uguale a Dio ma spogliò se stesso, si fece uomo, si umiliò fino alla morte sulla croce e che a Lui spetta l'omaggio del creato, l'adorazione che nel profeta Isaia (cfr. 45,23) Dio aveva proclamata come dovuta a Lui solo. La ricerca critica si pone a buon diritto la domanda: che cosa è successo in questi vent' anni dalla crocifissione di Gesù? Come si è giunti a questa cristologia? L'azione di formazioni comunitarie anonime, di cui si cerca di trovare gli esponenti, in realtà non spiega nulla. Come mai dei raggruppamenti sconosciuti poterono essere così creativi, convincere e in tal modo imporsi?
Non è più logico, anche dal punto di vista storico, che la grandezza si collochi all'inizio e che la figura di Gesù abbia fatto nella pratica saltare tutte le categorie disponibili e abbia potuto così essere compresa solo a partire dal mistero di Dio? Naturalmente, credere che proprio come uomo egli era Dio e che abbia fatto conoscere questo velatamente nelle parabole e tuttavia in un modo sempre più chiaro, va al di là delle possibilità del metodo storico. Al contrario, se alla luce di questa convinzione di fede si leggono i testi con il metodo storico e con la sua apertura a ciò che è più grande, essi si schiudono, per mostrare una via e una figura che sono degne di fede. Diventano allora chiari anche la ricerca complessa presente negli scritti del Nuovo Testamento intorno alla figura di Gesù e, nonostante tutte le diversità, il profondo accordo di questi scritti. Anche oggi: molti accostano Gesù, per così dire, dall’esterno. Grandi studiosi ne riconoscono la statura spirituale e morale e l’influsso sulla storia dell’umanità, paragonandolo a Buddha, Confucio, Socrate e ad altri sapienti e grandi personaggi della storia. Non giungono però a riconoscerlo nella sua unicità. Viene in mente ciò che disse Gesù a Filippo durante l’Ultima Cena: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?” (Gv 14,9). Spesso Gesù è considerato anche come uno dei grandi fondatori di religioni, da cui ognuno può prendere qualcosa per formarsi una propria convinzione. Come allora, dunque, anche oggi la ‘gente’ ha opinioni diverse su Gesù. E come allora, anche a noi, discepoli d’ oggi, Gesù ripete la sua domanda: ‘E voi, chi dite che io sia?’. Vogliamo fare nostra la risposta di Pietro: … “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.
In Cristo
Vince