Tibet: 28 marzo, la giornata commemorativa per la liberazione dei milioni di servi della gleba
2009-01-19 16:29:02 cri
Il 19 gennaio l'organismo legislativo del Tibet ha approvato una risoluzione, decidendo di stabilire il 28 marzo la "giornata commemorativa per la liberazione dei milioni di servi della gleba", al fine di commemorare i primi 50 anni di riforme democratiche nel Tibet.
Lo stesso giorno si è chiusa la seconda riunione della 9° Assemblea Popolare Nazionale della Regione autonoma di Tibet. Nel corso della conferenza stampa dopo la riunione, il vice direttore della Commissione permanente dell'APN della regione autonoma, Gama, ha affermato che negli ultimi 50 anni, il Tibet ha visto un enorme cambiamento in vari settori come la politica, l'economia e la cultura, la grande massa è divenuta veramente il padrone del nuovo Tibet. Tuttavia la fazione separatista ha continuato a svolgere delle attività scissionistiche, ostacolando i progressi del Tibet. Quindi le masse sperano fortemente di stabilire una "Giornata commemorativa per la liberazione dei milioni di servi della gleba", permettendo alla popolazione tibetana, in particolare i giovani, di avere bene a mente gli incidenti storici come la repressione della rivolta tibetana e le riforme democratiche.
http://italian.cri.cn/241/2009/01/19/222s115378.htm
Tibet: stabilita la "giornata commemorativa della liberazione di un milione di servi della gleba"
2009-01-20 15:47:16 cri Author: cri Il 19 gennaio la seconda sessione della 9° Assemblea Popolare della regione autonoma tibetana ha approvato la decisione di stabilire il 28 marzo la "giornata commemorativa della liberazione di un milione di servi della gleba", tutto il pubblico tibetano ha espresso il benvenuto. I tibetologi relativi hanno anche osservato che lo stabilimento della giornata commemorativa aiuterà la gente a conoscere la verità storica e tener conto dell'attuale vita agiata, promuovendo la stabilità e lo sviluppo del Tibet. Ecco di seguito il servizio in merito:
A Lhasa, capoluogo della regione autonoma tibetana, dopo avere appreso la notizia dello stabilimento della "giornata commemorativa della liberazione di un milione di servi della gleba", la gente si è radunata nelle comunità e nelle piazze, cantando e danzando per esprimere la propria gioia. Tra la musica allegra, Yungdron, cittadino di Lhasa, ha espresso al giornalista la sua emozione:
"Quando ricordo il vecchio sistema tibetano della servitù della gleba, provo molto dolore, ora il Tibet ha visto radicali cambiamenti nell'economia, nella politica e nella cultura. Oggi ci raduniamo insieme allegramente, augurandoci che il nostro paese diventerà sempre più potente e prosperoso."
Kelsang, un anziano di oltre 70 anni, ha detto che per 21 anni della sua vità ha vissuto nel sistema oscuro della servitù della gleba, perciò egli fa più tesoro della vita felice di oggi.
"Sotto le oppressioni dei padroni dei servi della gleba, non ho mai visto i diritti e felicità. Ora viviamo un vita inimmaginabilmente felice, tutto ciò non sarebbe accaduto senza la liberazione. Dobbiamo ringraziare il partito e il governo, benediciamo questa giornata così fecile."
Secondo l'illustrazione di Karma, vice direttore del Comitato permanente dell'Assemblea Popolare della regione autonoma tibetana, il motivo per cui si è scelto il 28 marzo come giornata commemorativa è dovuto al fatto che in questo giorno, 50 anni fa, il governo centrale cinese ha annunciato di sciogliere il governo locale tibetano, il quale stava cospirando la separazione dal paese e il lancio di una ribellione armata, e in questo giorno un milione di servi della gleba hanno ottenuto la libertà di vita.
Nel 1951, dopo avere firmato l'"Accordo in 17 clausole" per la liberazione pacifica del Tibet con il governo locale, il governo popolare centrale della Cina, secondo la reale situazione di quel tempo, non applicò immediatamente la riforma del sistema sociale e politico. Il 10 marzo 1951, i vertici reazionari del Tibet per salvaguardare il sistema teocratico non cambiarono mai il sistema della servitù della gleba, lanciando oltraggiosamente una totale ribellione armata. Allora il governo centrale prese misure risolute, decidendo di sedare la rivolta e allo stesso tempo di effettuare una riforma democratica. Il 28 marzo 1959, il governo centrale annunciò di sciogliere il governo locale tibetano e ciò significò la liberazione di un milione di servi della gleba e la realizzazione dello storico balzo del sistema sociale del Tibet.
Per molto tempo, la cricca seperatista del Dalai Lama ha attaccato maliziosamente il sistema dell'autonomia regionale etnica della Cina e sogna costantemente di restaurare l'oscuro, incivile ed arretrato sistema feudale della servitù della gleba. Dopo la diffusione della notizia dello stabilimento della "giornata commemorativa della liberazione di un millione di servi della gleba", c'è stato qualcuno della cricca del Dalai Lama che ha diffamato tale iniziativa, questo è uno dei cosiddetti "trucchi propagandistici contro presunte politche crudeli e stabilire una nuova immagine all'esterno."
In merito, il commentatore speciale di RCI e ricercatore del Centro cinese di Tibetologia, Lian Xiangmin, ritiene che gli attacchi e le calunnie della cricca del Dalai Lama siano state fatte per il timore che la maggiore parte della gente scopra la verità e si renda conto del loro vero obiettivo, ossia separarsi dalla madrepatria e tentare di ritornare al passato.
Lian Xiangmin ha detto che negli ultimi 50 anni, il Tibet ha visto radicali cambiamenti nei settori politico, economico e culturale: gli introiti dei contadini e dei pastori sono aumentati da niente a circa 3000 RMB all'anno; la vita media si è innalzata dai 35.5 degli anni 50' del secolo scorso ai 67 anni attuali; inoltre è stato istituito basilarmente un sistema educativo moderno abbastanza completo. Oggi in Tibet, si applica l'autonomia regionale etnica, questo significa che il popolo è il padrone della società.
http://italian.cri.cn/241/2009/01/20/223s115434.htm
SHANGRI-LA’ - IL PARADISIACO TIBET PRIMA DEI CINESI
Fino al 1959, quando il Dalai Lama governò per l’ultima volta sul Tibet, i terreni agricoli erano ancora organizzati in possedimenti feudali coltivati da servi della gleba. Tali possedimenti erano proprietà di due gruppi sociali: i facoltosi possidenti terrieri laici, e i ricchi lama teocratici. Il monastero di Drepung possedeva 185 tenute, 25000 servi della gleba, 300 estesi terreni da pascolo e 16000 mandriani. Il comandante in capo dell’esercito tibetano, membro del gabinetto dei laici del dalai lama possedeva 4000 km quadrati di terre e 3500 servi della gleba. Esistevano un esiguo numero di coloni che si mantenevano in vita come liberi contadini. Circa 10.000 individui costituivano la classe media: mercanti, bottegai, ecc. Altre migliaia mendicanti. Vi erano schiavi, di solito servitù domestica, che non possedevano nulla; la loro prole nasceva in stato di schiavitù. La popolazione rurale era costituita in massima parte dai servi della gleba; trattati un po’ meglio degli schiavi ma che non avevano istruzione o assistenza sanitaria. Erano costretti a vita a lavorare le terre del signore – o del monastero – senza ricevere una paga, a riparare le case del signore, a trasportare i raccolti e raccogliere la legna da ardere per lui. Erano inoltre tenuti a fornire, su richiesta, mezzi e animali da trasporto. I padroni indicavano loro quali raccolti ricavare e quali animali allevare. Non potevano sposarsi senza il consenso del loro signore o lama ed era facile che venissero separati dalle rispettive famiglie nel caso in cui il padrone li cedesse per lavorare in luoghi lontani. I servi della gleba dovevano mantenersi da se. Tuttavia erano legati al loro padrone, garantendo una forza lavoro stabile che non poteva organizzarsi, scioperare, o tantomeno andarsene liberamente.I servi dovevano avere il permesso per recarsi in qualsiasi luogo. I signori terrieri avevano l’autorità legale di catturare quelli che cercavano di scappare. Un fuggitivo ventiduenne accolse l’intervento cinese come una liberazione; testimoniò che in stato di servitù era soggetto ad incessante duro lavoro, fame, freddo. Dopo il suo terzo tentativo di fuga fallito, venne percosso senz pietà dagli sgherri del signore sino a quando il sangue gli uscì a fiotti dal naso e dalla bocca.
http://esercitodelle12scimmie.myblog...ei-cinesi.html
I servi in Tibet al tempo del regime feudale del Dalai Lama
Immagini tratte da questo articolo:
http://www.humanrights.cn/zt/magazin...0048594429.htm









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